Milken e Roubini: tori contro orsi. Sulle vere sfide della ripresa

4 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Anche quest’anno non è mancato lo scambio di opinioni tra due grandi durante la Milken Institute Global Conference. Nouriel Roubini si è trovato nuovamente faccia a faccia con Michael Milken. È stato un dibattito tra ottimisti e pessimisti, con Milken toro sull’economia statunitense, convinto che le sfide affrontate dal paese possano essere costantemente superate grazie all’innovazione, mentre Roubini ha avvertito sui rischi che aleggiano nella scena geopolitica globale, tra cui un conflitto con l’Iran e i problemi in Medio Oriente.

Partito nel suo discorso con un moderato ottimismo – sugli sviluppi tecnologici, sulla ripresa economica globale e del prezzo degli asset – il professore della New York University ha ricordato che la questione Iran non è ancora chiusa e che c’è ancora il pericolo imminente di una guerra, così come di possibili tensioni in Medio Oriente. Il tutto condito da continua debolezza dell’Europa e il possibile scoppio della bolla cinese.

“C’è ancora il rischio di un guerra tra Israele e Stati Uniti contro l’Iran”, ha detto Roubini. Ma avverte, ci sono le elezioni in mezzo, per cui è probabile che gli Usa “faranno il loro lavoro” solo in seguito. “Se la guerra dovesse entrare nel vivo, si otterrebbe un premio per il rischio”.

La risposta di Milken si è incentrata su soluzioni di più lungo periodo alla continua necessità degli Stati Uniti di reperire risorse energetiche dall’estero. “Il progresso tecnologico potrebbe alleviare questi rischi”, rendendo gli Stati Uniti meno dipendenti dalle importazioni di petrolio dal Medio Oriente.

Immediato il commento di Roubini, che subito ci ha tenuto a specificare la differenza tra breve e lungo periodo. “Chi crede che in cinque anni avremo indipendenza energetica si sbaglia di grosso. Sarà un discorso che richiederà almeno 10-20 anni”.

Accordo tra i due, con gli Usa che dunque alla fine riusciranno a ridurre la loro dipendenza dal Medio Oriente. Si tratta solo di una questione di tempo. Ma Roubini ha ricordato che il tempo è tutto: “Keynes era solito dire che nel lungo periodo siamo tutti morti, ma potremo andarcene anche nel breve periodo“.