Milano va a picco: -6%, sospensioni a raffica

18 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La paura della recessione, aumentata dopo il report di Morgan Stanley, provoca una brusca frenata al tentativo di rimonta accennato ieri dalle borse europee. E quel che e’ peggio e’ che non si intravedono miglioramenti all’orizzonte. Oggi sono andati in fumo 240 miliardi in Europa.

Dopo l’avvio in forte calo di Wall Street, Milano incrementa ancora le perdite e chiude in calo di oltre il 6%, con le piazze finanziarie del continente che sono scese di netto dai massimi di due settimane. Si e’ trattato di un autentico giovedi’ nero per tutte le borse mondiali, nessuna esclusa, con l’Europa ancora epicentro dello smottamento delle borse che bruciano quasi 240 miliardi di euro sulla base del tonfo del 4,91% dell’indice Eurostoxx 600. La voltalita’ e’ salita a quota 47,26 punti.

Dopo che due membri della Federal Reserve hanno fatto sapere che la banca centrale americana non dovrebbe fare nulla per proteggere gli investitori nell’azionario, le autorita’ di controllo della borsa svedese hanno reso noto che le banche non sono preparate a un eventuale congelamento dei mercati monetari. La reazione dei mercati non si e’ fatta attendere.

“I timori delle autorita’ circa il capitale delle banche, uniti ai commenti di Fisher e Plosser, alimentano l’incertezza”, spiega a Bloomebrg Henrik Drusebjerg, senior strategist di Nordea Bank AB, aggiungendo che i “politici americani non riescono a trovare una linea comune e se nemmeno la Fed riesce a trovare il bandolo della matassa al suo interno, allora al mercato non rimangono speranze a cui aggrapparsi”.

E’ il classico caso in cui gli investitori vedono il bicchiere mezzo vuoto. Il Ftse Mib ha ceduto il 6,15%, appesantito dai cali di banche, assicurativi e Fiat. Londra lascia sul campo il 4,8%, Francoforte il 6,24%, Parigi il 5,86%, ribassi notevoli anche per Madrid, Lisbona e Amsterdam. Tra i settori, i piu’ colpiti dalla lettera sono stati auto (Fiat -11,76%, Volswagen del 6,81%, BMW -8,36%) e costruzioni (big in calo dell’8-9%). Ancora peggio hanno fatto le banche, con alcuni gruppi che cedono oltre il 10%: Barclays fa meno 11,78%, Societe Generale (stavolta i rumor bufala non c’entrano) -11,67% e Dexia -12,75%.

Finanziari sotto attacco per diversi motivi, tra cui un articolo del Wall Street Journal, secondo cui le banche europee sarebbero nel mirino della Fed. Di fatto, le autorità americane “sono molto preoccupate” sulla possibilità che gli istituti europei abbiano problemi di liquidità.

Paura anche per la prospettiva della tassa sulle transazioni finanziarie, proposta dalla coppia Merkel-Sarkozy. La bozza del testo è ancora in fase di perfezionamento ma dal recente incontro tra il premier francese e il cancelliere tedesco si è saputo che una prima proposta verrà presentata a Bruxelles nel mese di settembre.

L’imposizione sarà ispirata al modello della famosa, ma mai attuata nel suo impianto originario, Tobin tax e potrà prevedere un prelievo sulle transazioni finanziarie tra lo 0,05% e lo 0,5% all’interno dei 27 paesi dell’Unione Europea. Secondo le prime stime il possibile prelievo di questa imposta potrebbe oscillare tra 100-400 miliardi di dollari l’anno. E finirebbe per mettere un freno alle attivita’ speculative e operazioni di compravendita sul breve.

Incide in negativo anche la decisione di Morgan Stanley di tagliare le stime sulla crescita economica globale. La banca d’affari, una delle piu’ pessimiste di Wall Street, ha inoltre affermato che Stati Uniti ed Eurozona stanno “oscillando pericolosamente in una zona vicina alla zona recessione”.

Mentre la manovra approda in Senato, si apre il giallo su un nuovo scudo fiscale, cioe’ un maxi condono per fare rientrare i capitali dall’estero. Con tale misura si stima di poter rinfoltire le casse dello stato di 7-10 miliardi di euro, evitando di ritirare dalle tasche degli italiani la somma prevista dalla tassa di solidarieta’, da prelevare a chi dichiara un reddito superiore ai 90 mila euro l’anno.

In realta’ la misura battezzata “scudo bis” e’ ancora “un’ipotesi virtuale, nel decreto non c’e'”, secondo il ministro Calderoli. L’opposizione promette di opporsi con tutti i mezzi a un eventuale “ennesimo condono”. Intanto per eliminare dalla manovra il prelievo sui redditi oltre i 90mila euro l’esecutivo gioca la carta di una nuova sanatoria, con aliquota superiore al 5%.

MILANO: PESANTI SELL OFF SU BANCHE E FIAT

A Piazza Affari diventano sempre piu’ pesanti le vendite su Unicredit, che e’ finita sotto la lente della Fed che vuole assicurarsi che i capitali delle banche europee siano tali da scongiurare un contagio della crisi anche in Usa. In un listino quasi tutto tinto di rosso che ha toccato i minimi intraday di -4,35% alcuni fra i titoli principali sono stati sospesi per eccesso di ribasso. Si tratta, in particolare, di due banche, Intesa Sanpaolo (-9,48%) e Banco Popolare (-7,17%).

Fari su Fiat, che è stata sospesa in piu’ di un’occasione per eccesso di ribasso. Tra gli altri titoli tartassati, Pirelli (-9,66%), Impregilo (-6%), Fondiaria Sai (-11,81%), Finmeccanica (-9,28%), Fiat Industrial (-12,95%). Le azioni della galassia del Lingotto scontano la perdita della leadership sul mercato brasiliano da parte della casa torinese, dopo i dati resi noti relativi alle immatricolazioni.

SMOBILIZZI DALL’ASIA ALL’EUROPA

Prosegue negativa la seduta anche per le altre borse europee, che si sono allineate fin da subito al sentiment negativo presente nelle asiatiche. L’azionario nipponico, in particolare, ha scontato la forza dello yen, con il dollaro che si è attestato contro la valuta nipponica ai minimi dal Dopoguerra.

RUMOR SUI BTP, MA SPREAD TORNA AD AMPLIARSI

Sul fronte obbligazionario, il differenziale tra il rendimento dei Btp decennali e i bund tedeschi e’ salito a 276 punti. In rialzo anche gli spread sui titoli di stato spagnoli a 279 punti. L’allargamento dei due spread e’ dovuto alla forza del bund tedesco e non alla debolezza dei titoli periferici. Lieve aumento quelli sui decennali francesi a 62 punti.

I rendimenti decennali italiani continuano a scendere al di sotto della soglia del 5%, attestandosi al 4,890% (sempre superiore ai rendimenti decennali spagnoli, al 4,927%). Non aiutano per ora i rumor secondo cui Bce e fondi sovrani starebbero comprando bond spagnoli e italiani. Incidono invece i forti rialzi dei titoli di stato tedeschi, che schiacciano ulteriormente i rendimenti, in calo verso quota 2%.

EURO/DOLLARO BUCA QUOTA 1,44, AREA $1,43 PIU’ VICINA

In ambito valutario l’euro si indebolisce contro il dollaro a $1,4335, dopo la punta di $1,45 toccata ieri. La moneta unica perde terreno anche contro il franco svizzero, a 1,1336. A tal proposito, si parla della possibilità di un intervento da parte della Banca centrale svizzera, nel tentativo di frenare l’apprezzamento del franco. Euro/yen in flessione a 109,83.

Sugli altri mercati, petrolio in calo del 4,74%, rame in ribasso del 2,41%, platino dello 0,42%.