Milano sui massimi dopo lavoro Usa, poi riduce per Ism

3 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Seduta movimentata per Piazza Affari, che tanto attendeva le statistiche a stelle e strisce sul mercato del lavoro e sul settore servizi. I mercati azionari sono rimasti favorevolmente sorpresi dal primo dato, con il tasso di disoccupazione che ad agosto è salito al 9,6% dal 9,5% precedente, in linea con le attese, mentre gli occupati non agricoli hanno registrato un decremento di 54mila unità dalle 90mila del consensus. Rivisto in meglio anche il dato sugli occupati di luglio a -54mila da -131mila. Finalmente giungono dei segnali positivi dal mercato del lavoro a stelle e strisce, settore che come ben sappiamo faticosamente sta tentando di lasciarsi alle spalle la crisi, restando in coda rispetto agli altri comparti assieme solo all’immobiliare. Per Obama la creazione di 67.000 posti di lavoro nel settore privato è stata una “notizia positiva…ma è necessario che la crescita sia più veloce”. L’euforia degli investitori, però, è stata subito messa a freno dall’ ISM non manifatturiero di agosto, che ha evidenziato un calo a 51,5 punti, dai 54,3 punti di luglio. Le attese degli analisti erano per una flessione più contenuta a 53,5 punti. I mercati europei, Piazza Affari compresa, hanno così ridotto i guadagni per concludere la seduta sotto i massimi giornalieri. Gli investitori sono rimasti colpiti anche dall’intervento dell’ economista Nouriel Roubini al workshop Ambrosetti in corso a Cernobbio. La politica di austerità attuata dall’Europa rischia di trasformare una crescita risicata in una recessione profonda, complice un euro troppo forte che penalizza le esportazioni. Resta sostenuto l’euro, con il cross a 1,2867 usd, mentre il rapporto usd/yen si attesta a 84,48. In frenata il petrolio, con il Wti a 73,36 usd/bar mentre l’oro vale 1.248 dollari l’oncia. A Milano l’indice Ftse All-Share archivia gli scambi con un progresso dello 0,99% a 21.181 punti e il Ftse Mib con un rialzo dell’1,11% a quota 20.639. Nel complesso richieste le banche, con Intesa SanPaolo in primis. Bene UniCredit, sempre più al centro di polemiche in merito al caso dell’ascesa dei libici nel proprio capitale. Caldi gli oil nonostante la frenata del prezzo del greggio. In vetta Tenaris ed Eni. Ieri l’Ad del Cane a sei zampe, Paolo Scaroni, ha incontrato il presidente del Libano Michel Suleiman per discutere di possibili cooperazioni. La compagnia ha inoltre presentato alle autorità di competenza un piano per realizzare nuove capacità di stoccaggio. In denaro Finmeccanica, che beneficia della commessa fino a 300 mln di dollari negli States annunciata ieri. Ben comprata anche Autogrill. Tra i titoli più offerti troviamo Parmalat e Prysmian, con perdite superiori all’1%. Sul completo in evidenza Pirelli Re, con volumi oltre la media. A galvanizzare le azioni della società l’accordo raggiunto ieri per l’acquisizione di Karstadt da parte di Berggruen. E’ stato così sventato il pericolo di una svalutazione delle partecipazioni immobiliari in portafoglio al gruppo italiano.