Milano sale dopo annuncio Monti: +0,8%. Tasso BTP appena sotto 7%

16 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Borsa di Milano in ripresa sul finale, dopo aver oscillato nervosamente a seguito dell’annuncio di Mario Monti relativo alla composizione del nuovo governo. L’indice Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,79%. Le indiscrezioni su un dicastero affidato all’amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, sono state confermate. Passera sarà ministro per lo Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti.

Sul fronte del mercato dei titoli di stato, lo spread Italia/Germania rimane sopra i 500 punti base, ma scende a quota 518. I BTP decennali si attestano in lieve rialzo a 85,018 (+0,398) con i rendimenti che tornano a scendere sotto la soglia critica del 7%, anche se di pochissimo, attestandosi al 6,987%. Rumor circolati in mattinata e riportati da Bloomberg hanno fatto riferimento ad acquisti effettuati dalla Bce, che avrebbe comprato nelle ore precedenti titoli di stato non solo italiani, ma anche spagnoli e portoghesi a un ritmo ancora più sostenuto del solito. Ma dietro le quinte è sempre paura per il caso Francia, visto che in giornata lo spread Francia/Germania ha testato un nuovo record assoluto a 195 punti base.

Misto il trend delle altre piazze finanziarie europee: Londra -0,1%, Francoforte -0,11%, Parigi +0,72%, Madrid +0,9%.

Intervistato da Class Cnbc, Sergio Capaldi, analista di Intesa SanPaolo, avverte che gli investitori sono cauti in quanto si interrogano soprattutto sulla “durata di questo governo”. Riuscirà l’esecutivo di Monti a “portare a termine la legislatura fino al 2013? E riuscirà a far passare i provvedimenti, che potranno confermarsi impopolari?”. Il “punto nodale”, spiega Capaldi, “è se questo governo tecnico riuscirà a trovare l’appoggio politico. Insomma, i mercati non hanno dubbi sulla capacità dell’esecutivo, ma sulla sua durata”.

A frenare gli acquisti, sono poi le ultime dichiarazioni rilasciate dal numero uno dell’Eurogruppo, Van Rompuy, che ha affermato che l’Europa è ancora molto lontana da una unione fiscale. Nello stesso meeting, il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso, parlando di una “crisi sistemica” dell’area euro, ha proposto una “vigilanza rafforzata” sui bilanci pubblici con caratteristiche tali da farla apparire come un quasi commissariamento, specialmente per i paesi che ricevono aiuti.

In più arriva la nota di Credit Suisse, che afferma che “il danno è stato già fatto” e che prevede per il 2012 una recessione per l’Eurozona.

Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib viaggia recupera nel finale Unicredit (-0,95%), nonostante la decisione di Moody’s di porre sotto osservazione il debito dell’istituto di Piazza Cordusio per un possibile downgrade. Il titolo sale più dell’1%. Positiva invece Ubi Banca +4,6%, MPS è invece negativa con -0,90%, Banco Popolare +0,39%, Intesa SanPaolo +0,99%.Sempre sul fronte bancario, giornata no invece per BPM, che segna un tonfo dell’13%. Tra i titoli positivi, bene Lottomatica +3%, Impregilo +2% e soprattutto Azimut +5,5%.

La sessione odierna presenta un altro appuntamento cruciale in Grecia: oggi, infatti, si voterà per dare o meno la fiducia al neo primo ministro greco Lucas Papademos. In calendario oggi anche le aste che avranno per oggetto titoli di stato spagnoli e francesi.

In una intervista rilasciata al canale televiso Class Cnbc, Francesco Paglianisi, di Banca Zarattini, si mostra in ogni caso ancora pessimista riguardo all’allargamento degli spread, un fenomeno che non interessa più solo Grecia e Italia, ma anche altri paesi come Francia e Spagna. Preoccupazioni sul problema dei debiti europei sono state espresse intanto dal presidente americano Barack Obama. Nella sua visita in Australia, l’inquilino della Casa Bianca ha detto di “essere molto preoccupato” per le turbolenze che stanno colpendo il vecchio continente ed ha ribadito che le istituzioni europee “devono sostenere il progetto europeo”. Obama ha aggiunto poi che i problemi dell’Euriopa non sono di carattere tecnico, ma politico.

Paglianisi individua nel dollaro il vincitore di questo momento, visto che molti investitori si stanno rifugiando nel biglietto verde. Inoltre, l’esperto riporta che i money manager si stanno posizionando sempre di più sulla parte a breve scadenza dei titoli di stato tedeschi, in quanto, nonostante i rendimenti bassi, la prospettiva – che rimane ancora lontana – di un euro delle triple AAA, permetterebbe al “nuovo euro” di rivalutarsi del 30%, a vantaggio dei bond dei relativi paesi.

Paglianisi critica contestualmente la Bce, che è l’unico istituto centrale ad avere una “politica monetaria sbagliata” e a rimanere in una posizione rigida, rifiutandosi di essere prestatore di ultima istanza in modo illimitato, cosa che hanno fatto invece la Fed e anche la Banca del Giappone nei momenti di crisi. Dal fronte economico è stato intanto reso noto il dato relativo all’inflazione in Italia. Nel mese di ottobre l’inflazione è salita dello 0,6% rispetto al mese di settembre 2011 e del 3,4% su base annua, testando il massimo dall’ottobre del 2008.

Sul fronte del mercato valutario, l’Euro riduce le perdite nei confronti del dollaro a -0,13%, attestandosi a $1,3507. La valuta si era attestata nelle ultime ore sui minimi delle ultime cinque settimane. La moneta unica rimane iatta nei confronti del franco svizzero a CHF 1,2396, mentre contro lo yen riduce i cali a -0,28%, a JPY 104,01.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio si assiste a un rally superiore del 2%, a $101,38 al barile, mentre le quotazioni dell’oro arretrano dell’1,32%, a $1.758,70.