Milano rimbalza +2,35%. Euro: miglior settimana da gennaio

14 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Dopo i primi tentennamenti e all’indomani del forte sell offsulla scia di Wall Street e dei dati sulle vendite al dettaglio Usa, la borsa di Milano ha accelerato con decisione verso l'alto e il Ftse Mib ha chiuso in progresso del 2,35%. Per l'euro si profila la migliore settimana da gennaio, mentre ha preso il via la riunione di due giorni dei ministri delle Finanze del Gruppo dei 20. Le discussioni si concentreranno ancora una volta sulle soluzioni per arginare l'espansione della crisi del debito sovrano in Europa. A Milano rimane alta la volatilita' e un indice sopra i 16.200 punti lascia un po' di dubbi agli analisti. Sostenuto da Fiat e dai bancari, il paniere milanese e' riuscito a resistere anche all'impatto negativo momentaneo che ha avuto la pubblicazione dei dati sulla fiducia dei consumatori elaborati dall'Università del Michigan e Thomson Reuters. L'indice Usa ha mostrato a sorpresa un calo, e Piazza Affari si e' rimangiata parte dei guadagni. Anche le altre borse europee riescono a mettere a segno solidi rialzi dopo le prime ore caratterizzate da una elevata volatilità, anche se Madrid rimane debole dopo il downgrade sulla Spagna da parte di S&P. Tra gli altri listini, Londra +1,26%, Francoforte +1,07%, Parigi +1,06%. L’indice di riferimento del continente Eurostoxx 50 fa +1,16%.

Intanto sul mercato del debito si e’ fatta sentire la tensione per il voto di fiducia alla Camera, passato con i 316 si previsti dalla maggioranza, considerati la soglia di verifica della solidita’ dell’esecutivo. Sono stati momenti di tensione per tutte le forze parlamentari italiane. Nessun deputato stamattina aveva i numeri per dire con certezza cosa sarebbe avvenuto. Cio’ ha innervosito i mercati, con gli spread tra Btp e bund tedeschi e i rendimenti che sono saliti nelle trepidanti ore di attesa.

Sul fronte dei titoli di stato italiani, alle 14 in attesa dell’annuncio dell’esito del voto di fiducia, i rendimenti del decennale si attestavano al 5,87%, a fronte di quelli spagnoli che rimangono molto più bassi nonostante il downgrade, al 5,288%; lo yield e’ poi sceso e alle 15 vale il 5,83%.

A meta’ giornata lo spread Italia-Germania e’ salito sino a 377, contro i 313 del differenziale Spagna-Germania e contro i 367 di due ore prima. Dopo l’esito positivo della Camera lo spread e’ sceo a 363,8 punti. Quello tra Spagna e Germania vale 309,6 punti.

Da segnalare, sempre in tema di buoni del Tesoro, che la differenza tra i rendimenti decennali francesi e quelli dei bund tocca il record dall’introduzione dell’euro, e si attesta a 90,7 punti base. Il rendimento sul benchmark del Tesoro tedesco rende il 2,192%, i Treasuries Usa il 2,242%

Sul Ftse Mib si mettono in evidenza i bancari, nonostante le note negative che arrivano ogni giorno. In particolare Goldman Sachs ha rivisto al ribasso il target price di alcuni istituti bancari italiani (ma anche quello di Deutsche Bank), mentre Fitch Fitch ha messo sotto osservazione molte banche europee e anche tre americane. Inoltre, la stessa Goldman ha emesso un comunicato in cui ha affermato che, nel caso in cui i nuovi stress dell’Autorità bancaria europea venissero messi in atto, 50 banche su 91 potrebbero avere bisogno di capitale, per 139 miliardi di euro. E, ancora, se il requisito minimo del Core Tier 1, come vuole l’Eba, fosse alzato al 9%, il fabbisogno salirebbe a 298 miliardi di euro, che interesserebbe 68 banche.

Alle 16.15 il mega rialzo di Unicredit si sgonfia un po’ scendendo sotto il +4%, acquistate anche le azioni Popolare di Milano (+4,5%), Ubi Banca (+4,82%) e Banco Popolare; debole MPS. In forte rialzo anche i titoli della galassia Fiat come Fiat Industrial, Exor (+4,77%) e Fiat (+5,47%); e vola Stm, che applaude ai risultati positivi che sono stati diffusi nella serata di ieri da Google. Molto bene anche Saipem (+4,92%) ed Eni (+4,6%).

In generale, si aspettano a questo punto le indicazioni che arriveranno da Parigi in occasione del G20 dei ministri finanziarie e delle banche centrali. L’impressione è che dal G20 arriverà un annuncio importante, in quanto i BRIC starebbero studiando un modo per contribuire all’aumento dei fondo dell’Fmi, al fine di aiutare l’Europa.

Sul fronte valutario la propensione al rischio provoca un solido rialzo dell’euro che guadagna lo 0,64% nei confronti del dollaro a quota $1,3865, mentre contro il franco svizzero è piatto a CHF 1,2378. La moneta unica sale poi contro lo yen dell’1,24%, a JPY 107,21.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio sono in rialzo del 2,68%, a quota $86,48 al barile. In crescita anche le quotazioni dell’oro, che salgono dello 0,22%, a $1.672,20.

RAPPORTO UNICREDIT
A Parigi oggi e domani si tiene il G20 dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali, con Tremonti e Draghi. Il meeting fornirà l’occasione di un nuovo confronto tra Europa e resto del mondo dopo l’impegno preso solennemente da Francia e Germania per presentare un piano complessivo di soluzione della crisi entro fine mese, anche se gli interventi per la zona euro sono ancora in fase di definizione in vista del summit europeo del 23 ottobre. Intanto il Fmi si prepara a presentare un piano al proprio esecutivo nei prossimi giorni per garantire linee di credito a breve termine ai paesi fondamentalmente solidi dal punto di vista finanziario, ma che si trovano a fronteggiare problemi di liquidità.

Lato macro, in lieve frenata l’inflazione cinese che in settembre si è attestata al 6,1%, dal 6,2% di agosto.

PIAZZA AFFARI

FINMECCANICA (EUR5,395): gli analisti di Hsbc hanno ridotto il giudizio a underweight e portato il target di prezzo a EUR5.

PARMALAT (EUR1,596): secondo La Repubblica, Lactalis riuscirà a rimborsare i debiti contratti per l’Opa solo grazie a operazioni straordinarie.

TELECOM IT (EUR0,89): gli analisti di Nomura hanno ridotto il target price da EUR0,95 a EUR0,9, il rating è reduce.