Milano riduce le perdite grazie a dati macro USA

1 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Piazza Affari, dopo l’avvio negativo di Wall Street, continua la seduta in rosso restando in coda ai principali listini continentali. Tuttavia riducele perdite pesanti di metà giornata, grazie ai dati macro a stelle e strisce che sono risultati migliori delle attese. L’indice ISM manifatturiero americano si attesta infatti a 59,7 punti contro i 60,4 di aprile. Il dato, comunicato dall’Insitute for Supply Management risulta superiore alle attese degli analisti che indicavano una discesa a 59,5 punti. Salgono anche le spese per costruzioni in USA nel mese di aprile segnando un incremento del 2,7% rispetto alla varialzione nulla attesa dagli analisti. La giornata, già partita sotto la linea di parità per le paure di un possibile rallentamento della crescita economica globale sulla scia dell’attività manifatturiera in Cina, è continuata al giro di boa nel rosso più profondo. Ad appesantire, ulteriormente tutti i listini ci ha poi pensato la BCE che ha lanciato un allarme sulla stabilità finanziaria anticipando consistenti svalutazioni per gli Istituti del Vecchio Continente. Il Report ha portato una ondata di vendite sugli istituti bancari del Vecchio Continente, e ancora di più su quelli italiani, tra i peggiori in assoulto. Sul valutario, il cross euro/dollaro, che ha toccato il minimo di quattro anni a 1,2108 usd ora recupera notevolmente a 1,23dollari. Intanto, La Banca Centrale del Canada, nella riunione tenutasi oggi, ha deciso di alzare l’attuale livello dei tassi di interesse di un quarto di punto portando i tassi dal precedente 0,25% allo 0,50%. Il Ftse All Share sta cedendo lo 0,84 %, il Ftse mib lo 0,98 %. Meno ampia la caduta del Ftse Mid Cap-0,24 % e del Ftse Star -0,44%. Tra le blue-chips milanesi vero e proprio tracollo delle banche dopo che il Financial Stability Report ha anticipato per le banche europee ulteriori svalutazioni per circa 90 miliardi quest’anno e 105 miliardi l’anno prossimo. In totale, il settore finanziario dovrà sopportare ancora 195 miliardi di perdite su crediti, anche se i rischi sistemici sono diminuiti nell’ultimo semestre. Unicredit è la peggiore con una discesa di oltre 3 punti percentuali, che tuttavia riduce le perdite che l’anno vista superare un rosso del 6%. A poco sono servite le parole del country chairman di quest’ultima circa le le sinergie future con Banca Unica. Cali vistosissimi anche per il Ubi Banca, Mediobanca, MPS, Banco Popolare e Intesa Sanpaolo, questìultima in focus anche per alcuni report di stampa che vedono l’Istituto in corsa per acquisire una banca polacca e la Carlo Tassara in procinto di cedere una quota del gruppo. A due colori gli oil con Saipem e Tenaris in rosso, mentre resiste alle vendite Eni che mostra un +0,72%. Appare sul listino principale qualche freccia verde con i rilazi frazionali di Bulgari e Campari resiste anche Autgrill, Snam Rete Gas e Ansaldo STS. Pirelli mostra rilazi di oltre un punto.