Milano ridimensiona calo, ma resta la peggiore in UE

19 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Si conferma pesante la giornata per Piazza Affari e per le altre borse europee, dopo la notizia del divieto tedesco, decisione peraltro unilaterale da parte della Germania. Segnali contrastanti giungono intanto dalla borsa di Wall Street, che ha avviato le contrattazioni in calo ed ora passa in positivo, in un clima di generale nervosismo sui mercati. Il nostro mercato accusa una flessione maggiore in UE, trascinato al ribasso dai titoli bancari che pesano sul listino. Ma va detto che la borsa milanese nelle ultime due sedute ha performato meglio rispetto al Vecchio Continente. Intanto sul fronte macro è stato diffuso il dato sui prezzi al consumo, che ha registrato una flessione dello 0,1% nel mese di aprile sorprendendo gli analisti (le attese erano per una variazione nulla) anche se va detto che le pressioni inflazionistiche negli Usa sono moderate. Da segnalare il dato “core” depurato delle componenti più volatili quali cibo ed energia, rimasto invariato mentre è cresciuto dello 0,9% su base annua rimanendo sotto la soglia psicologica dell’1%. La mossa della Germania ha innescato un nuovo scivolone dell’euro nei confronti del dollaro, tornato sui minimi di 4 anni. Tuttavia il cross eusd/usd mostra qualche tentativo di recupero e scambia in area 1,23 dollari. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha dichiarato che “l’euro è in pericolo” e che un suo fallimento potrebbe avere effetti pesanti su tutta l’Europa. Tra gli indici milanesi, l’indice FTSE All Share registra un ribasso del 2,10% mentre l’indice FTSE MIB cede il 2,22%. A Milano guidano i ribassi le banche come Unicredit, Intesa Sanpaolo e Ubi. Pesanti anche il Banco Popolare e Mps. Forti le vendite anche sulle azioni oil che risentono del ribasso del prezzo del greggio. Il maggiore calo è accusato da Saipem mentre è più contenuto per la controllante Eni. Giù Tenaris. Più moderata la discesa dei titoli Snam e Terna considerati difensivi. Linea rossa per Telecom Italia finita sotto la lente dell’Antitust, che ha aperto un’istruttoria per verificare l’eventuale posizione dominante della compagnia di tlc nelle gare Cosip ed Enel. In retromarcia la Fiat che trascina in basso anche Exor. Perdite arginate per le Atlantia.