Milano punta verso l’alto, su i futures Usa in attesa del Beige Book

20 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Nell’attesa della pubblicazione del Beige Book e dopo un avvio all’insegna della debolezza alimentato dalle chiusure negative di Wall Street e di Tokyo , le borse europee scelgono al giro di boa il segno più, seppur debolmente.

Un aiuto arriva dai mercati americani, con i futures sul Dow Jones che salgono di 29 punti, quelli sul Nasdaq che guadagnano 11,50 punti e quelli sullo S&P 500 che fanno +5,10 punti.

Verso le 12.53 ora italiana Londra sale così dello 0,33%, Francoforte avanza dello 0,20%, Parigi fa +0,39%. Sotto tono ancora Amsterdam (+0,084%) mentre Bruxelles perde lo 0,16%.

Piazza Affari si conferma il miglior listino, con gli indici Ftse Mib e All Share che guadagnano rispettivamente lo 0,95% e lo 0,80%.

In generale, argomento principe della mattina è ancora l’inattesa decisione della Cina di alzare di 25 punti base il tasso d’interesse ad un anno sui prestiti e sui depositi, per la prima volta in quasi tre anni. La notizia scatena una serie di riflessioni a catena sull’andamento nell’immediato futuro dello yuan e dei flussi di capitale in entrata e uscita dalla Cina. E fa temere anche che la stretta monetaria possa essere solo l’inizio di una serie.

Riflettori puntati anche sul comparto bancario dopo che la trimestrale di Bank of America ha riaperto una questione spinosa: quella dei mutui sofferenti.

Si guarda poi ai risultati di Yahoo, che ha archiviato il terzo trimestre con un utile di 396,1 milioni, pari al doppio rispetto al 2009. Il profitto per azione del gruppo Internet e’ stato di 29 centesimi, meglio gli 0,15 dollari stimati dagli analisti. Ma è anche vero che il fatturato e’ calato a 1,12 miliardi dagli 1,13 miliardi di un anno prima.

Sul valutario l’euro mostra un recupero nei confronti del dollaro e sui mercati newyorkesi è scambiato in rialzo a 1,3843 dollari.

Sui mercati delle commodities e dei metalli preziosi, l’oro guadagna terreno avanzando sul Comex a 1.341,60 dollari l’oncia, dopo il calo del 2,9% di ieri, il maggiore nell’arco degli ultimi tre mesi.

Ripresa anche per il petrolio, che sul Nymex sale a 80,47 dollari al barile, dopo aver chiuso ieri sera a New York in calo del 4,3% a 79,49 dollari.

Tornando a Piazza Affari e in particolare al Ftse Mib sotto i riflettori Telecom Italia, con il titolo che segna una crescita di oltre un punto percentuale. Ieri l’amministratore delegato della società di telecomunicazioni, Franco Bernabè, si è detto contrario all’ipotetico conferimento della rete in un’unica società ad hoc in cui confluirebbero tutti gli operatori mentre Corrado Calabrò, presidente di Agcom, ha specificato che “non glielo si può imporre per espropriazione”.

Tra i titoli migliori svettano poi Intesa SanPaolo (+2,31%), Ubi Banca (+2,12%), Mediolanum (+1,59%), Bulgari (+1,57%), Exor (+1,39%), Unicredit. Male invece Terna (-0,31%), Autogrill (-0,61%) e Italcementi (-0,84%).