Milano perde tutti i guadagni

26 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Peggiora improvvisamente l’andamento di borsa a Piazza Affari e nelle altre piazze europee sul finale di seduta, dopo una mattinata priva di particolari spunti in cerca di nuove indiscrezioni provenienti dal summit Ue.

Sostenuta anche dall’andamento dei listini azionari americani, Milano aveva puntato verso l’alto con una certa decisione, sebbene il contesto generale sia ancora caratterizzato dal nervosismo, viste le divisioni esistenti tra le autorita’ politiche dell’area euro.

L’indice Fste Mib finisce piatto a +0,07%. La borsa italiana non riesce a superare la prova dell’asta dei titoli di stato, che ha mostrato un aumento dei rendimenti per i bond a sei mesi e per i Ctz a due anni. Contrastata la domanda.

L’Italia e’ ancora in primo piano, visto l’ultimatum che l’Europa aveva imposto al paese e che scade proprio oggi. L’agenzia di rating Fitch ha avvertito che nel caso in cui non verranno varate misure per alimentare la crescita il giudizio sulla solidita’ credizia sara’ rivisto al ribasso.

Nel governo continua a regnare il caos: un accordo parziale sulle pensioni sembra sia stato infine raggiunto tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il leader della Lega Umberto Bossi.

Ciò non basta tuttavia a placare le tensioni sul mercato dei titoli di stato italiani, che rimangono molto elevate: il rendimento sui BTP decennali si avvicina infatti sempre più al 6%, attestandosi al 5,953%, mentre lo spread Italia-Germania è a quota 388. Gianni Letta, presente alla riunione straordinaria in corso a Palazzo Grazioli, ha fatto sapere che la lettera di intenti da inviare all’Ue e’ gia’ da ritoccare.

Peggiora progressivamente il tono anche sulle altre borse europee, in attesa del delinearsi della seconda puntata del summit europeo (la prima si è svolta domenica scorsa), che rimarrà orfana, così come è stato annunciato nella giornata di ieri, della cruciale riunione dei ministri delle finanze. Il FTSE 100 londinese lascia sul campo lo 0,07%, il Dax 30 di Francoforte perde l’1,05%, il CAC 40 di Parigi lo 0,47%. L’indice di riferimento della regione
Eurostoxx 50 perde lo 0,8%.

Saranno presenti nella riunione i capi di Stato e di governo dell’Ue, che si incontreranno alle ore 18, in un meeting che dovrebbe durare un’ora circa. A partire dalle 19.15, comincerà poi il vertice dei 17 paesi dell’Eurozona. All’ordine del giorno: processo di ricapitalizzazione delle banche, che potrebbe essere imposto soprattutto agli istituti italiani, portoghesi e spagnoli: spunta il nome di Unicredit che potrebbe essere così costretta ad aumentare il livello del proprio core Tier 1, potenziamento del fondo EFSF, e la soluzione per la crisi greca.

Il quadro generale rimane molto delicato. Lo stesso Sarkozy ha ammesso nel corso di una intervista che “L’Europa non è mai stata cosi vicina all’esplosione”. Se c’è un’altra cosa che l’Europa sta perdendo progressivamente è la credibilità. Gli stessi Bric valutano l’opportunità o meno di aiutare il Vecchio Continente, e le parole del ministro delle finanze brasiliano Guido Mantega non lasciano spazio a dubbi.

Intanto sul Ftse Mib, il settore bancario è contrastato: Unicredit +1,79%, Ubi Banca -1,83%, Mediobanca +0,75%, Intesa SanPaolo +0,31%, MPS +0,72%, Banco Popolare -0,17%, Banco Popolare dell’Emilia Romagna -0,87%. Male anche BOM -0,92% Bene i titoli del Lingotto, con Fiat Industrial +2,50%.

Sul fronte valutario, l’euro sconta subito la notizia dell’impasse europea sulla svalutazione dei titoli greci abbandonando prima la soglia a quota $1,39 e accelerando poi al ribasso. Al momento, perde lo 0,53%, a $1,3834. La moneta unica rimane in rialzo dello 0,18% nei confronti del franco svizzero a CHF 1,2236 (+0,18%), mentre arretra contro la valuta giapponese dello 0,55%, a JPY 105,23. Attenzione allo yen, balzato al massimo sul dollaro dal periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale; i timori sul futuro dell’Europa portano di fatto gli investitori ad aumentare le loro richieste di yen, considerata come valuta rifugio. Il risultato è che la divisa asiaticza arriva a rafforzarsi sul dollaro fino al record di 75,72.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio incrementano le perdite e arretrano più del 2%, a $91,29 al barile, mentre le quotazioni dell’oro salgono dell’1,10%, a $1.719,10 l’oncia. Riguardo al petrolio, il dipartimento dell’Energia Usa ha diffuso i dati sulle scorte settimanali degli Stati Uniti.

Di fatto, le scorte di petrolio grezzo sono salite di 4,7 milioni di barili (più del rialzo di 1,5 milioni di unita’ atteso dal consensus); le scorte di benzina sono scese di 1,4 milioni (meno del calo di 1,8 milioni atteso); infine, le scorte di distillati hanno riportato una flessione di 4,3 milioni (più della flessione di 2 milioni stimata dagli analisti).

RAPPORTO UNICREDIT: TITOLI A PIAZZA AFFARI
Il Tesoro italiano dà oggi inizio a una tre giorni di aste, offrendo la terza tranche del Ctz con scadenza 30 settembre 2013 per EUR2,0 mld e EUR8,5 mld del Bot a 6 mesi. Domani sarà la volta del BTPei decennale per un ammontare fra
EUR500,0 mln e EUR750,0 mln. Venerdì 28 toccherà al Btp luglio 2014, al Btp marzo 2022, al CCTeu ottobre 2017 e a un titolo off-the-run, il settembre 2019, offerti complessivamente per un ammontare compreso fra EUR5,25 mld e EUR8,5 mld.

ENI (EUR15,93): secondo MF, BG Group starebbe frenando sull’accordo con il governo del Kazakistan per l’ingresso di KazMunaiGaz con il 10% nel maxi giacimento del Karachaganak. In attesa che la produzione di gas e petrolio dalla Libia ritorni a regime a fine anno, il terzo trimestre 2011, secondo un sondaggio Reuters tra analisti, dovrebbe essere per Eni un periodo di transizione, con margini ancora in contrazione rispetto allo stesso periodo 2010.

FIAT (EUR4,922): da stampa, l’Ad Marchionne ha dichiarato che Fiat e Chrysler sono sulla strada giusta per raggiungere gli obiettivi fissati. Conferma il piano Fabbrica Italia e ribadisce che il mercato dell’auto europeo sarà difficile anche nel 2012. Il presidente dell’Anfia (Razelli), ha dichiarato che le immatricolazioni in Italia nel 2012 saranno inferiori a quelle del 2011, che sono viste a quota 1,740 mln di vetture.