Milano: la volatilità regna sul mercato

1 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Piazza Affari limita i danni della giornata ma conclude comunque in rosso restando la peggiore tra le piazze del Vecchio Continente. La sessione che si era preannunciata catastrofica con gli indici milanesi che hanno raggiunto perdite di quasi quattro punti percentuali è stata poi sollevata grazie ai dati macro a stelle e strisce che sono risultati migliori delle attese. L’indice ISM manifatturiero americano si è attestato infatti a 59,7 punti contro i 60,4 di aprile. Il dato, comunicato dall’Insitute for Supply Management è risultato superiore alle attese degli analisti che indicavano una discesa a 59,5 punti. In salita anche le spese per costruzioni in USA nel mese di aprile che hanno segnato un incremento del 2,7% rispetto alla varialzione nulla attesa dagli analisti. Ad appesantire, i listini, stamane ha contribuito anche la BCE che ha lanciato un allarme sulla stabilità finanziaria anticipando consistenti svalutazioni per gli Istituti del Vecchio Continente. Il Report ha portato una ondata di vendite sugli istituti bancari del Vecchio Continente, e ancora di più su quelli italiani, tra i peggiori in assoulto. Sul valutario, la moneta unica ha recuperato nei confronti del biglietto verde. L’euro, che stamane ha toccato un minimo da quattro anni a questa parte a 1,2108, ora scambia a 1,2276 USD. La moneta di Eurolandia, beneficiando del rimbalzo della borsa newyorkese, che ora torna sotto i livelli di parità, ha sfondato anche la soglia degli 1,23 USD spingendosi sino ad un massimo di 1,2354 dollari. Il Ftse All Share chiude con un ribasso dell’1,21% a 19.906, il Ftse mib in chiusura cede l’1,35% a 19.279 punti 0,98 %. Meno ampia la caduta del Ftse Mid Cap-0,57 % e del Ftse Star -0,461%. Tra le blue-chips milanesi vero e proprio tracollo delle banche dopo che il Financial Stability Report ha anticipato per le banche europee ulteriori svalutazioni per circa 90 miliardi quest’anno e 105 miliardi l’anno prossimo. In totale, il settore finanziario dovrà sopportare ancora 195 miliardi di perdite su crediti, anche se i rischi sistemici sono diminuiti nell’ultimo semestre. Unicredit è la peggiore con una discesa di oltre 4 punti percentuali, che tuttavia riduce le perdite che l’anno vista superare un rosso del 6%. A poco sono servite le parole del country chairman di quest’ultima circa le le sinergie future con Banca Unica. In retromarcia anche Ubi Banca, Mediobanca, MPS, Banco Popolare e Intesa Sanpaolo, quest’ultima in focus anche per alcuni report di stampa che vedono l’Istituto in corsa per acquisire una banca polacca e la Carlo Tassara in procinto di cedere una quota del gruppo. A due colori gli oil con Saipem e Tenaris in rosso, mentre resiste alle vendite Eni che chiude con un +0,53%. Tra gli altri energetici freccia verde anche per Enel. Sul listino principale qualche titolo riesce a chiudere in rialzo. Campari chiude con guadagni frazionali resistono alle vendite anche Bulgari e Snam Rete Gas.