MILANO, LA RIVOLTA DI CHINATOWN

12 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Milano, 12 apr – E’ bastata la multa a una commerciante cinese per “scarico merci fuori orario” per far scoppiare la rivolta. Una vera e propria battaglia nella piccola “Chinatown” milanese, la zona di via Paolo Sarpi che ha visto, per il momento, il ferimento di cinque cittadini cinesi e 14 vigili urbani. La commerciante cinese che ha scatenato la guerriglia (involontariamente secondo lei, non altrettanto a giudizio delle autorità) è stata fermata e successivamente denunciata per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Quando la donna è stata portata via sull’auto della polizia si è scatenata la “risposta” della comunità cinese. Gli agenti, in tenuta antisommossa, hanno dovuto fronteggiare una situazione che si temeva potesse volgere al peggio. Un centinaio di extracomunitari hanno improvvisato un corteo sotto striscioni che denunciavano “violenze e abusi alla comunità cinese”, che si è diretto subito in direzione Duomo ma che si è poi fermato causando non pochi problemi alla circolazione. Il bilancio della guerriglia, durata circa tre ore, vede anche due auto della polizia municipale completamente distrutte dai manifestanti che le hanno letteralmente ribaltate. Stessa sorte subita da un’auto in sosta. E ancora: fitto lancio di bottiglie contro le forze dell’ordine, pesanti contraddittori con i passanti, blocchi della circolazione. La polizia ipotizza che la sommossa fosse già organizzata da tempo ma il console cinese a Milano, Limin Zhang, smentisce e alza il tiro: “Sono mesi che siamo sotto pressione – ha detto – ora voglio sapere chi ha sbagliato, sono qui per capire, e per proteggere gli interessi legali dei cinesi che pagano le tasse e sono in regola”. I commercianti stranieri, insomma, secondo il diplomatico da qualche tempo sarebbero sotto tiro e per dimostrare la sua tesi cita il recente divieto dell’uso dei carrelli nella zona di via Sarpi dove si usava trasportare in questo modo la merce. “Il divieto vige solo da queste parti – spiega – i carrelli a Milano sono ovunque, anche in Galleria Vittorio Emanuele. Ho le prove, li ho fotografati”. Ma il sindaco Moratti, che nel pomeriggio ha convocato la stampa non cede di un centimetro: “Non intendiamo tollerare l’esistenza di zone franche in città”, e ribadendo la sua politica di rigore ha affermato che la polizia municipale continuerà a fare il suo lavoro.