Milano in rialzo, Berlino salva Grecia ed euro

29 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Piazza Affari archivia la seduta in deciso rialzo, grazie a un rimbalzo dei bancari e seguendo il copione delle altre piazze europee. La partenza era stata difficile, tuttavia, e in questi giorni di nervosismo per il futuro dell’area euro l’azionario italiano continua ad essere prigioniero di un’alta volatilità, al pari degli altri listini del continente.

A spingere in progresso il mercato, che chiude a +2,07%, sono i dati marco pubblicati in America e il si della Germania all’ampliamento del fondo salva stati di emergenza.

Il listino milanese ha incominciato a puntare verso l’alto in seguito alle notizie provenienti dagli Usa e dalla Germania, dove e’ arrivato il si del Parlamento al piano di rafforzamento del Fondo Salva Stati. Ma a livello di rischio paese la tensione rimane alta, con l’asta dei Btp che ha visto schizzare i tassi ai massimi di 12 mesi. Lo spread Italia/Germania si e’ attestato a 369 punti dopo l’emissione prima di ridiscendere a 356.

“L’approvazione era attesa, ma si tratta comunque di una buona notizia”, dice a Reuters un trader di Milano. “Ora bisognerà verificare le implicazioni sul fronte operativo”.

Sull’indice Ftse Mib si mettono in evidenza le banche che, dopo gli iniziali tentennamenti, puntano prevalentemente verso l’alto: Unicredit +4,3%, Ubi Banca vira in territorio negativo, Banca Popolare di Milano in rally di quasi il 5%, Intesa SanPaolo (+4,5%). Tra i titoli peggiori invece Tod’s (-2%), Tenaris, Banca Popolare dell’Emilia Romagna (-1,89%), Pirelli (-1,92%), Parmalat (-1,09%) e Stm (-1,13%). In testa la paniere principale spiccano i rialzi di Enel e Impregilo.

Tra le altre piazze finanziarie europee, accelerano al rialzo dopo il voto tedesco Francoforte (+0,94%) e Parigi (+0,85%). Londra riduce le perdite a -0,6%. L’indice di riferimento della regione Eurostoxx 50 avanza dell’1,37%.

Sotto i riflettori, ancora i timori sui debiti sovrani e sulla crescita economica, che ieri sono stati scontati da Wall Street. Detto questo, la stamperia della Fed rimane sempre in una situazione di allerta, e pronta a intervenire con nuovi aiuti. Il chairman della Federal Reserve ha confermato infatti la possibilità di ulteriori “stimoli”, dopo l “Operazione Twist” appena varata su $400 miliardi di titoli del Tesoro Usa: “Abbiamo una serie di problemi, sia in termini di ripresa che di crescita economica di lungo periodo”, ha ammesso Bernanke.

Resi noti i risultati dell’asta italiana, che hanno messo in evidenza un balzo dei rendimenti al massimo degli ultimi 12 anni. E’ possibile tra l’altro, secondo alcuni analisti, che la Bce stia allentando gli acquisti sui bond. E mentre Tremonti cerca di intromettersi nella decisione sul successore di Mario Draghi alla presidenza di Bankitalia, si apprende della lettera segreta che la Bce ha inviato all’Italia; una missiva, da cui si può capire tutto quello che l’istituto di Francoforte chiede al nostro paese per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 e avviare serie riforme strutturali per la crescita.

Intanto, sul mercato dei titoli di stato, dopo l’asta i rendimenti dei titoli di stato decennali non subiscono grandi scossoni, attestandosi al 5,565%; il valore è comunque molto più alto rispetto agli omologhi spagnoli, pari al 5,067%; il rischio Italia è a quota 456, in calo ma a una cifra piu’ ampia dell’omologo spagnolo (389).

Sul fronte valutario, l’euro si conferma sopra quota $1,36 dopo la pubblicazione di dati economici cruciali arrivati dal fronte economico degli Stati Uniti. Le richieste di sussidio di disoccupazione sono calate piu’ del previsto la settimana scorsa e il Pil e’ cresciuto piu’ del previsto, dell’1,3% nel secondo trimestre.

La moneta unica si attesta a $1,3626, in rialzo dello 0,8% nei confronti del biglietto verde. L’euro sale anche nei confronti del franco svizzero, mettendo a segno un rialzo dello 0,15%, a CHF 1,2205, avanzando anche contro lo yen 104,65.

Intanto sul fronte valutario, l’euro si attesta a $1,3634, in rialzo dello 0,67% nei confronti del biglietto verde. La moneta unica è però ora piatta sul franco svizzero (+0,05%, a CHF 1,2192, continuando a salire invece sullo yen con 0,53% a YEN 104,72.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio salgono del 2,55% a $83,28 al barile, mentre le quotazioni dell’oro virano in negativo, cedendo lo 0,11%, a $1.616,40

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RAPPORTO UNICREDIT: TITOLI SOTTO I RIFLETTORI A MILANO

A partire da oggi il titolo Bulgari sarà sospeso dalle negoziazioni. Borsa Italiana ha inoltre reso noto che a partire dal prossimo 4 ottobre revocherà le azioni Bulgari dalla quotazione sul Mercato telematico azionario a seguito dell’esito dell’Opa obbligatoria promossa da Lvmh e volta al delisting del
titolo con la società francese salita al 98,09%. Si ricorda infine che la Consob ha prorogato all’11 novembre le misure restrittive sulle vendite allo scoperto e al 25 novembre gli obblighi informativi sulle posizioni ribassiste rilevanti.

A2A (EUR0,9285): il CdS ha preso atto della decisione del consiglio di
gestione di riprendere il negoziato con Edf su Edison sulle basi individuate a
marzo scorso.

BPM (EUR1,58): il presidente Ponzellini ritiene che il nuovo assetto di governance deciso dal Cda soddisfi le richieste di Bankitalia. Da fonti Reuters, l’ingresso di Andrea Bonomi nel capitale della Milano con un ruolo nella gestione della banca diventa sempre più probabile, mentre è in bilico la posizione dello stesso Ponzellini. Secondo il Sole24Ore, il fondo Clessidra è disposto a investire fino a EUR200 mln nella banca. Si aggiunge così alla Sator di Matteo Arpe e a Investindustrial di Bonomi.

ENEL (EUR3,258): il CdA ha deliberato il pagamento di un acconto sul dividendo per il 2011 di EUR0,10 per azione.

ENI (EUR13,07): ha firmato un accordo con GDF Suez che prevede l’acquisto da parte di Eni della partecipazione indiretta del 10,4% che il gruppo francese detiene nei campi Elgin-Franklin di gas condensato situati nel Mare del Nord britannico. La chiusura della raffineria di Porto Marghera, decisa da Eni a seguito del calo della domanda, sarà solo temporanea.

TELECOM ITALIA (EUR0,803): da stampa, sarebbe interessata ad aumentare la partecipazione in Telecom Argentina e dice che il target sul debito va corretto in funzione dell’esborso per la gara Lte (Long Term Evolution, la banda 4G). Il Sole 24 Ore scrive di voci di interesse per 3Italia.