Milano in profondo rosso, pesano banche e timori per crescita economica

1 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Piazza Affari giunge a metà seduta in profondo rosso facendo peggio del resto dell’Europa. La sessione era subito partità col piede sbagliato in scia ai timori per un possibile rallentamento della crescita economica globale dopo due report che indicavano una contrazione dell’attività manifatturiera in Cina. Il dato non è stato visto come una parziale buona riuscita delle manovre del governo di Beijing per raffreddare l’economia incandescente della Cina, ma come un chiaro segnale che la ripresa economica non è così robusta come si pensava prima del crollo del sentiment in scia al caso Grecia. A zavorrare i listini è giunto poi il rapporto della BCE sulla stabilità finanziaria che anticipa ulteriori consistenti svalutazioni per gli Istituti del Vecchio Continente. Il Report ha portato una ondata di vendite sugli istituti bancari del Vecchio Continente, e ancora di più su quelli italiani, tra i peggiori in assoulto. Anche i numerosi dati macroeconomici europei diffusi in mattinata non sono stati molto di aiuto ai listini. Se la Germania ha visto un calo della disoccupazione, in UE e Italia si è verificato un aumento dei senza lavoro. In particolare in Italia si tratta del tasso più alto dal 2001. Tutti in calo anche i molti indici PMI di maggio diffusi stamene, anche se in Germania la discesa è stata meno consistente delle attese dopo il livello record di aprile. In particolare il PMI della Zona Euro si porta al livello più basso degli ultimi tre mesi. A fare le spese dell’attuale giornata negativa è anche il cross euro/dollaro, che ha toccato il minimo di quattro anni a 1,2108 usd per poi recuperare leggermente a 1,2129 dollari. Prosegue la fase di ritracciamento del petrolio con il barile sul Light Crude a 72,09 dollari. Il Ftse All Share sta cedendo il 3,12%, il Ftse mib il 3,54%. Meno ampia la caduta del Ftse Mid Cap -2,21% e del Ftse Star -2,09%. Tra le blue-chips milanesi vero e proprio tracollo delle banche dopo che il Financial Stability Report ha anticipato ulteriori svalutazioni per circa 90 miliardi quest’anno e 105 miliardi l’anno prossimo. In totale, il settore finanziario dovrà sopportare ancora 195 miliardi di perdite su crediti, anche se i rischi sistemici sono diminuiti nell’ultimo semestre. Unicredit è la peggiore con una discesa di oltre 6 punti percentuali. A poco sono servite le parole del country chairman di quest’ultima circa le le sinergie future con Banca Unica. Cali vistosissimi anche per il Ubi Banca, Mediobanca, MPS, Banco Popolare e Intesa Sanpaolo, questìultima in focus anche per alcuni report di stampa che vedono l’Istituto in corsa per acquisire una banca polacca e la Carlo Tassara in procinto di cedere una quota del gruppo. Il calo del petrolio affossa i titoli energetici. Cali meno pesanti per alcuni difensivi come Terna. Tra due ore e mezza partirà Wall Street dopo il lungo ponte per il Memorial Day, ma non ci si aspetta nulla di positivo dato il pessimo andamento dei futures a stelle e strisce. In agenda per le 16.00 ora italiana le spese per le costruzioni e l’Ism manifatturiero di maggio.