Milano e Madrid le peggiori, giù i futures Usa

10 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Giornata decisamente no per i listini europei, con i titoli bancari e assicurativi che affossano gli indici, dopo averli sostenuti dall’inizio del 2011. Pesa anche l’andamento negativo dei futures americani, con i contratti sul Dow Jones che cedono alle 13 ora italiana circa 57 punti, quelli sul Nasdaq che arretrano di 20 punti e quelli sullo S&P 500 che calano di 7,90 punti. Intanto la Bank of England ha comunicato di aver lasciato i tassi di interesse fermi allo 0,50%.

Tra le borse europee, Madrid è la peggiore e vede l’Ibex 35 perdere più del 2%. Male anche Milano, con il Ftse Mib che arretra dell’1,22% circa, affossato dalle banche. Ribassi inferiori per Londra (-0,84%), Francoforte (-0,41%) e Parigi (-0,92%). L’attesa ora è per le indicazioni che arriveranno dal mercato del lavoro, con la pubblicazione negli Stati Uniti delle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione.

Intervistato da Class Cnbc Carlo Aloiso di Unicredit rassicura comunque che questa è una fase di correzione e di storni, che non intacca però la direzione rialzista di medio-lungo termine.

L’andamento dei mercati è stato poco promettente anche in Asia. Tokyo ha perso lo 0,11%, l’Hang Seng di Hong Kong ha ceduto più del 2%, l’indice di Singapore è sceso dell’1,37%, mentre lo Shanghai Composite è salito dell’1,57%.

Intanto, sui mercati delle commodities, il Brent riconquista quota 102 a Londra, e si attesta a 102,26 dollari al barile, mentre i future sul petrolio scambiati sul Nymex perdono a 86,53 dollari al barile, in calo di 18 centesimi. Giù sul Comex l’oro, che arretra di 7,1 dollari a 1.358,4 dollari l’oncia.

Sul fronte valutario l’euro a New York perde nei confronti del dollaro a 1,3638; contro il franco svizzero a 1,3140 e contro lo yen a 112,84. In rialzo invece sulla moneta nipponica il dollaro, che sale a 82,72.

Tornando a Piazza Affari, protagonista Snam Rete Gas dopo la pubblicazione dei risultati del 2010 che piacciono agli operatori. Il titolo sale dello 0,90%: gli unici altri titoli positivo in un indice tutto tinto di rosso sono Terna, Parmalat e Fonsai.

In calo invece tra i peggiori ancora le banche, con i ribassi di Banco Popolare che più del 3%. Giù anche e soprattutto Intesa SanPaolo (-2,74%), Mediolanum (-2,52%), Mps (-2,05%), Mediobanca (-2,04%), Unicredit (-1,82%) e Ubi Banca (-1,73%).

La mattinata è stata ricca di trimestrali in Europa. Protagonisti i risultati in calo per Credit Suisse. Il colosso svizzero ha chiuso infatti il 2010 con un utile netto in flessione del 24%. Sui conti ha pesato l’andamento dell’investment banking. Il titolo perde quasi il 2%.

L’impennata dei prezzi delle materie prime ha fatto volare invece i profitti di Rio Tinto che archivia il 2010 con risultati record. L’utile netto del colosso minerario e’ quasi triplicato a 14,3 miliardi di dollari.

Occhio anche a Renault che nel 2010 è tornata all’utile con 3,49 miliardi di euro, dopo la perdita di oltre 3 miliardi dell’esercizio precedente. Il colosso francese ha anche presentato i principali target del piano strategico per il 2013.