Milano chiude a +2%. Buy sui bancari, Intesa: balzo del 7%

19 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Le borse europee continuano anche oggi a viaggiare in territorio positivo, a dispetto della decisione di Moody’s di tagliare di due punti il rating sulla Spagna, portandolo da “Aa2” ad “A1”. La notizia è stata del tutto ignorata, in quanto market mover determinante della seduta sono stati i rumor secondo cui Francia e Germania avrebbero raggiunto un accordo per aumentare il Fondo Salva stati fino a 2 trilioni di euro.

Piazza Affari guarda dunque così come gli altri listini a queste indiscrezioni, con il Ftse Mib che sale del 2,02%. Bene anche gli altri listini europei, anche se in misura minore, con Londra +0,48%, Francoforte +0,48%, Parigi +0,44%, il benchmark di riferimento della regione Eurostoxx 50 segna un progresso dello 0,9%.

Banche italiane sempre protagoniste, dopo che nella serata di ieri S&P ha tagliato il rating di 24 istituti di credito, tra cui MPS, Banco Popolare, UBI, BPER, BPM, Carige e Banca Popolare di Vicenza. Per il sistema bancario italiano, inoltre i problemi non finiscono affatto qui: Unicredit è finita infatti nel mirino della giustizia, per la presunta frode fiscale commessa guando la banca era guidata dall’ex amministratore delegato Alessandro Profumo, indagato ora per “dichiarazione fiscale fraudolenta”. Sequestrati alla banca italiana 245 milioni di euro.

Tuttavia a prendere il sopravvento è un clima di fiducia, in attesa della riunione del Consiglio europeo, prevista domenica 23 ottobre. Le indiscrezioni, seppur smentite, portano gli operatori a sperare nell’arrivo di una soluzione decisiva per la crisi dei debiti sovrani europei. E così la stessa Unicredit snobba i propri problemi e sale più del 5%; scatto in avanti anche per Ubi Banca +3,43%, Intesa sanPaolo +7,23%, Banco Popolare +1,67%, mentre MPS fa +0,92%. Tra gli altri titoli, Lottomatica, in rialzo del 5%. Pochi sono i titoli negativi, tra cui Parmalat -1%, Stm -1,51%, Pirelli -2,71% e Fiat -1,96%.

L’ottimismo che si registra sui mercati azionari non è presente nel comparto dei titoli di stato. In particolare, in Italia, il rendimento a 10 anni è arrivato a balzare sopra il 5,90%, al 5,92%: si tratta del massimo da quando la Bce iniziò ad acquistare titoli di stato italiani e spagnoli. Da segnalare, allo stesso tempo, che lo spread Italia-Germania ridiscende a quota 380 punti, sulla scia dell’aumento del rendimento del Bund, che sul mercato secondario sale al 2,12%, mentre volano i tassi e spread sul debito pubblico francese. Il rendimento degli Oat balza fino al 3,28% portando lo spread a 116 punti, nuovo picco storico dall’introduzione dell’euro.

Intanto sul fronte valutario, l’euro ritraccia dai massimi e sale dello 0,46% sul filo degli $1,38; la moneta unica guadagna anche nei confronti del franco svizzero, mettendo a segno un rialzo dello 0,48% a CHF 1,2416, e dello yen (+0,48% a JPY 105,97).

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio tornano a salire facendo +0,85%, a $89,09 al barile, mentre le quotazioni dell’oro avanzano dello 0,16% a $1.655,40 l’oncia.

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RAPPORTO UNICREDIT: COMMENTO DI BORSA E TITOLI SOTTO I RIFLETTORI
Agenzie di rating protagoniste ieri sera dopo la chiusura dei mercati, con il settore finanziario ed automobilistico presi di mira. In particolare S&P’s ha declassato Montepaschi, Pop. Milano, Pop. Emilia Romagna, Credem e Carige a ‘BBB+’ da ‘A-’. L’agenzia ha inoltre tagliato Banco Popolare a ‘BBB’ da ‘A-’.

Tra le auto, fari accesi su Fiat dopo che Fitch ha rivisto al ribasso il rating a lungo termine sul titolo a ‘BB’ da ‘BB+’ con outlook negativo per tenere conto del nuovo profilo di credito del gruppo dopo l’intergrazione con Chrysler. Secondo l’agenzia di rating Chrysler ha un profilo di credito più debole di Fiat e i grossi benefici che quest’ultima avrà dall’operazione di integrazione con la casa Usa saranno più evidenti solo nel medio-lungo termine. L’outlook negativo riflette i rischi di realizzazione dell’operazione di integrazione con Chrsyler e le sfide nei mercati core in Italia e in Brasile. Fitch infatti vede a rischio la posizionedominante dell’azienda torinese in Brasile, mercato chiave per la redditività del Lingotto.

ENEL (EUR3,406): l’Ad Conti si è mostrato fiducioso sul raggiungimento dell’obiettivo di Ebitda per il 2011 e ha escluso la ristrutturazione del debito.

FIAT (EUR4,796): a settembre, in Europa, la casa torinese è rimasta sotto pressione, penalizzata dalle attese di nuovi modelli e dalla debolezza dell’Italia, aspettando la nuova Panda nel 2012 per un possibile rilancio. Lo dicono fonti citate da Reuters. Fitch ha tagliato il rating del Lingotto a ‘BB’ da ‘BB+’, con outlook negativo. Oggi presentazione dei modelli Thema e Voyager alla stampa internazionale.

TERNA (EUR2,82): l’Ad Cattaneo ha confermato il dividendo per quest’anno, ma ha evitato di fornire dettagli sul 2012, ricordando l’impatto della Robin Hood tax. Terna avrà il sistema di accumuli e di batterie che le servono per rendere più efficiente la rete, ma non avrà la possibilità di produrre. E’ quanto ha dichiarato dal sottosegretario allo Sviluppo economico Saglia.