Milano cede l’1,5%. Asta: Spagna paga piu’ della Grecia

22 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Seduta nervosa per le borse di tutto il mondo: partita bene, Piazza Affari vira in negativo, dopo le notizie negative provenienti dal mercato primario europeo e dalla politica Usa. Si riacuisce intanto la tensione sui titoli di stato, con il contagio della crisi del debito sovrano europeo che ormai si e’ propagato all’area core. Non piu’ solo i Piigs, ora anche Austria, Olanda Belgio e Francia sono sotto intense pressioni.

E’ stato lo stesso commissario degli Affari Economici e Monetari Ue, Olli Rehn, a riconoscerlo: “La crisi sta coinvolgendo da vicino il cuore dell’Eurozona. Su questa questione non dobbiamo illuderci”. Intanto sono iniziati a circolare rumor di un nuovo intervento della Bce sul secondario, che riguarderebbe l’acquisto di titoli italiani a breve e medio termine.

Domina la volatilità, in un momento in cui i volumi scambiati sono piuttosto bassi, anche in Europa, in vista della festività del Thanksgiving che sarà celebrata dopodomani in Usa, giovedì 24 novembre. In chiusura l’indice Ftse Mib, che paga i forti ribassi delle banche, cede l’1,54%. Deboli gli altri listini europei: Londra fa segnare un -0,04%, Francoforte -0,8%, Parigi -0,42%. Il benchmark Eurostoxx 50 accusa un calo dello 0,69%.

Sotto i riflettori tra i titoli scambiati a Milano, Finmeccanica, che dopo le forti perdite dei giorni scorsi -ha perso quasi il 40% nell’ultimo mese- si pone in testa al listino del Ftse Mib con +4%; ma si tratta solo di un rimbalzo tecnico, che si verifica in un momento di forte perdita di credibilità dei vertici. Popolare di Milano accelera di oltre il 4%. Molto vendute Azimut, Stm e tutte le principali azioni bancarie.

Sullo sfondo prevale sempre il nervosismo, con la fiducia dei mercati nei paesi piu’ vulnerabili dell’area euro che e’ stata del tutto dinamitata. Al problema della catastrofe europea si è aggiunto il fallimento della super-commissione Usa nel trovare un accordo su tagli alle spese per un valore di $1.200 miliardi. “Dopo mesi di duro lavoro, siamo giunti alla conclusione che non è possibile raggiunge un accordo bipartisan”, si legge in una nota. La mancanza di un accordo farà scattare a questo punto tagli automatici a partire dal 2013.

Il tema del debito e’ al centro delle preoccupazioni. Ora l’attenzione e’ concentrata anche sull’America, che deve fare interventi strutturali se vuole rientrare dal trend di crescita del debito.

La consolazione è che le agenzie di rating S&P e Moody’s non sono intervenute per modificare la valutazione degli Stati Uniti, anche se Fitch (la quale continua ad avere un giudizio di tripla A sugli Usa, ha lanciato un avvertimento. La terza agenzia di rating Fitch ha infatti reso nota l’intenzione di ridurre l’outlook sulla valutazione piu’ alta del credito americano.

Attenzione sempre rivolta ai giudizi sull’Italia, dopo la dichiarazione di Nouriel Roubini, che ha affermato che il paese ha già oltrepassato il punto di non ritorno della crisi finanziaria e che nel 2012 sarà costretta a varare una ristrutturazione obbligata del suo debito pubblico.

Oggi il neo premier Mario Monti si recherà a Bruxelles per incontrare il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso. Lo spread Italia-Germania ritorna a salire attestando a 485 punti base, con il tasso a dieci anni sotto la soglia del 7% (6,782%).

Intanto, come riferisce Reuters, torna ad invertirsi la pendenza della curva dei titoli di stato italiani, col rendimento sul biennale che risale sopra quello della scadenza dieci anni. Lo yield sul benchmark Btp a due anni, su piattaforma Tradeweb, sale a inizio pomeriggio di circa 21 punti base al 6,80%, oltre il 6,782% di rendimento del decennali. Il prezzo dei Btp con scadenza settembre 2021 si attesta a 86,255 (-1,000).

Sempre sul fronte dei titoli di stato, è andata malissimo l’asta spagnola, che ha visto i rendimenti dei titoli a tre mesi schizzare al 5,11%, a un valore doppio rispetto all’esito precedente. La Spagna paga piu’ della Grecia e del Portogallo per chiedere finanziamenti a tre mesi, una scadenza cosi’ breve che raramente attira tante attenzioni come oggi.

I rendimenti dei bond europei sono saliti dovunque tranne che nel porto sicuro tedesco. In forte rialzo, al 5,22%, anche il tasso sui bonos a sei mesi emessi oggi. Lo spread tra la rendita dei bonos spagnoli e i bund tedeschi si trova in area 468. Il selloff del mercato del debito e’ continuata nonostante la vittoria elettorale del partito Popolare, che ha promesso l’adozione di misure rigide. I tassi dei bonos sono vicini ai massimi da quando la crisi e’ scoppiata e anche quelli dei paesi solidi solventi come Olanda, Belgio, Francia e Austria salgono. Queste ultime due, in particolare, rischiano seriamente di perdere la tripla A.

La tensione in Europa è alimentata poi anche dalle dichiarazioni del portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha affermato che la Germania non ha “un nuovo bazooka” per combattere contro la crisi dei debiti sovrani.

In generale, sui mercati, la tensione rimane alta, in quanto l’indice S&P 500 potrebbe scontare pesantemente la nuova fase di stallo Usa, dopo quella che si è verificata durante l’estate e che ha visto per molte settimane repubblicani e democratici incapaci di trovare un compromesso riguardo all’innalzamento del tetto sul debito.

Sul fronte del mercato valutario, l’euro azzera i guadagni ed è scambiato al momento piatto contro il dollaro a $1,3490. La valuta perde contro il franco svizzero lo 0,25% a CHF 1,2343, mentre sale sullo yen dello 0,19%, a JPY 103,98.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in rialzo dell’1,39%, a $98,27 al barile, mentre le quotazioni dell’oro sono in crescita dell’1,40%, a $1.702,10 l’oncia.

TITOLI A PIAZZA AFFARI: RAPPORTO UNICREDIT

BUZZI (EUR6,315): gli analisti di JP Morgan hanno limato al rialzo il target di prezzo da EUR6,10 a EUR6,30, la raccomandazione è neutral.

FINMECCANICA (EUR3,002): gli analisti di Morgan Stanley hanno ridotto il target price da EUR5 a EUR3,75, il giudizio è underweight. Il CdA di Selex Sistemi Integrati, società del gruppo Finmeccanica, non ha dimissionato, a differenza di quanto era atteso, l’amministratore delegato Marina Grossi.

INTESA (EUR1,15): per la scelta del successore di Corrado Passera nella carica di AD bisognerà attendere ancora qualche giorno ma la decisione dovrebbe comunque essere in tempi rapidi; lo ha detto Jacopo Mazzei, neo presidente di Ente CR Firenze. Oggi il CdG.

MEDIASET (EUR1,993): diversi quotidiani riferiscono che Mediaset ha inviato una lettera ad Endemol per minacciare la revisione degli accordi commerciali come risultato della ristrutturazione.

MACROECONOMIA

Sul fronte macro, attenzione soprattutto agli Stati Uniti che comunicheranno la seconda lettura del Pil relativo al terzo trimestre, con relativo spaccato: le attese sono per una conferma del +2,5% preliminare comunicato lo scorso 27 ottobre (dopo il +1,3% del secondo trimestre), il dato di crescita più sostenuto in 12 mesi.

Sempre negli Usa, la commissione speciale del Congresso Usa da tre mesi incaricata di esaminare come abbattere il deficit federale ha dovuto ieri sera constatare il fallimento della propria missione (cosa peraltro prevista).