Milano amplia il passivo appesantita da automotive

27 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Milano amplia i ribassi a metà seduta al pari delle altre principali borse del Vecchio Continente, in una sessione caratterizzata da scambi sottili per l’assenza di dati macroeconomici (ad eccezione del Chicago Fed Midwest Manufacturing Index, per il quale bisognerà attendere fino alle 18.00), per l’approssimarsi dei festeggiamenti di Capodanno e per la chiusura di Londra, che riaprirà i battenti solo dopodomani. Non aiuta l’andamento dimesso dei futures a stelle e strisce, che fa presagire per un’opening bell stonata. Market mover della giornata è la decisione da parte della People Bank of China di alzare il costo del denaro per tentare di raffreddare una economia bollente. Una mossa più che attesa, anche se ormai la maggior parte degli operatori era pronto a scommettere che non sarebbe arrivata prima del nuovo anno. Intanto continua ad aleggiare sui cieli d’Europa lo spettro della crisi del debito, ormai quasi giornalmente acuito dai continui interventi delle agenzie di rating sui Paesi più a rischio oppure già sotto l’egida dell’Unione Europea. Giovedì sera è stata la volta del Portogallo, che ha subito il taglio del rating a “A+” con outlook negativo da parte di Fitch. Motivo in più per continuare a speculare sul possibile intervento della Cina, che già da qualche giorno si è detta pronta ad acquistare titoli di Stato UE per evitare pericolosi squilibri economici. Sul valutario l’euro si conferma tonico nei confronti del dollaro a 1,3162 usd, mentre tra le commodities il petrolio viaggia a 91,24 dollari al barile, forte dell’ondata di gelo che sta investendo l’Europa e gli Stati Uniti. Il Ftse all Share segna ora un calo dello 0,78%, il Ftse Mib dello 0,80%. Sul paniere principale, quasi completamente tinto di rosso, spicca la pessima performance di Fiat. Il Lingotto, dopo un avvio vivace sulla scorta del via libera all’accordo su Mirafiori, ha invertito la rotta accodandosi all’intero benchmark europeo, in ginocchio dopo il taglio delle stime sulle vendite di auto in Cina. Gli analisti temono infatti che le misure restrittive varate da Pechino per limitare la congestione del traffico nei grandi centri possano impattare negativamente il florido mercato dell’auto cinese. La debacle dell’automotive europeo trascina anche Pirelli e la cassaforte degli Agnelli Exor. Per il resto le vendite toccano trasversalmente tutti i settori ad eccezione di Buzzi Unicem, che si tiene a galla con un guadagno di mezzo punto percentuale. Male la rivale Italcementi, che tra una settimana dovrà abbandonare il paniere principale per far posto a Fiat Industrial. Sulla parità Autogrill che non si esalta alla notizia del fine settimana di due nuove commesse negli USA. Sotto pressione le banche con il resto dell’Europa. Decisamente più vivace l’ampio, che vede Meridiana Fly ancora sospesa per eccesso di rialzo dopo l’annuncio dell’estensione dei finanziamenti da parte delle banche. Forti acquisti anche su Kerself che prosegue il rally iniziato ormai da metà dicembre in attesa di eventuali mosse dai soci russi, che potrebbero diventare azionisti di riferimento. Bene TerniEnergia che da domani entrerà a far parte del segmento STAR, e Astaldi che ha ottenuto una commessa in Algeria