Milano +4,6%, boom di buy in tutta Europa

28 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Spread Italia/Germania sotto 500 punti base e azionario europeo in forte rialzo. Piazza Affari vede brillare il Ftse Mib, che balza del 4,60% e chiude a 14.578 punti. Le borse europee hanno concluso la giornata di contrattazioni all’insegna dell’ottimismo, scommettendo sull’arrivo di piani di sostegno per i paesi più in difficoltà dell’Eurozona.

Circolate durante la sessione voci sugli acquisti dei bond italiani da parte della Bce e anche indiscrezioni su un piano a cui starebbe lavorando la coppia Merkel-Sarkozy. A tal proposito, il quotidiano tedesco Welt am Sonntag ha reso noto che i due leader europei starebbero studiando un piano con cui gli stati membri dell’Eurozona si impegnerebbero ad accettare una disciplina fiscale più severa, senza aspettare i tempi necessari per i cambiamenti dei trattati.

Un altro giornale tedesco, il Die Welt parla poi di un piano tedesco per lanciare i bond d’elite: la notizia viene prontamente smentita dal ministero delle finanze della Germania; ma oggi, in un contesto di euforia collettiva, le voci di mercato e le indiscrezioni stampa hanno la meglio sulle varie smentite.

Tornando al Ftse Mib, tra i titoli migliori in un listino tutto tinto di verde, da segnalare soprattutto i bancari: Unicredit +6,35%, Ubi Banca +5,47%, Intesa SanPaolo +5,84%, MPS +1,93%, Banco Popolare vira nel finale in territorio negativo con -0,74%, Banca Popolare dell’Emilia Romagna +5,23%; molto bene anche Fiat +5,67% e Fiat Industrial +4,6%, mentre Finmeccanica ha chiuso accelerando al ribasso con -3,12%. Molto bene anche Exor +6,5%, Impregilo +3,7%, Saipem +5,6%, Stm +6,4%. Riguardo agli altri listini azionari europei, Londra +2,78%, Francoforte +4,25%, Parigi +5,3%, Madrid +4%.

Sul mercato dei titoli di stato, la tensione si è smorzata, seppur lievemente: lo spread BTP/Bund si è attestato a 489 punti, con i rendimenti dei titoli a dieci anni che rimangono sopra al 7%, al 7,190%. Sia lo spread che i rendimenti sono risaliti dai minimi testati durante la giornata.

In flessione anche i rendimenti dei bond a due anni, che scendono al 6,924%, con lo spread Italia/Germania a due anni in ribasso a 648 punti.

La tensione è stata in generale minore nel mercato dei titoli di stato europei: da segnalare tuttavia che i risultati dell’asta odierna sui BTP indicizzati all’inflazione non promettono nulla di buono. Inoltre, il Belgio venduto titoli di stato a dieci anni per un valore di 450 milioni di euro, a un tasso del 5,659%, superiore al 4,37% e al massimo dal 2000.

Diversi i temi cruciali a cui gli investitori hanno guardato oggi. Riflettori puntati sempre sul caso Italia, dopo i risultati dell’asta di venerdì, che hanno messo in evidenza tassi dei bond a due anni avvicinarsi alla soglia dell’8%, e volare al 7,95%. Nel fine settimana, sono arrivate voci su un piano dell’Fmi per aiutare l’Italia che potrebbe arrivare a valere fino a 600 miliardi di euro.

Leggere Crisi, banche e bluff: 800 miliardi per tenere a galla l’Italia. E poi?.

Non importa poi che lo stesso istituto di Washington abbia smentito le indiscrezioni. I mercati oggi sono orientati al segno più e sperano nell’arrivo di nuove misure che evitino il crack europeo.

Gli investitori si riposizionano così sull’azionario e snobbano anche l’allarme di Moody’s, che afferma che a rischio sono tutti i rating sovrani dell’area euro.

Altro appuntamento cruciale, il BTP Day, iniziativa con cui le banche italiane consentiranno agli investitori di acquistare titoli di stato italiani senza pagare le commissioni. Al momento, si sa che il BTP sta proseguendo bene e che c’è interesse da parte degli investitori retail.

In questo contesto, l’Eurozona sembra avere comunque i giorni contati. Lo scrive un editorialista del Financial Times, sostenendo che l’Eurozona ha solo 10 giorni di tempo per evitare il collasso. In più, basta leggere le previsioni dell’ Ocse, da cui si evince che l’Italia entrerà in recessione nel 2012.

Sul fronte valutario, l’euro balza dello 0,85%, a $1,3343; la moneta unica scende nei confronti del franco svizzero a CHF 1,2306, mentre contro lo yen sale dedell’1,25%, a JPY 104,14.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio balzano dell’1,86% circa, a $98,57 al barile, mentre le quotazioni dell’oro crescono dell’1,67%, a $1.716,70.

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TITOLI A PIAZZA AFFARI: RAPPORTO UNICREDIT

BANCO POPOLARE (EUR0,809): secondo il Sole 24 Ore, nel corso dell’assemblea di sabato, l’AD Saviotti ha detto che “è abbastanza logico” che il dividendo possa saltare viste le richieste dell’Eba sul patrimonio.

FINMECCANICA (EUR3,074): in vista del CdA di giovedì, che dovrebbe portare a un rinnovo dei vertici, sono numerosi i nomi proposti dalla stampa finanziaria come sostituti di Guarguaglini. Citati Franco Bernabè, che si sarebbe detto non disponibile, Piergaetano Marchetti, Gianni De Gennaro, Mauro Moretti e Vito Gamberale.

INTESA SANPAOLO (EUR1,079): le Fondazioni azioniste hanno espresso soddisfazione per la nomina di Enrico Cucchiani al vertice della banca e hanno ringraziato il Presidente del CdS Giovanni Bazoli per la soluzione individuata.

SNAM RETE GAS (EUR3,19): gli analisti di JP Morgan hanno alzato il rating del gruppo da ‘neutral’ a ‘overweight’, il target price è EUR4,1.

UBI (EUR): dovrebbe chiudere il 2011 con un utile operativo superiore a EUR1 mld, si legge nella Lettera all’investitore di Affari e Finanza di Repubblica.

MACROECONOMIA: RAPPORTO UNICREDIT MACRO, CAMBI E COMMODITIES
Nella notte Moody’s ha dichiarato che la probabilità di default multipli nella zona euro non è più negabile, vista la rapida escalation della crisi in banche e governi della zona euro. Se da una parte lo scenario centrale di Moody’s resta quello di un euro che verrà preservato senza ulterioreri default, dall’altra questo ‘scenario politico’ porta implicazioni molto negative sui rating nel medio periodo.

L’area euro si sta dirigendo o verso una più stretta cooperazione o verso una frammentazione, ha aggiunto. Germania e Francia starebbero esplorando misure radicali per facilitare una più rapida e profonda integrazione tra i paesi della zona euro. Il piano punterebbe a trovare un accordo tra i 27 paesi dell’UE per una limitata modifica del trattato entro la fine del 2012 con misure più stringenti sui debiti pubblici.

Il governatore della Boj ha dichiarato nella notte che l’Europa deve fare tutti gli sforzi per contenere la crisi di debito e che potrebbe essere un’opzione quella di far ricorso ad un finanziamento dal Fmi oppure da paesi al di fuori di Eurozona. Nel week end è infatti emersa l’ipotesi, indicata da La Stampa, di un aiuto all’Italia da EUR600 mld da parte del Fmi, ma stamane un portavoce del Fondo lo ha smentito dicendo che non c’è nessuna discussione con le autorità italiane su un piano di finanziamento. Venerdì a mercati chiusi S&P ha tagliato il rating sovrano del Belgio ad ‘AA’ da ‘AA+’, con outlook negativo.