Milano -3,7%, torna lo status quo: sospese Unicredit e Banco Popolare

13 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Piazza Affari si conferma in chiusura il listino peggiore in Europa, zavorrata dalle banche dopo i risultati dell’asta e l’intervento con cui il premier Silvio Berlusconi ha chiesto la fiducia alla Camera. Con un tonfo del 3,7% lo Ftse Mib cede il doppio della media nel continente.

Si segnalano, riferiscono i trader, prese di beneficio in seguito al dato sulla bilancia commerciale cinese e alle prospettive del Pil nel terzo trimestre, che rinnovano i timori sul rallentamento della crescita globale.

In generale le borse europee sono deboli, ritracciando dai massimi di due mesi, anche se le notizie societarie positive hanno in parte limitato i cali, compensando i dati deludenti sul commercio estero in Cina. Pesano poi anche gli avvertimenti della Bce, che ha avvertito che il coinvolgimento del settore privato nei piani di salvataggio, attraverso la partecipazione forzata degli investitori rappresenta un rischio per la stabilità finanziaria e avrebbe “effetti diretti negativi” sul settore bancario.

Il caos politico in cui versiamo e la dichiarazione della Bce che conferma come lo spread Italia-Germania sia tornato ai livelli precedenti il programma di acquisto dei bond, creano tensione sul mercato dei titoli di stato. Mentre sulle banche pesano i risultati trimestrali negativi di JP Morgan.

Dopo la comunicazione dell’asta, i rendimenti italiani si attestano al 5,797%, rimanendo ben al di sopra di quelli spagnoli, pari al 5,151%, con lo spread Italia-Germania a 366 punti base, in rialzo rispetto alle ore precedenti. Intanto si apprende che la Bce avrebbe acquistato titoli di stato italiani subito dopo l’asta.

I sell non risparmiano neanche le altre borse europee, ma sono decisamente più contenuti. A mezz’ora dalla chiusura Milano perde il 3,7%, Francoforte -1,69%, Parigi -1,54%, Londra -1,14%. Sul fronte UK, tuttavia, le tensioni potrebbero intensificarsi sul settore bancario, visto che secondo alcune fonti, l’agenzia di rating Fitch potrebbe lanciare nella giornata di oggi un allarme sul rating di alcune banche del Regno Unito, colpendo in particolare con un downgrade Barclays, Lloyds Banking Group e Royal Bank of Scotland. Il benchmark di riferimento europeo Eurostoxx 50 lascia sul campo l’1,89%.

Intanto, sempre sul fronte europeo, merita attenzione la dichiarazione proferita dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, durante la cena della Cdu a Berlino, ripresa da Der Spiegel. Schaeble avrebbe detto che “i trattati Ue non prevedono uno sfratto della Grecia”. La borsa di Atene è sotto pressione, mentre e’ stato indetto uno sciopero di due giorni.

Tra i singoli titoli, occhi puntati sul profit warning che è stato lanciato dal colosso retail Carrefour, che cede in borsa più del 3%. Sul Ftse Mib, in rosso i titoli bancari, che scontano l’esposizione sul debito italiano e i conti negativi di JP Morgan. Banco Popolare sospeso: teorico -5,18% a quota 1,281. Unicredit sospesa per eccessiva volatilita’ a -7,8% in area 0,9715. Ubi Banca, Popolare dell’Emilia Romagna e Intesa SanPaolo lasciano sul campo oltre il 2%.

Si mette invece in evidenza il rally di Popolare Milano, che vola del 4,38%, confermandosi l’eccezione del settore in italia. In controtendenza anche Buzzi Unicem, Pirelli, Enel Green Power e Tenaris. L’indice per il resto è quasi tutto tinto di rosso: si segnalano anche i ribassi di Mediaset, Mediolanum, Saipem.

JP Morgan Chase ha annunciato i risultati d’esercizio nel terzo trimestre. In calo gli utili, a $4,3 miliardi, comunque migliori delle stime, a $1,2 per azione. I titolo perde al momento circa l’1,5%.

Sul fronte valutario l’euro abbandona anche la soglia degli $1,37, e cala contro il dollaro dello 0,60%, a $1,3694. Euro sullo yen giapponese a ¥105,21 (-1,32%), ma sale seppur in modo contenuto contro il franco svizzero a CHF 1,2357 (+0,16%).

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio accentuano le perdite e scendono del 2,13%, a quota $83,75 al barile, mentre le quotazioni dell’oro accelerano al ribasso con -1,27%, a $1.661,20.

Sul fronte valutario l’euro riagguanta la soglia degli $1,37, e cala contro il dollaro dello 0,47%, a $1,3713. Euro sullo yen giapponese a ¥105,39 (-1,15%), ma sale, seppur in modo contenuto, contro il franco svizzero a CHF 1,2367 (+0,24%).

RAPPORTO UNICREDIT: EVENTI SOCIETARI

FIAT (EUR4,92): secondo Il Sole 24 Ore, dopo l’accordo tra Chrysler ed il sindacato UAW, è ora più vicino il target di 4,2 milioni di auto che la casa torinese vuole produrre con i brand Fiat e Chrysler quest’anno e “non pare così fuori portata” quello di 5,9 milioni fissato al 2014.

FINMECCANICA (EUR5,53): secondo MF si sta lavorando alla creazione di un nocciolo duro per Avio, affiancando a Finmeccanica, già azionista con il 14%, la Cdp e qualche altra azienda dell’avionica.

INTESA SANPAOLO (EUR1,398): gli analisti di Bernstein hanno downgradato il titolo a market-perform con target di prezzo ridotto da EUR2,35 a EUR1,59.

LUXOTTICA (EUR20,96): gli analisti di Hsbc hanno tagliato il target price da EUR21 a EUR19,5, il giudizio è underweight.

CIR (EUR1,4): la russa Inter Rao sarebbe interessata a Sorgenia e avrebbe nominato Ubs come adviser, scrive Il Sole 24 Ore.

TELECOM ITALIA (EUR0,897): secondo Il Sole 24 Ore potrebbe cambiare il proprio piano industriale anche in dipendenza di Metroweb, da poco rilevata dal fondo F2i con il piano di replicare il modello Milano per la fibra ottica in altre città del Centro Nord.