Milano +3,2%, è euforia per mossa a sorpresa della Bce

3 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Mario Draghi, neo presidente della Banca centrale europea, sorprende tutti e taglia i tassi di interesse Ue all’1,25%. Reazione: i mercati festeggiano immediatamente, scommettendo su un cambio di politica monetaria rispetto a quella adottata dal predecessore, il “falco” Jean Claude Trichet. D’altronde, era proprio una manovra di politica monetaria espansiva che i mercati avevano chiesto da parecchio all’irremovibile Trichet. E questa, è finalmente arrivata oggi con Draghi. I rumor su un imminente taglio del costo del denaro si erano già susseguiti nel corso delle ore precedenti, permettendo ai listini di virare in territorio positivo e di questi rumor WSI aveva parlato nel corso della mattinata.

La borsa di Milano chiude a +3,23%, con tutti i settori che hanno fatto registrare una performance positiva. Solo due i titoli in rosso. Parigi avanza del 3,04%, Francoforte +3,11%, Londra +1,25%, Madrid +1,81%.

In vetta al listino italiano Tenaris, che chiude in progresso del 14,6%. Finmenccanica fa +9% e Fiat +5,6%. Uniche eccezioni le rappresentano Bpm (-2,46%) e Tod’s.

Arriva anche la notizia secondo cui il premier greco George Papadreou è pronto a ritirare il referendum , con cui sarebbe stata sondata la volontà dei greci di rimanere nell’euro o no. Proprio qualche ora prima la Grecia aveva dovuto incassare un ultimatum dai leader di Francia e Germania.

L’attenzione a questo punto è sulla la riunione del G-20 in corso a Cannes. Si parla di un piano in sei punti stabilito dai grandi del mondo per garantire la ripresa economica globale. Lo stesso Draghi, nel corso della conferenza stampa successiva alla decisione di tagliare i tassi, ha affermato che “i rischi al ribasso sulla crescita economica si stanno intensificando” e che prevede anche una recessione molto lieve verso la fine dell’anno“.

Ma è sopratutto al taglio dei tassi che l’Europa guarda. Ed è questo che spinge al rialzo i listini. A Piazza Affari il Ftse Mib sale così del 3% circa, poco al di sotto dei massimi della seduta. Dopo essere saliti oltre il 6%, Intesa SanPaolo e Unicredit rallentano però il passo, crescendo comunque sempre in modo solido, ovvero entrambi del 3,2%, mentre MPS e Banco Popolare guadagnano il 2,3% circa. Bene anche gli altri finanziari come Azimut Holding +4,10%, Fondiaria-Sai +4,52%, mentre performance altrettanto brillanti, se non di più, vedono protagonisti i titoli industriali, come Fiat +4,10%, Fiat Industrial +5,69%, Finmeccanica +8,2%, Buzzi Unicem +4,25%.

Regina incontrastata del listino è però sicuramente Tenaris, che applaude ai conti e all’outlook con un balzo superiore al 16%, per poi chiudere in crescita del 14% circa. Euro stabile sul dollaro e ma debole a 1,2145 sul franco, mentre contro lo yen azzera i rialzi e si attesta a 107,15.

Il taglio dei tassi e la conferma del programma di acquisti di titoli di stato italiani – che, ha detto Draghi, ha però un carattere temporaneo – hanno smorzato la tensione sul mercato dei bond italiani, che nelle prime ore della mattinata avevano visto lo spread Italia-Germania salire fino al record a 459,5punti e i rendimenti decennali schizzare al 6,38%, a un passo dal massimo testato al 6,4% ad agosto prima che la Bce intervenisse sui mercati. Alle ore 17.20 circa, lo spread Italia-Germania scende a quota 426 e i rendimenti decennali al 6,161%.

Certo, l’Italia rimane a rischio di nuovi attacchi speculativi. Forte è la crisi all’interno del governo, che non è riuscito a presentare ancora un decreto che dia risposte soddisfacenti ai mercati. Il cdm si è limitato ad approvare un maxi-emendamento alla legge di stabilità, dove non sono presenti né misure di aggiustamento delle pensioni, né patrimoniale e niente prelievo forzoso dai conti correnti. Le critiche contro la linea del governo si sprecano e anche autorevoli economisti consigliano all’esecutivo di adottare misure più convincenti, sicuramente non quelle recessive che sono state lanciate fino a questo momento.

Sul mercato valutario, l’euro riduce i guadagni dopo la mossa a sorpresa della Bce e sale dello 0,15%, a $1,3740.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio salgono dell’1,17% a $93,59 al barile, mentre le quotazioni dell’oro crescono dell’1,77%, a $1.760,20 l’oncia.

TITOLI A PIAZZA AFFARI: RAPPORTO UNICREDIT

BPM (EUR0,4): Investindustrial comunica di avere in mano azioni e diritti di opzione che, se esercitati, corrisponderebbero al 4,89% del capitale sociale dell’istituto milanese. Intanto il pm di Milano, Roberto Pellicano, ha incaricato un esperto di diritto amministrativo di verificare se siano state commesse irregolarità nella gara del 2004 dei Monopoli di Stato vinta dalla società Atlantis, che ottenne un finanziamento dalla BPM.

FIAT (EUR4,148): le immatricolazioni di auto di ottobre in Italia si attestano a 132.703 veicoli, in calo del 5,49% su anno. Le immatricolazioni del gruppo Fiat, compresi i marchi Chrysler, Dodge e Jeep (Fiat consolida Chrysler da giugno 2011), sono pari a 37.865 veicoli, in calo del 2,9% su anno. La quota di mercato si attesta al 28,53% dal 29,72% di settembre e da 27,76% di ottobre 2010.

LOTTOMATICA (EUR13,14): atteso CdA sui dati del trimestre.

TENARIS (EUR11,21): atteso CdA sui dati del trimestre.