Milano -1%, rischio Italia a nuovi record

15 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Permangono le preoccupazioni sui problemi dei debiti sovrani europei e gli investitori continuano a rimanere scettici, nonostante il cambio di guardia dei governi in Italia e Grecia.

Il Ftse Mib è stato oggi preda di un forte nervosismo, ma ha recuperato dai minimi della giornata – quando era sceso del 3% – grazie al sostegno arrivato dalla pubblicazione di alcuni dati economici Usa e anche sulla scia della notizia, riportata da Reuters Italia, secondo cui Mario Monti si è recato al Quirinale. Detto questo, il trend è tornato negativo e il tentativo di recupero è fallito. Il listino ha perso l’1% circa.

Il contesto rimane caratterizzato da una elevata volatilità. Rimangono però in deciso ribasso gli altri listini europei: Londra chiude in lieve rialzo +0,33%, Francoforte -0,31%, Parigi -1,72%, Madrid -1,22%. Intanto è arrivato l’ok dall’ Europarlamento sulla stretta contro le vendite allo scoperto.

Forte sell off sui titoli italiani: lo spread Italia/Germania, che era arrivato a sfondare di nuovo al rialzo la barriera dei 530 punti, rimane a livelli molto elevati a quota 528 punti; i rendimenti decennali, tornano a superare la soglia del 7%, al 7,048%. E se i tassi non schizzano a livelli ancora più elevati, è sempre merito della Bce, che anche oggi a metà giornata si è fatta avanti in modo aggressivo per tentare di riportare i rendimenti sotto al 7% (intervento con effetti poco duraturi, da come si può evincere). Altri numeri negativi: il rischio Italia cresce al massimo assoluto, con i credit default swap che balza a 591,25 punti base. E in volata sono anche gli spread Italia/Germania a due anni, a 604 punti base.

Elevata la pressione anche sullo spread tra gli Oat della Francia e il Bund che si allarga a 190 punti. Lo spread del Belgio ha ormai superato i 300 punti (331) e quello della Spagna è a quota 450. Il sell off colpisce insomma non solo i bond italiani, ma anche il resto dei titoli governativi europei. E, sulla Francia, non si fermano le speculazioni secondo cui il paese sarebbe comunque vicino a perdere la tripla A. Market mover della giornata sono comunque le indiscrezioni, riportate dal quotidiano spagnolo Cinco Dias, secondo cui la Bce avrebbe tagliato gli acquisti dei bond italiani e spagnoli di più della metà la scorsa settimana, riducendo gli acquisti da €9,50 miliardi della settimana precedente ad appena €4,48 miliardi.

Riguardo all’Italia, l’interrogativo che tiene con il fiato sospeso i mercati è se sia Mario Monti, presidente del Consiglio incaricato in Italia, sia il nuovo premier greco Lucas Papademos riusciranno davvero a controllare e soprattutto arrestare la spirale di crescita dei debiti. A tal proposito, nel giorno delle consultazioni di Monti con il Pd e il Pdl, che si sono concluse poco fa, arriva la nota di Antonio Di Pietro che auspica la formazione immediata di un governo Monti, dopo l’iniziale ritrosia. “Fiducia a Monti al più presto”, chiede il leader dell’Idv.

I mercati stessi vogliono un governo Monti al più presto: l’Italia non ha molto tempo a disposizione per attuare quelle riforme strutturali di cui ha disperatamente bisogno, e che possano garantire sì la riduzione del debito, ma anche la crescita dell’economia.

Intanto nelle ultime ore, Monti ha rilasciato alcuni commenti sull’andamento dei mercati: “Non trascuro l’importanza mercati, ma agiamo in democrazia e sono necessari determinati tempi”, sostiene Monti, secondo il quale “l’impazienza” degli investitori sarà temperata dalla “razionalità”.

Ben May, economista europeo presso Capital Economics di Londra, ha affermato però che il disastro dei debiti in Italia, potrà durare per altri due decenni, almeno fino a quando il governo non riuscirà a riportare il rapporto debito/Pil al di sotto della soglia del 100%.

Sotto i riflettori anche cruciali notizie che arrivano dal fronte economico, in particolare il Pil dei paesi dell’Eurozona: quello francese è salito dello 0,4% nel terzo trimestre. L’Istat della Francia ha però rivisto al ribasso il dato del secondo trimestre a -0,1%.

In Germania, sempre nel terzo trimestre, il pil tedesco ha segnato un rialzo dello 0,5%, mentre le previsioni del secondo trimestre sono state riviste al rialzo dal +0,1% comunicato precedentemente a +0,3%. Complessivamente, l’economia dell’area euro e’ cresciuta dello 0,3% nel terzo trimestre rispetto al secondo e dell’1,4% rispetto all’anno scorso. Il pil della Grecia è letteralmente sprofondato, registrando nel terzo trimestre un crollo del 5,2% su base annua.

Complessivamente, invece, il pil nell’area euro del terzo trimestre, ha segnato un rialzo dello 0,2% su base mensile, e dell’1,4% su base annua, in linea com le attese degli analisti.

Tornando al Ftse Mib, l’attenzione degli operatori è, in particolare, su Finmeccanica; il titolo è stato sospeso dopo aver aperto con un tonfo fino al 12%, dopo un bilancio deludente. Tornato agli scambi, è crollata fino a -18%. Male ancora Unicredit, dopo la maxi perdita di bilancio, pari a 10 miliardi. Il titolo ha perso più del 5% dopo la nota di “strong sell” da parte degli analisti di S&P. Da segnalare che sia Unicredit che Finmeccanica hanno reso noto che non ci sarà alcuna erogazione dei dividendi nel corso del 2011.

Occhio anche a Ubi Banca, dopo la pubblicazione dei risultati, che hanno messo in evidenza un calo dell’utile netto nei nove mesi del 7,6%, a 182 milioni di euro. Il titolo, dopo aver viaggiato in territorio negativo, è avanzato dell’1% circa. Contrastati i bancari, con BPM -4,39%, Intesa SanPaolo -1%, MPS -0,27%, mentre eccezioni sono Ubi Banca, ma anche Banco Popolare +0,69% e Banca Popolare dell’Emilia Rimagna.

Sul fronte del mercato valutario, l’Euro perde lo 0,90%, a $1,3497, mentre sale sul franco svizzero dello 0,31%, a CHF 1,2413. L’euro scende contro lo yen dell’1%, a JPY 103,9880.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio virano in territorio positivo e salgono dello 0,31%, a $98,44 al barile, mentre le quotazioni dell’oro sono piatte con -0,01%, a $1.778,20.