Milano -1,78%. Alert BTP al 6%, record storico in epoca euro. Accordo Ue? Dimenticato

28 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Si spegne in fretta la fiammata che ha caratterizzato la seduta di ieri per le borse europee. Piazza Affari in particolare vede prevalere le vendite con una certa intensita’, in controtendenza con l’andamento lievemente negativo delle altre piazze del continente. Unica eccezione la Germania, che vira in positivo sul finale

Alla chiusura circa la Borsa di Milano segna un calo di -1,78%, scontando gli esiti disastrosi dell’asta del Tesoro, che ha messo in evidenza un forte balzo dei rendimenti a livelli mai visti prima da quando e’ stato introdotto l’euro. Sulle contrattazioni pesa anche l’andamento molto negativo dei titoli Fiat, i quali pagano la delusione degli operatori per i conti trimestrali. Altrove, Londra cede lo 0,35%, Francoforte guadagna lo 0,11% e Parigi lascia sul campo lo 0,48%.

A Milano le vendite piegano il comparto bancario. Sell anche sugli industriali. Discorso a parte merita Fiat Industrial, che chiude in progresso di oltre l’1%. In Italia la notizia principale riguarda il record del tasso sul BTP con scadenza nel 2022: nell’asta odierna si è attestato per la prima volta da quando esiste l’euro sopra il 6%, al massimo storico pari al 6,06%. Non solo: la domanda è stata inferiore all’intero collocamento che il Tesoro aveva offerto.

Tornano ad accentuarsi i timori sulla capacità dell’Italia di rifinanziare le spese per gli interessi sul proprio debito. Negli ultimi due giorni la tensione sui titoli era scesa, grazie all’accordo raggiunto dai leader europei per la ricapitalizzazione delle banche, il potenziamento del fondo salva-stati e il salvataggio della Grecia.

Tuttavia, alcuni operatori di mercato avevano già fatto notare che il calo dello spread Italia-Germania alla fine non è stato così notevole, così come quello dei rendimenti decennali. Ora, come reazione all’esito disastroso dell’asta, i rendimenti decennali dei BTP scambiati sul mercato secondario tornano a salire, attestandosi al 6,01% (quota che non si vedeva dal 20 ottobre), a fronte di uno spread Italia-Germania in ampliamento a quota 383 punti base.

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib si allontana sempre di più sotto quota 17.000. Tra i titoli sotto i riflettori, Fiat (oltre -6%), all’indomani della diffusione dei conti trimestrali. Di fatto, il gruppo Fiat-Chrysler ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto pari a 112 milioni di euro, influenzato da oneri atipici netti di 57 milioni di euro e dall’effetto negativo per 138 milioni di euro derivante dalla valutazione a valori di mercato di due equity swap correlati a piani di stock option di Fiat. I ricavi del gruppo Fiat-Chrysler sono ammontati nel terzo trimestre a 17,6 miliardi di euro.

Sotto pressione anche Fiat-Industrial (-3%), che scende di quasi il 2%, nonostante i conti diffusi nella serata di ieri, che hanno messo in evidenza utili quasi raddoppiati a 204 milioni di euro.

Tra gli altri titoli, bancari in frenata dopo i forti balzi di ieri: occhio soprattutto a Banca Popolare di Milano -10%, travolta dai sell off dopo aver fissato il prezzo dell’aumento di capitale. Gli altri bancari fanno dietrofront e accentuano le perdite dopo l’asta: Unicredit -2,77%, Ubi Banca -2%, Intesa SanPaolo -1,56%. Molto male anche Banco Popolare, che cede più del 6,5%, mentre Banca Popolare dell’Emilia Romagna scende del 5,6%.

Non tutti sono convinti dell’efficacia dell’accordo europeo raggiunto, che si basa, tra le altre cose, sul potenziamento del Fondo “Salva-stati” fino a 1.000 miliardi di euro, sulla ricapitalizzazione delle banche, e sulla svalutazione, pari al 50%, dei titoli greci di cui sono in possesso le banche. Pimco ha per esempio sottolineato che l’accordo manca di chiarezza, e che sono necessarie altre misure. Arriva comunque la notizia confortante secondo cui la Cina sarebbe pronta a investire fino a $100 miliardi nel Fondo salva stati.

Sul fronte valutario, l’euro rimane sopra quota $1,41, cedendo però nei confronti del dollaro lo 0,13% a quota $1,4164. La moneta unica sale nei confronti del franco svizzero (+0,23%), a CHF 1,2226, mentre perde lo 0,47% verso lo yen, a 107,24.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio scendono dell’1,31%, a $92,73 al barile, mentre le quotazioni dell’oro arretrano dello 0,30%, a $1.742,40 l’oncia.

**********************************************

RAPPORTO UNICREDIT: COMMENTO E TITOLI A PIAZZA AFFARI

Importante banco di prova, oggi, per il debito italiano e per la fiducia nell’accordo sul debito europeo, con la prima asta di titoli di Stato dopo il
vertice Ue di mercoledì. Il Tesoro italiano offrirà il Btp luglio 2014, il Btp marzo 2022, e i titoli off-the-run CCTeu ottobre 2017 e Btp settembre 2019,
per un ammontare complessivo compreso fra EUR5,25 mld e EUR8,5 mld.

Focus stamani su Fiat dopo che il gruppo del Lingotto ha annunciato ieri di
aver triplicato nel 3Q l’utile della gestione ordinaria a EUR851 mln beneficiando in particolare del consolidamento di Chrysler. I ricavi di Fiat
sono aumentati di più del 100% a EUR17,6 mld. Fiat ha inoltre rivisto le attese per il 2011 del risultato della gestione ordinaria portandole a oltre EUR2,1 mld.

BPM (EUR1,62): ha fissato il prezzo dell’aumento di capitale da EUR800 mln a EUR0,30 per azione, con uno sconto del 40%. Concambio 138 azioni ogni 25 detenute, 276 ogni 3 obbligazioni.

Fiat Industrial (EUR6,8): ha aumentato nel 3Q di quest’anno l’utile netto del 74% a EUR204 mln contro attese degli analisti per EUR190 mln. I ricavi dell’intero gruppo sono cresciuti dell’11,7% a EUR5,9 mld. Fiat Industrial ha rivisto al rialzo le sue stime sull’utile della gestione ordinaria nel 2011 da
EUR1,5 mld a EUR1,6 mld. Gli altri obiettivi sono stati confermati.

Intesa SP (EUR1,407): non necessita di capitale dopo la pubblicazione delle stime dell’Eba sulle necessità di ricapitalizzazione delle banche.