Milanese salvo, la Casta respinge arresto (come al solito)

22 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Nessuna sorpresa malgrado il voto segreto. Con 312 favorevoli e 305 contrari la Camera respinge la richiesta di arresto per Marco Milanese. Appena 7 voti di scarto.

L’ex consigliere politico di Giulio Tremonti e’ indagato per corruzione e favoreggiamento nell’ambito dell’inchiesta sulla cosidetta P4.

Il Parlamento di fatto ha detto che Milanese non e’ uguale agli altri comuni cittadini, che con una richiesta di arresto della magistratura sarebbero finiti in carcere.

Sono 312 i parlamentari che dovrebbero rileggersi l’articolo 3 della Costituzione. Dice che “tutti i cittadini italiani hanno pari dignita’ sociale e sono eguali davanti alla legge”.

Nelle dichiarazioni di voto Maurizio Paniz del Pdl aveva sottolineato che “Non spetta alla magistratura far cadere un governo”. Nell’annunciare il voto contrario alla richiesta dei magistrati verso Milanese, l’avvocato ha ricordato il caso Papa.

“Il 20 luglio abbiamo votato l’arresto di Alfonso Papa, il suo banco e’ qui a tre metri da me, vuoto. Dopo 63 giorni possiamo chiederci se quella magistratura inquirente, che ancora reclama un’altra vittima, ha fatto buon uso della nostra grave decisione. Grave non per mancanza di rispetto verso la magistratura ma perche’ ha intaccato il plenum dell’assemblea”.

La Lega aveva annunciato, per bocca di Umberto Bossi, che avrebbe votato come il Pdl, contro l’arresto dell’ex braccio destro del ministro dell’Economia, cambiando linea rispetto alla domanda della custodia cautelare dell’ex pm finito invece a Poggioreale proprio con i voti determinanti di gran parte del Carroccio.

Certo e’ che il voto a scrutinio segreto con cui alla Camera si e’ decisa la sorte del deputato del Pdl accusato dai pm di Napoli di corruzione, rivelazione del segreto di ufficio e associazione a delinquere, faceva dell’appuntamento di questa mattina un’incognita.

Subito dopo il voto dell’Aula di Montecitorio, il premier, Silvio Berlusconi, senza rispondere ai giornalisti si e’ diretto verso le stanze del governo alla Camera. Poco dopo e’ stato visto arrivare anche il deputato Pdl Milanese, che e’ andato ad incontrare Berlusconi. Lungo il corridoio, ai giornalisti che gli chiedevano un commento, Milanese ha replicato con un secco “non parlo”.