Mid cap estremamente vantaggiose: occhi mercato su dazi e Fed

29 Gennaio 2019, di Daniele Chicca

A parte la liquidità e i Treasuries a breve termine, nel 2018 quasi tutte le classi di asset di mercato hanno perso terreno. E le mid cap non fanno eccezione, anzi, sono stati tra i titoli azionari più tartassati negli ultimi tempi.

L’indice S&P 500 della Borsa Usa ha ceduto il 4,39% nel 2018, ma l’indice equal weighted del paniere ha lasciato sul campo ancora maggiore strada (meno 7,65%). La differenza di 326 punti base è il risultato della performance straordinaria di una manciata di titoli rispetto al mercato in generale.

Tra questi si possono citare Amazon, Microsoft e Google. In pratica, chi non ha investito nei big dell’hi-tech negli ultimi 12 mesi ha probabilmente subito una perdita maggiore di quella che indica la prova dell’indice allargato di Wall Street.

I titoli delle aziende mid cap (indice S&P Midcap 400) hanno perso l’11,1% l’anno scorso. Come osserva il Chief investment officer di Family Management Corporation David Schawel, in due anni, dal 2017 al 2018, il ritorno da investimento è stato di appena il 3,33% contro il +16,47% dell’S&P 500 e il +9,80% dell’S&P 500 equal weighted index.

Insomma, le aziende maggiormente capitalizzate hanno fatto meglio di quelle piccole. E i maggiori colossi quotati come i FAANG hanno contribuito fortemente alla corsa dei listini Usa negli ultimi due anni

Questo ci dice che le azioni mid cap hanno grande margine di recupero. Pertanto rappresenta oggi come oggi un investimento nettamente vantaggioso rispetto alle azioni dei gruppi quotati più attrezzati e grossi. Per la prima volta dal 2009 l’indice delle mid cap scambia su livelli P/E più bassi rispetto all’indice allargato S&P 500.

Il rapporto P/E è quello che mette a confronto il prezzo di Borsa e le stime sugli utili dell’esercizio. Solitamente le mid cap offrono un premio di mercato, per via di tassi di crescita tendenzialmente più alti.

Le paure sul calo dei prezzi petroliferi, sulla redditività delle banche e sugli utili dei titoli ciclici pesano sulle aziende mid cap. Ma c’è speranza di una ripresa, visti i livelli storicamente bassi. I titoli large cap non possono sostenere il mercato da soli ancora a lungo e le valutazioni dei titoli mid cap dicono che c’è ampio spazio per una ripresa.

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Daniele Chicca 29 Gennaio 201918:37

Piazza Affari chiude in rialzo, con il listino Ftse Mib che avanza dello 0,48% grazie all’ottima giornata delle utility: Snam +2,1%, Italgas +1,97%, Enel +1,51%, e A2A +1,41%. Debole il comparto bancario in un contesto fiacco in tutto il panorama europeo. Proseguono le ricoperture su Azimut, miglior titolo del listino Milanese a +2,93%.

Daniele Chicca 29 Gennaio 201918:38

L’a società di tlc Usa Verizon ha chiuso il quarto trimestre 2018 con utili netti per USD 2,1 miliardi rispetto ai 18,8 miliardi di dollari dello stesso periodo 2017. Su base adjusted, l’utile per azione è salito da 0,86 a 1,12, meglio dei 1,09 per azione attesi dal consensus degli analisti. Il fatturato operativo è salito a 34,3 miliardi dai precedenti 34 miliardi, appena sotto le attese. Il gruppo ha reso noto di prevedere una crescita del fatturato consolidato a un ritmo di crescita debole, a una cifra su base percentuale.

Daniele Chicca 29 Gennaio 201918:40

Secondo i dati Istat, a dicembre 2018 si stima in Italia una contenuta flessione congiunturale (-0,5%) dell’indice dei prezzi alla produzione dell’industria cui si associa una sostenuta crescita (+4,1%) sul 2017.