MICROSOFT
ALZA IL TIRO
SU GOOGLE

3 Febbraio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Time vi dedica l’inchiesta di apertura della sezione economica. L’Economist un rapporto speciale. Il New York Times ne scrive praticamente un giorno sì e uno no. Quella tra i motori di ricerca è la nuova competizione che galvanizza la Net Economy: da una parte c’è Google, il leader assoluto del settore creato solo cinque anni fa da Sergey Brin e Larry Page, due ragazzi della Silicon Valley che si stanno preparando a un colossale collocamento in Borsa nei prossimi mesi (si parla di un’Ipo da due miliardi di dollari, roba da bolla speculativa); dall’altra ci sono i concorrenti, tutt’altro che pivelli: Yahoo!, America Online (Aol), Amazon, ma soprattutto la gigantesca Microsoft. Quest’ultima, si sa, quando prende di mira un concorrente tende a distruggerlo.

E’ ancora nel mirino dell’Antitrust europeo per abuso di posizione dominante nei sistemi operativi e nei software per la multimedialità, e già scalpita per dominare anche il mercato dei motori di ricerca, sottovalutato finchè non ha dimostrato di rendere fior di soldi.
Prima di Microsoft c’è arrivata l’estate scorsa Yahoo!, uno dei primi portali Web al mondo, con l’acquisizione da 1,6 miliardi di dollari di Overture (che comprendeva i motori di ricerca Altavista e All The Web): le ricerche online sono preziose, perchè permettono di conquistare i tanto agognati investitori pubblicitari attraverso le efficaci inserzioni mirate, indirizzate cioè a chi cerca quell’argomento sui motori di ricerca.

Secondo uno studio della Merrill Lynch, le previsioni per questo tipo di raccolta pubblicitaria sono intorno ai 5 miliardi di dollari entro l’anno prossimo e proprio per queste inserzioni già nel 2007 Aol dovrà a Google il 33 per cento dei suoi ricavi pubblicitari. Dal canto suo anche Amazon, la più grande libreria virtuale già trasformata in megastore online, si sta attrezzando: oltre a sviluppare una biblioteca ricercabile su Internet (ha scannerizzato le pagine di oltre 120 mila libri) sta sviluppando un motore di ricerca per l’ecommerce.

Microsoft, ancora una volta, è arrivata tardi. Ma quando si ha a che fare con il colosso informatico fondato da Bill Gates, questo non vuol dire che sia fuori gioco. Tutt’altro: difficile dimenticare una situazione simile, dieci anni fa, quando Netscape dominava il mercato dei browser. Idem un paio d’anni fa, quando Real Networks dominava lo streaming audio e video. Netscape è finita male. Real Networks combatte, ma fatica. Ce la faranno i ragazzi di Google?

Il popolo di Internet tifa per loro, ma Brin e Page devono continuare a meritarsi il loro sostegno. Già i risultati di ricerca sponsorizzati sono stati digeriti malvolentieri (c’è ancora chi vorrebbe tutto gratis e senza scopo di lucro, su Internet). In questi giorni gli occhi sono puntati su una diatriba che non fa loro onore: hanno deciso di difendere in tribunale il loro marchio da Booble, un motore a luci rosse che scimmiotta il più famoso predecessore e che in seguito alla causa gode di una notorietà insperata.

A pochi importa del motore a luci rosse, che non contiene nulla di innovativo. Interessa invece studiare le mosse di Brin e Page: se si comportano come farebbe la Microsoft prima ancora di quotarsi in Borsa, chissà dopo.

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