MIBTEL AI MINIMI
DAL NOVEMBRE 1999

1 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

Chi aveva sperato, dopo la chiusura della scorsa settimana, di una ripresina a Piazza Affari, è stato smentito dai fatti.

L’indice Mibtel è infatti sceso alla fine della settimana del 3%, sotto i 25.000 punti, ai livelli del Novembre ’99. Bruciando tutti i guadagni dei primi mesi del 2000.

Le valutazioni sulle prospettive economiche internazionale hanno reso il clima ancor più cupo e, come ha detto un operatore di Borsa, una notizia positiva oggi fa fare acquisti solo per poche ore, mentre una negativa deprime il mercato per giorni.

E a nulla è servita la decisione della Banca Centrale Europea di tagliare i tassi di un quarto di punto.

Le vendite, come in tutta Europa, sono arrivate sui titoli delle telecomunicazioni, degli editoriali e dei tecnologici.

Tra i titoli più penalizzati quello Seat (-15,5%): sul suo futuro c’e’ infatti grande incertezza per la possibile vendita da parte dei nuovi soci del gruppo Telecom e per le incerte prospettive della sua televisione La7.

Ma tutto il gruppo controllato da Tronchetti Provera e Benetton tramite la nuova società Olimpia è stato colpito dalle vendite.

Pirelli ha perso il 7%, Olivetti l’8,5%, Telecom il 4,9%, Tim il 6,41%, sempre su base settimanale.

Tra gli editoriali L’Espresso a -9,05%.

Sempre tra i titoli del Mib30 troviamo altri pesanti segni meno anche tra i bancari.

BancaFideuram -4,5%; BancaRoma -5,3%; BiPopCarire -4,4%; BNL -2,18%.

Pesante anche Finmeccanica (-7,5%) e la controllata Stm per la crisi dei microprocessori e le intenzioni del socio francese di uscire da quest’ultima società.

In positivo tra le blue chip a fine settimana troviamo solo Eni con un +0,94% e Italgas con un +1,68% per la possibile cessione.

Segno più anche per Mediobanca (+1%), Mediolanum (+0,67%) e Ras (+2,91%).

In calo anche il Numtel a -5,5% alla fine dell’ottava.