MERRILL LYNCH SCOMMETTE
SU TELECOM

11 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Diciamo subito che lo scenario migliore è quello in cui Telecom cede (o scorpora) Tim e la rete wireline dando vita a un nuovo gruppo focalizzato su banda larga e convergenza. In questo caso il valore del titolo viene sbloccato e le azioni potrebbero valere fino a 2,75 euro. Il caso migliore è dunque quello che dà piena esecuzione al piano di riassetto varato dal cda dell’11 settembre scorso, quello che ha scatenato mille polemiche e che ha portato alle dimissioni, il 15 settembre, Marco Tronchetti Provera. Proprio per questo, Merrill Lynch è convinta che alla fine, purtroppo, difficilmente verrà data piena esecuzione a questo piano.

Lo scenario peggiore è invece quello che vede invece una situazione di stallo, in cui governo e Authority mettono paletti. In questo contesto, Telecom potrebbe soffrire l’ambiente competitivo e farebbe fatica a aumentare la quota di mercato. Merrill Lynch giudica improbabile anche questo scenario che,

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se si verificasse, porterebbe anche a un’ulteriore riduzione delle stime e della politica del dividendo. Un’ipotesi poco credibile, dal momento che obiettivo della controllante Pirelli è quello di creare valore e mantenere almeno invariata la cedola. Eppure è questo lo scenario che sta scontando il mercato.

La Borsa si attende nuovi profit warning e altre notizie negative. “In questo momento Telecom è uno dei titoli del settore meno amati dagli investitori, che non vogliono impegnarsi in una società sottoposta a incertezza politica e di governance”, afferma Merrill Lynch. La volatilità sul titolo continua infatti a essere elevata in attesa di novità su azionariato, strategia, management e politica del dividendo, con un innalzamento del premio al rischio.

Lo scenario più credibile per la società guidata da Giudo Rossi è quello base, che vede – probabilmente entro la fine del 2007 – la vendita di Tim Brazil, il mantenimento del debito a 3 volte l’utile operativo lordo e il riacquisto delle azioni di risparmio con un possibile aumento del dividendo. In questo caso, il titolo dovrebbe arrivare almeno a 2,4 euro, a cui vanno aggiunti 0,14 euro di cedola. Un valore che induce gli esperti americani a confermare il giudizio di acquisto sul titolo

Nel dettaglio, i pretendenti non mancano per la quota del 70% che Telecom detiene in Tim Brazil. Dalla vendita il gruppo potrebbe incassare 6,6 miliardi di euro, a fronte di una flessione di circa 1 miliardo dell’utile operativo lordo nel 2007 e di 200 milioni di free cash flow. Considerato il costo impolicito delle azioni, per Merrill Lynch non c’è motivo per ridurre il debito al di sotto di 3 volte l’utile operativo lordo. Il gruppo ha invece tre buone ragioni per togliere dal mercato le azioni di risparmio, per via dell’elevato divididen yield (8%), dell’elevato costo implicito di tali azioni (15%) e poi il fatto che Olimpia possiede solo azioni ordinarie. Un riacquisto delle azioni di risparmio avrebbe quindi senso e potrebbe anche aumentare il dividend yield sulle ordinarie.

Lo scenario per Telecom resta comunque positivo, specie se qualche concorrente dovesse decidere di lasciare la scena. “Negli ultimi 5 anni Hutchison Whampoa ha investito 25 miliardi di euro per crescere in sette paesi europei con il marchio ‘3’. Tuttavia, i risultati sono ancora sotto i target del business plan originale e la creazione di cassa resta negativa. I telefonini di terza generazione hanno visto un modesto decollo in Europa”, dicono gli esperti della banca americana, che non escludono un’uscita dal Vecchio Continente di Hutchison Whampoa.

In questo caso, Telecom sarà in Italia uno dei maggiori beneficiari dalla possibile uscita dal mercato di ‘3’. In generale, ricorda Merrill Lynch, i processi di consolidamento piacciono alle Borse. Quello nelle tlc potrebbe essere reso difficile dalle Authority Antitrust e di settore, ma un ulteriore processo di aggregazioni in alcuni mercati viene considerato possibile dagli analisti. Per Telecom ci sarebbe poi una ricaduta positiva in termini di clienti e di utili (+10%, dicono gli analisti).

Per Merrill Lynch, Wind sarebbe il naturale compratore strategico di ‘3’, se non fosse che il pesante indebitamento non consente alla società passata sotto il controllo di Orascom di agire in questa direzione. Più credibile, secondo gli analisti, che ‘3’ venga invece fagocitata da Vodafone, magari nell’ambito di un più ampio accordo per rilevate tutte le attività a livello europeo, una situazione che porterebbe la quota di Vodafone in Italia in prossimità di quella di Tim.

Telecom Italia ha chiuso in Borsa con un rialzo del 4,45%, a 2,33 euro.

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