MERRILL LYNCH: GESTORI FONDI OTTIMISTI SUI MERCATI

11 Aprile 2001, di Redazione Wall Street Italia

I gestori di fondi sono ottimisti rispetto all’economia globale.

Un sondaggio di Merrill Lynch ha infatti riportato che quasi i 3/4 dei 220 gestori intervistati prevedono che i titoli azionari siano lo strumento che dara’ risultati migliori nei prossimi 12 mesi e che intendono quindi aumentare le posizioni azionarie a scapito di liquidita’ e obbligazioni.

I gestori di fondi non sono molto ottimisti per quanto riguarda gli utili aziendali, ma sono certi che l’inflazione sia sotto controllo, che la politica monetaria sara’ allentata aggressivamente e che le prospettive economiche siano destinate a migliorare gradualmente.

“I manager di fondi globali sono per l’aumento delle posizioni azionarie e per una riduzione di quelle obbligazionarie – ha commentato David Bowers di Merrill Lynch – Il 34% dei gestori intende ridurre le ‘posizioni liquide’, mentre il 50% prevede di accrescere l’esposizione ai titoli azionari entro i prossimi tre mesi”.

I manager sembrano propendere per collocazioni a lungo termine per le banche, e a breve per le telecomunicazioni; pochi vedono segni di capitolazione sul mercato, ma danno solo il 37% di probabilita’ di un calo del 10% nei prossimi tre mesi.

I mercati europei rimangono tra i preferiti sia perche’ considerati i piu’ convenienti al mondo, sia perche’ gli utili aziendali delle societa’ europee sono meno peggio di quelli americani e sia perche’ la crescita economica si sta muovendo a favore dell’Europa.

I gestori pero’ intendono nei prossimi mesi aumentare la loro presenza anche sul mercato giapponese e su quello USA, soprattutto “poiche’ la Banca Centrale Europea e’ cosi’ riluttante ad allentare la politica monetaria”, ha aggiunto Bowers.

Dal sondaggio di marzo la Federal Reserve americana ha infatti tagliato i tassi d’interesse di 50 punti base – sebbene il mercato avrebbe preferito una riduzione di 75 punti base – la Bank of England ha ridotto i tassi di un quarto di punto percentuale e la Banca centrale giapponese ha deciso il ritorno alla politica dei tassi ad interesse zero fino a quando rimarra’ il rischio della deflazione. La Banca Centrale Europea, invece, nonostante i segnali di rallentamento economico, non ha ancora deciso di intervenire.