Merkel: “necessario alzare una barriera intorno alla Grecia”

26 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di oggi si è aperta con tassi sul due anni tedesco fermi e decennale in rialzo. In calo invece gli spread periferici.

Secondo quanto riportato dal Sunday Times e dal The Telegraph (e ripreso da altre fonti di stampa tra cui il Wsj) , nel corso del recente G20, sarebbe stato discusso un piano che contemplerebbe da un lato l’ipotesi di ricapitalizzazione delle banche e dall’altro l’ampliamento del fondo Efsf, che potrebbe essere ampliato fino a 2000/ 3000 Mld€ mediante meccanismi di leva.

La discussione sarebbe ancora in fase preliminare ed un accordo dei paesi dell’area sarebbe possibile non prima del prossimo G-20 del 3-4 novembre a Cannes.

La Cancelliera Merkel, durante un’intervista ad una tv locale, ha dichiarato che è necessario alzare una barriera intorno alla Grecia per evitare attacchi a cascata su altri paesi dell’area, aggiungendo che il 29 settembre la sua coalizione voterà a favore dell’allargamento del fondo Efsf.

Il vice ministro delle finanze tedesco Asmussen e prossimo successore del dimissionario Stark nel board della Bce, ha dichiarato che i ministri finanziari dell’area euro potrebbero non essere in grado di decidere sulla prossima tranche di aiuti alla Grecia nel corso del meeting del 3 ottobre, a causa di un ritardo nella pubblicazione del report della Troika (Bce, Ue e Fmi) sullo stato di avanzamento delle misure approntate dalla Grecia.

In merito alla politica monetaria della Bce, il membro Nowotny ha dichiarato che l’istituto al momento sta osservando gli sviluppi economici dell’area e solo dopo prenderà una decisione, aggiungendo che il taglio dei tassi non può essere escluso.

Nowotny ha inoltre aggiunto di non escludere un’ulteriore revisione al ribasso delle stime di crescita e che l’insolvenza della Grecia non è nello scenario Bce.

Tali dichiarazioni stanno aumentano le attese degli operatori di un possibile taglio straordinario fino a 50pb del tasso di riferimento già nel prossimo incontro del 6 ottobre.

Sul fronte macro segnaliamo il calo del’indice Ifo tedesco di settembre. Il calo della componente corrente e prospettica (quest’ultima ai minimi dall’agosto 2009) è stato tuttavia inferiore al consensus di Bloomberg.

Il Belgio oggi emetterà titoli per 2,5-3,5 Mld€. In settimana avremo anche le aste di Italia, Germania ed Olanda.

Attese anche le votazioni per l’allargamento del fondo Efsf da parte di Slovenia, Finlandia e Germania il 27,28 e 29 rispettivamente.

Negli Usa tassi in rialzo, sulla scia del recupero dei listini azionari che venerdì ha interessato tutti i comparti ad eccezione di quello delle materie prime. In settimana attesi diversi importanti dati sulla spesa per consumi di agosto.

Da segnalare l forte richiamo di Geithner sulla necessità di azione in tempi rapidi per la risoluzione della crisi in area euro.

Valute: dopo aver toccato quota 1,336 (minimo da gennaio),la moneta unica questa mattina si è riposizionata sopra 1,3450 vs. dollaro. La crisi in area euro sta nuovamente spingendo gli operatori verso il dollaro, con le posizioni degli speculatori (allo scorso martedì) che puntano ad un deprezzamento della valuta unica ai massimi da giugno 2009. Allo stesso tempo anche le analoghe posizioni nette lunghe di Dollar Index sono ai massimi da aprile 2009. Nel breve primo supporto in area 1,3350 a fronte di resistenza 1,3550.

Prosegue il deprezzamento dell’euro verso yen che ha raggiunto i minimi da giugno 2001, con supporto che ora si colloca a 101,9. Lo yen rimane pressoché fermo vs. dollaro, con il supporto che passa per 76 e la resistenza per 77. Secondo i dati della Cftc, la settimana scorsa gli operatori hanno aumentato del 30% le posizioni rialziste dello yen nei confronti del dollaro.

Materie Prime: venerdì giornata negativa per le materie prime, sulla scia delle tensioni che hanno caratterizzato la settimana, ad eccezione di cotone (+2,4%) e grano (+1,1%). Tale andamento in parte si ricollega con la ricerca di liquidità da parte degli operatori su scala globale.

In forte ribasso i preziosi, con l’argento ai minimi da gennaio, cali anche per gli energetici e gli industriali. Questa mattina prosegue il trend negativo. Il brent si attesta poco sopra i 104$, oro sopra i 1.600$/oncia. Da segnalare che il CME ha alzato i margini rispettivamente del 21% e del 16% per i contratti futures su oro e argento.

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