Merkel e Sarkozy ridono di Berlusconi ma avvertono: «Italia attenta a non finire come la Grecia»

23 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

I leader di Francia e Germania sghignazzano (GUARDA VIDEO QUI SOTTO) alla domanda dei giornalisti: “Ma il premier italiano vi ha dato rassicurazioni?”.

Dopo i messaggi a mezzo stampa sono arrivate le richieste faccia a faccia. Al summit europeo convocato per proteggere la zona euro da una ulteriore drammatizzazione della crisi dei debiti sovrani, l’Italia è infatti stata sollecitata da Francia e Germania a introdurre le riforme economiche necessarie per evitare uno scenario simile a quello della Grecia, sull’orlo di un default. «Io e la cancelliera Merkel abbiamo incontrato Berlusconi e Papandreou per ricordargli le responsabilità che hanno e le decisioni che devono prendere» ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy nella conferenza stampa. «Abbiamo avuto un conversazione con il capo del governo di questo grande Paese, l’Italia, (ovvero) con il nostro interlocutore, e ovviamente noi abbiamo fiducia in lui»: detto la Merkel riferendosi a Berlusconi e rispondendo alla domanda di una cronista che le chiedeva se si fida del presidente del Consiglio.

ULTIMATUM – Dare rassicurazioni ai mercati e agli stati membri «entro mercoledi»: questo il lavoro che «faremo insieme all’Italia» ha detto il presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy nella conferenza stampa conclusiva del vertice Ue. «All’Italia chiediamo uno sforzo che sembra pronta a compiere», ha detto. «All’Italia abbiamo ricordato che è importante fare tutto il necessario per mostrare senso di responsabilità, prendendo provvedimenti sia sul fronte del debito che su quello della crescita», ha detto. «’Abbiamo chiesto all’Italia rassicurazioni» sul fatto che «le coraggiose misure intraprese vengano attuate tempestivamente», ha aggiunto il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy.

OBIETTIVO – L’obiettivo minimo dei leader Ue è di raggiungere entro mercoledì un accordo sulla Grecia che renda sostenibile per Atene l’onere sul debito. Sul tavolo anche il rafforzamento patrimoniale delle banche europee, il miglioramento della governance dell’area euro (che non si dovrebbe limitare alla nascita di Mister euro) e il rafforzamento del patrimonio a disposizione del fondo di salvataggio EFSF per evitare che il contagio si estenda agli Stati più grandi.

ITALIA – Ma prima di tutto per il direttorio europeo franco-tedesco è necessario che ognuno faccia la sua parte. Quindi, prima dell’inizio dei lavori dei 27 leader, il Cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno incontrato il premier Silvio Berlusconi. Fonti diplomatiche riferiscono che Berlino e Parigi hanno voluto esercitare la massima pressione su Roma perchè metta a punto le riforme del mercato del lavoro e delle pensioni da tempo indicate come la strada maestra per aumentare il potenziale di crescita del Paese e rassicurare gli investitori sulla capacità dell’Italia di rimborsare il proprio debito, in rapporto al Pil secondo solo alla Grecia. Una fonte del governo tedesco ha detto che Merkel e Sarkozy hanno sottolineato «l’impellente necessità di passi concreti e credibili negli Stati della zona euro», senza i quali qualunque misura intrapresa a livello collettivo sarebbe insufficiente. Sabato la Merkel aveva lanciato un avvertimento all’Italia dicendo che se il debito italiano resta al 120% del Prodotto interno lordo «non avrà più importanza l’altezza del muro protettivo che riusciremo a costruire: i mercati non ridaranno fiducia all’area dell’euro».

PRESTITO – I ministri delle Finanze hanno concordato un prestito salvagente da 8 miliardi di euro in favore della Grecia e si sono impegnati a ottenere dai detentori privati di bond greci la disponibilità a sostenere perdite superiori a quelle prospettate finora. La questione chiave è come rendere sostenibile per la Grecia il costo del suo debito e come rafforzare il fondo di salvataggio della zona euro per proteggere Italia e Spagna, rispettivamente la terza e quarta economia dell’area, dalle turbolenze dei mercati che hanno costretto Grecia, Irlanda e Portogallo a ricorrere ai piani di salvataggio targati Ue e Fondo monetario internazionale.

DEBITO GRECO – I mercati temono che il debito greco, che quest’anno dovrebbe raggiungere il 160% del Pil, debba essere ristrutturato, ma gli investitori non sanno ancora l’entità delle perdite che dovrebbero sostenere. Uno studio sulla sostenibilità del debito messo a punto dalle banche internazionali mostra che il debito della Grecia sarebbe gestibile nel lungo periodo solo se gli investitori privati si assumessero perdite comprese tra il 50 e il 60%. Si tratta di percentuali ben superiori al 21% concordato con gli investitori il 21 luglio e ci si chiede se possano essere sostenute in modo volontario o solo attraverso un default che innescherebbe nuove e più ampie reazioni dei mercati. Funzionari della zona euro osservano che adesso la recessione in Grecia è peggiore di quanto atteso, che il Paese è in ritardo con le privatizazioni e gli obiettivi di finanza pubblica e che le condizioni dei mercati negli ultimi tre mesi si sono deteriorate. Per avere risorse in grado di sostenere anche l’Italia e la Spagna, in caso di necessità, la zona euro mira ad aumentare le munizioni a disposizione del fondo di salvataggio, l’European Financial Stability Facility da 440 miliardi di euro. Ma le opinioni pubbliche in molti paesi contestano i piani di austerity e ulteriori impegni finanziari in favore dell’Efsf potrebbero portare a un declassamento dei giudizi sulla solvibilità di alcuni paesi, peggiorando la crisi.

FONDO SALVASTATI – L’argomento più controverso sul tavolo è, probabilmente, come aumentare il potenziale del fondo senza far ricorso a denaro cash. La Francia e molti altri paesi vedrebbero con favore la trasformazione del fondo in una banca in grado di accedere ai finanziamenti illimitati della Bce. Ma contro questa ipotesi si sono schierate la Germania e la stessa Bce. La soluzione più probabile verso la quale i paesi Ue sembrano indirizzarsi è che l’Efsf garantisca una percentuale del nuovo debito di Spagna e Italia in modo da migliorare il sentiment degli investitori verso i due paesi. Una misura di questo tipo potrebbe aiutare a creare un argine attorno a Grecia, Irlanda e Portogallo, ma secondo alcuni analisti potrebbe anche sortire effetti perversi come creare un mercato dei bond parallelo e allentare la pressione sull’Italia perchè metta in campo misure politicamente impopolari per tagliare il debito. Un’altra possibilità di cui si discute è creare un veicolo speciale che consenta ai paesi non euro e ai fondi sovrani di investire in titoli di stato europei. Non sono però pochi all’interno dell’Ue a non vedere di buon occhio l’ingresso della Cina nella stanza dei bottoni della zona euro.

BANCHE – Se però le banche europee non verranno ricapitalizzate per far fronte a nuove potenziali perdite sui loro portafogli i titoli di stato dei Paesi della zona euro potrebbero avere difficoltà a finanziarsi e quindi ci sarebbe il rischio di un «credit crunch» finora evitato dall’aumento della liquidità deciso dalla Bce. Sabato, l’Autorità bancaria europea (Eba) ha detto ai ministri delle Finanze dell’Ue che se tutti gli asset bancari di questo tipo fossero valutati ai prezzi di mercato, gli istituti di credito europei avrebbero bisogno di 100-110 miliardi di nuovo capitale per raggiungere il 9% di Core Tier 1, ha riferito una fonte Ue vicina alla situazione. I ministri hanno deciso, inoltre, di concedere tempo alle banche fino al giugno 2012 per centrare i nuovi requisiti patrimoniali, prima utilizzando i fondi propri o quelli di investitori privati, e in caso questo non fosse possibile, usando denaro pubblico o, come ultima risorsa, l’Efsf. Italia, Spagna e Portogallo non sorridono all’idea che alle loro banche venga chiesto questo ulteriore impegno finanziario. I leader Ue discuteranno la questione domenica ma la fonte ha detto che difficilmente verrà indicata una cifra per l’ammontare del nuovo capitale richiesto.

************************

BRUXELLES – “Troppo sicuro di sé”, aveva anticipato una fonte prima del Cosiglio europeo, parlando di Silvio Berlusconi. E i moniti sono arrivati alla fine da Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, nella conferenza stampa congiunta. Parole pesanti che richiamano il premier ai suoi doveri. Un clima di attesa che domani subirà il giudizio dei mercati.

“Abbiamo incontrato Papandreu e Berlusconi e abbiamo ricordato loro le responsabilità che hanno tutti i paesi in questo periodo di crisi”, ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy nel corso della conferenza stampa congiunta con la cancelliera tedesca Angela Merkel, al termine della riunione del consiglio europeo. I giornalisti hanno chiesto ai due leader se avessero fiducia nel premier italiano. La Merkel, leggermente imbarazzata, ha risposto timidamente sì, ma subito dopo ha incrociato lo sguardo eloquente di Sarkozy ed entrambi sono scoppiati a ridere. E’ stato il presidente francese a spiegare: “Abbiamo fiducia nell’insieme delle autorità italiane, nelle istituzioni politiche, economiche e finanziarie del paese”.

E la Merkel ha poi aggiunto: “All’Italia servono misure per la crescita e per la riduzione del debito”. In ogni caso la Merkel ha dato fiducia a Berlusconi: “Abbiamo fiducia nel presidente del Consiglio Silvio Berlusconi”. Comunque, il passaggio cruciale potrebbe avvenire nella riunione di mercoledì prossimo, in cui si attendono decisioni per il Fondi salva-Stati
e per la ricapitalizzazione delle banche.

Al premier Silvio Berlusconi “Abbiamo chiesto rassicurazioni perchè l’Italia attui le misure che ha promesso”, ha rincarato la dose il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, aggiungendo però che “Non si può paragonare la situazione dell’Italia a quella di altri Paesi, i fondamentali sono completamente differenti”.
“Abbiamo preparato non la riunione di stasera (dell’Eurozona, ndr), ma quella di mercoledì”, ha riferito Van Rompuy, che stamattina, prima dell’inizio del vertice a Bruxelles, ha visto Berlusconi insieme col presidente della Commissione europea Jose Manuel Durao Barroso. “Abbiamo chiesto che ci rassicuri che le misure coraggiose che sono state prese, sul bilancio, la riforma del mercato del lavoro, della giustizia, le privatizzazioni, la lotta all’evasione fiscale, siano attuate in tempi rapidi”.

Al premier “abbiamo chiesto più dettagli ed il calendario” di queste riforme, ha detto ancora il presidente del Consiglio europeo, rispondendo alle domande dei giornalisti se avesse ricevuto rassicurazioni nell’incontro di questa mattina. “Nei prossimi giorni, lavoreremo mano nella mano perchè gli altri membri dell’Ue e dell’eurozona siano rassicurati che l’Italia attuerà quello che ha promesso – ha insistito ancora Van Rompuy – Bisogna rassicurare gli investitori e gli altri Paesi membri, faremo questo lavoro insieme e io credo che (l’Italia) sia pronta a farlo”.

Sul fronte bancario, all’interno del Consiglio europeo sono stati compiuti passi avanti anche sul fronte della ricapitalizzazione delle banche. “Su questo tema c’è una larga intesa”, ha detto la Merkel nell’Ue. “I ministri finanziari sono stati in grado di mettersi d’accordo sulle basi delle proposte dell’Autorità bancaria europea. Tutto questo verrà adottato in un pacchetto onnicomprensivo ed è per questo che ci sarà anche un incontro dell’Ecofin mercoledì”, ha aggiunto la Merkel.