Merkel dirà sì al potenziamento del fondo salva stati Ue

1 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – “Angela Merkel ci ripensa” titola questa mattina la Sueddeutsche Zeitung: il cancelliere tedesco starebbe cominciando a prendere in considerazione l’eventualità di un rafforzamento dei firewall per risolvere la crisi del debito europea. Allo stesso tempo, il premier italiano Mario Monti afferma di essere fiducioso sulla possibilità che un accordo sul potenziamento nel Fondo Salva stati possa essere raggiunto questo mese”.

Il quotidiano tedesco, citando fonti vicine al governo federale, scrive che la Germania sarebbe ormai disponibile ad aderire a un’ipotesi di potenziamento dell’Esm, il fondo di salvataggio permanente dell’eurozona, dagli attuali 500 miliardi fino a 750 miliardi di euro.

“Non riusciremo a resistere a lungo a questa pressione”, avrebbe affermato Merkel, nel giorno in cui si apre un cruciale vertice Ue a Bruxelles. L’ipotesi escluderebbe la nascita dell’Esm in estate, prospettando piuttosto la fusione di Efsf e Esm con un capitale complessivo di 750 miliardi di euro: in questo modo la Germania dovrebbe versare 22 miliardi di euro in conto capitale e fornire garanzie per circa 280 miliardi di euro.

La decisione finale verrà adottata solo alla fine di marzo. Numerosi paesi esterni alla zona euro, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna fino a Giappone e Cina auspicano che gli stati dell’unione monetaria europea versino più denaro nel fondo di salvataggio permanente per risolvere la crisi del debito. Berlino vorrebbe in cambio – scrive ancora la Sueddeutsche Zeitung – un potenziamento delle risorse del Fmi a 600 miliardi di dollari.

Proprio qualche ora va il premier Monti aveva parlato della necessità di incrementare le dotazioni del Fondo salva stati. “Le dimensioni del fondo importano – ha detto Monti in una intervista rilasciata a Bloomberg – Se l’approccio al potenzialmento del firewall sarà abbastanza costruttivo in Europa, ritengo che saremo tutti in una posizione migliore nel fronteggiare qualsiasi altro effetto contagio o il ripresentarsi della crisi”.

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