MERCOLEDI’ NERO PER LE BORSE EUROPEE

14 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Giornata nera per le borse europee che nella seduta odierna hanno ‘bruciato’ circa 226 miliardi di euro di capitalizzazione. L’indice Dow Jones 600, che raggruppa i maggiori titoli del Vecchio Continente, ha perso il 2,66%. Intanto, a Wall Street, il Dow Jones e lo S&P 500 sono piombati ai minimi del 2007 dopo che General Motors ha ravvivato i timori che i default dei mutui ipotecari possano contagiare il resto dei mercati finanziari.

Piazza Affari ha chiuso la seduta in ribasso, con il Mibtel in calo del 2,23% a 30.697 punti. Lo S&P/Mib -2,45% a 39.290 punti, mentre All Stars ha lasciato sul campo l’1,92% a 17.700 punti. Diffusi ribassi hanno subito anche le altre Borse europee. Wall Street, che aveva aperto con un lieve apprezzamento, ha poi virato al ribasso, con un calo che aumenta con il progredire delle contrattazioni.

Nuovo passo indietro per gli indici di Piazza Affari, in una seduta deludente fin dalle prime battute, all’indomani dello scivolone di Wall Street, che ha strigliato le piazze europee dopo aver colpito in Asia. Il Mibtel, tra scambi intensi per 7,4 miliardi di euro, ha ceduto il 2,23% a 30.697 punti, lo S&P/Mib il 2,45% a 39.290 punti e All Stars l’1,92% a 17.700 punti. Vendite in campo bancario e assicurativo, con Generali e Unicredit sotto pressione. In forte calo anche Fiat, mentre si é mantenuta al riparo Bpm, pur chiudendo anch’essa sotto la parità.

GENERALI SOTTO PRESSIONE.

Seduta da dimenticare per Generali (-3,24% a 30,13 euro), Fondiaria-Sai (-3,36% a 32,83 euro) ed Alleanza (-2,96% a 9,35 euro), in linea con l’andamento del settore assicurativo in Europa che, come spiega un gestore, “tende generalmente a replicare, evidenziandola, la tendenza generale del mercato, soprattutto quando si vende”. Un comportamento spiegato dalla grande esposizione dei portafogli delle compagnie assicurative, che investono largamente in titoli azionari.

GIU’ UNICREDIT, STABILE BPM.

In lettera anche i bancari, dai giganti Unicredit (-3,06% a 6,5 euro) e Intesa Sanpaolo (-1,96% a 5,24 euro) a Capitalia (-2,26% a 6,26 euro) e Mediobanca (-2,67% a 16,02 euro), intenzionata a seguire la strada della governance duale. Sotto pressione anche le popolari Bpi (-2,65% a 11,17 euro) e Bpu (-3,16% a 20,25 euro), mentre si è mossa in controtendenza, pur chiudendo con il segno meno davanti, la Popolare di Milano (-0,31% a 11,07 euro), che ha presentato le stime per l’esercizio in corso mentre proseguono i contatti con la Bper (-1,79% a 19,15 euro) in vista di una integrazione. FIAT IN FRENATA. Battuta d’arresto anche per Fiat (-2,44% a 17,4 euro), in linea con il settore in Europa, che ha scontato, anche oggi, il fatto di essere uno dei titoli favoriti dagli investitori. “E’ naturale – commenta un operatore – che quando il mercato cede i primi a cadere siano quelli che erano saliti di più”.

PIRELLI E TELECOM IN DIFFICOLTA’.

Segno meno per l’intera squadra dei titoli che fanno capo a Marco Tronchetti Provera, da Telecom (-2,62% a 2,07 euro), oggetto dei desideri di Mediaset (-2,72% a 8,01 euro) come ha annunciato il presidente Fedele Confalonieri, a Pirelli (-1,85% a 0,79 euro) e Camfin (-0,55% a 1,64 euro), al vertice della catena di controllo del gruppo di tlc.

CHI SALE E CHI SCENDE.

Negative Eni (-2,07% a 22,76 euro), Enel (-2,39% a 7,84 euro) ed Erg (-2,68% a 17,64 euro), insieme a Saipem (-1,47% a 20,17 euro) e Snam Rete Gas (-2,54% a 4,4 euro). In calo Alitalia (-2,17% a 0,92 euro) e Autostrade (-1,57% a 22,51 euro), alla vigilia degli aumenti tariffari varati dall’Anas e dal Governo, mentre non sono mancate le eccezioni in controtendenza con l’andamento del listino, da Alerion (+3,01% a 0,66 euro) all’exploit di Beghelli (+23,18% a 0,81 euro), sospesa per eccesso di rialzo, a Cell Therapeutics (+6,85% a 1,32 euro) e Marazzi (+1,82% a 10,28 euro)