MERCATO ORSO REMUNERATIVO SUL LUNGO PERIODO

6 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Il crollo dei titoli tecnologici ha trascinato l’indice Nasdaq in ribasso del 58% rispetto ai livelli massimi dello scorso marzo, ma il Dow Jones Industrial Average e’ sceso solo del 10% dai massimi.

Poiche’ comunemente si parla di mercato ‘orso’ quando i titoli perdono almeno il 20% del loro valore, la dicotomia dei due mercati lascia perplessi gli investitori.

Per decidere la questione, il Wall Street Journal suggerisce di guardare all’indice Wilshire 5000 che comprende quasi tutti i titoli americani.

Poiche’ l’indice ha raggiunto lo scorso 24 marzo il massimo di 14.751,64 e ha chiuso lunedi’ a 11.434,54, si puo’ parlare di un calo del 22% dei titoli azionari americani. Quindi, non solo un mercato in discesa, ma un mercato all’insegna dell’orso che dura da quasi un anno.

Un periodo particolarmente lungo se confrontato con il 1987 quando il mercato ha perso il 34% in 4 mesi o con il 1990 quando i titoli azionari sono scesi del 20% in soli 3 mesi.

Nei 10 declini sofferti dall’indice Standard & Poor 500 dalla Seconda Guerra Mondiale, i titoli hanno pero’ mediamente perso il 29% in 15 mesi.

Il peggio, quindi, potrebbe essere passato.

“Pensiamo che il danno sia gia’ stato fatto e che siamo molto piu’ vicini al fondo che alla cima – ha commentato Andrew Engel di Leuthold – E’ ora di iniziare ad accumulare posizioni, piuttosto che di vendere”.

E’ difficile sapere in quanto tempo i titoli ritorneranno alle posizioni pre-crollo, ma in media l’indice S&P500 ha impiegato 19 mesi – dal livello minimo – per riprendersi dagli ultimi 10 crolli.

In questa media, pero’, si contano i 5 mesi seguenti il calo del 1980-82 e i quasi 6 anni impiegati dal mercato per tornare ai livelli precedenti il crollo del 1973-74.

“I mercati al ribasso sono di solito un’esperienza dolorosa e prolungata – ha commentato Engel – Quando, come ora, si vede il Nasdaq in ribasso del 50% o piu’, gli investitori sono incerti, ma e’ ora il momento di rimanere nel mercato”.

Gli investitori sperano in una ripresa veloce, ma per molti un mercato orso prolungato potrebbe essere piu’ remunerativo.

“Per coloro che investono mese dopo mese e’ il momento di acquistare a prezzi scontati”, ha aggiunto Jeremy Siegel, professore di finanza alla Wharton School della universita’ della Pennsylvania.

Secondo Siegel “queste sono buone notizie per gli investitori a lungo termine; piu’ a lungo va, migliori risultati si ottengono”.

Per chi, pero’, ha investito pesantemente nei tecnologici, potrebbe essere una lunga attesa.

Durante il ‘boom’ degli high-tech dell’inizio degli anni ottanta, Fidelity Select Technology Portfolio, ad esempio, ha guadagnato 162,1% nell’anno terminato a giugno 1983, ma dopo il cambio di direzione dei tecnologici, ha perso il 24,7% nei 12 mesi successivi.

Secondo Morningstar, negli anni seguenti, il fondo ha guadagnato solo lo 0,6% mentre l’indice S&P 500 e’ cresciuto del 20,8% annuo.

Forse questa volta i titoli high-tech impiegheranno meno tempo per riprendersi, ma il consiglio rimane quello di diversificare.

Attualmente i titoli tecnologici ammontano al 22% del valore del mercato azionario americano. Chi ha un investimento superiore a quello dovrebbe pensare a guardarsi attorno.