Mercato libero luce e gas per aziende: i costi medi

24 Marzo 2021, di Alessandra Caparello

Dal 1° gennaio 2021 per le piccole imprese che abbiano un numero di dipendenti tra i 10 e i 50 e un fatturato compreso tra i 2 e i 10 milioni di euro annui, e le microimprese con meno di 10 dipendenti, un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro annui e una potenza impegnata superiore a 15 kW, è diventato ufficiale il passaggio dal mercato tutelato  a quello libero dell’energia elettrica. Per i privati invece il passaggio è slittato alla fine del 2022. Leggi qui l’articolo.

Mercato libero per le piccole imprese: le due fasi

Uno dei vantaggi del mercato libero consiste nel fatto che le aziende hanno la possibilità di scegliere il fornitore che preferiscono, sulla base dei fattori che considerano più significativi. Qualora le piccole imprese e le microimprese che sono obbligate a cambiare non abbiano ancora individuato un nuovo fornitore nel mercato libero, rientreranno  nel Servizio a Tutele Graduali (STG).

In pratica significa che saranno servite dallo stesso fornitore con il quale hanno un contratto attivo in Maggior Tutela fino al 30 giugno 2021, quando si verificherà la fine della prima fase. Non ci sarà, dunque, nessuna interruzione della fornitura.

Poi dal 1° luglio 2021 inizia la seconda fase: i clienti che avranno scelto un nuovo gestore sul mercato libero potranno stipulare un contratto di fornitura che sostituirà il precedente: sarà il nuovo venditore a occuparsi del recesso (che non prevede oneri aggiuntivi né l’interruzione della fornitura), inviando la richiesta di risoluzione del precedente contratto al vecchio fornitore.

Nell’ipotesi in cui, invece, dal 1° luglio 2021 non si avesse ancora una fornitura attiva nel mercato libero ci saranno delle aste su base territoriale attraverso le quali si procederà con l’assegnazione di un fornitore, le cui condizioni contrattuali saranno quelle di un’offerta PLACET.  Ogni area sarà servita da un solo esercente.

Le offerte del mercato libero

Le offerte del mercato libero per le imprese sono molto vantaggiose in quanto si ha il diritto di poter decidere in autonomia la migliore soluzione tariffaria, valutando le numerose proposte in commercio. Non scegliere un nuovo fornitore del mercato libero significa, in altri termini, rinunciare alla possibilità di risparmiare.

Il passaggio potrà essere effettuato in qualsiasi momento, anche in seguito alla fine del Servizio a tutele graduali e all’assegnazione automatica di un fornitore con il sistema delle aste territoriali. La scelta potrà avvenire direttamente online, In merito alla liberalizzazione del mercato energetico, il portale di comparazione SOStariffe.it ha analizzato il costo delle offerte di luce e gas del mercato libero, confrontando il prezzo al kWh per la componente luce e a quello per m3 nel caso del gas. Ebbene dall’analisi è emerso che le offerte luce a prezzo fisso di tipo monorario del mercato libero hanno un costo medio di 0,069 euro al kWh, mentre quelle a prezzo variabile di 0,061 euro al kWh. Nel caso di una tariffa multioraria, con fasce F1, F2 e F3, i costi sono rispettivamente pari a 0,073 euro, 0,073 euro e 0,060 euro al kWh per le offerte a prezzo fisso, mentre diventano 0,072 euro, 0,070 euro e 0,052 euro al kWh nell’ipotesi di prezzo variabile.

Le offerte gas hanno un costo medio di 0,253 euro al m3 se il prezzo è fisso, mentre nel caso di prezzo variabile la cifra da sostenere è pari a 0,239 euro al m3.