MERCATO IMBALLATO ASPETTANDO LA FED

23 Settembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Partenza poco distante dalla parita’ per il mercato azionario, con i principali indici di Borsa che scambiano in progresso, anche se i guadagni sono relativamente limitati in attesa delle dichiarazioni di politica monetaria del comitato FOMC della Fed.

Al termine della riunione di due giorni, alle 20:15 italiane la banca centrale fara’ il suo annuncio in materia di tassi. L’istituto dovrebbe lasciare invariato lo status quo sui tassi guida nel range compreso tra lo 0.00% e lo 0.25%. L’attenzione sara’ dunque rivolta in particolare alle direttive del FOMC, in particolare sulle prospettive di una exit strategy. La volatilita’ potrebbe crescere nel caso in cui le indicazioni relative al piano di acquisto di Treasuries dovessero riserbare delle sorprese. Detto cio’, gli investitori attendono con ansia anche l’esito dell’asta da $40 miliardi dei titoli a 5 anni (prevista intorno alle 19 italiane).

Se i rialzi dovessero venire confermati, il paniere allargato Standard & Poor’s 500 potrebbe aggiornare i massimi di 11 mesi. Dietro la solidita’ del rally visto di recente, vi e’ l’idea che la Federal Reserve menterra’ invariata la sua politica di stimolo fiscale ancora per un po’ di tempo. Nessuna stretta monetaria e’ prevista e l’attenzione si rivolgera’ piuttosto sulle spiegazioni di tale decisione, con gli operatori che vorranno in particolare sapere se continuera’ con un programma di acquisto di titoli legati ai mutui del valore di $1.25 miliardi. La Fed ha gia’ acquistato i due terzi di quella cifra.

Nel frattempo i riflettori sono puntati su General Mills, i cui utili trimestrali ha battuto le attese degli analisti. La societa’ alimentare ha anche rivisto al rialzo le linee guida, citando le tante vendite registrate negli Stati Uniti e ai prezzi piu’ bassi a livello di commodity. I titoli fanno un balzo del 4%. Gli utili di AutoZone non sono invece riusciti a centrare le previsioni degli analisti, anche se di poco. Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare con titoli aggressivi in fase di continuazione del rialzo e difensivi in caso di volatilita’ e calo degli indici, basta accedere alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo ora: costa solo 79 centesimi al giorno, provalo.

Ford ha contribuito ad alimentare l’ottimismo degli investitori, dopo che il CEO Alan Mulally ha detto che il mercato automobilistico sta recuperando terreno, prevedendo un balzo delle vendite nei prossimi due anni. Se da un lato Mulally ha reso noto che il mercato statunitense “sembra in un buono stato di forma”, dall’altro la societa’ ha confessato di puntare soprattutto nella regione dell’Asia/Pacifico per dare una spinta decisiva al fatturato nel futuro. I titoli della casa automobilistica accelerano del 2%.

Areva SA, il maggiore produttore di reattori nucleari, ha ricevuto ben tre offerte di quasi 4 miliardi di euro ($5.9 miliardi) per la sua divisione di distribuzione e trasmissione. Secondo tre persone vicine alla vicenda, General Electric si sarebbe alleata con CVC Capital Partners Ltd. per presentare un’offerta, mentre Toshiba avrebbe presentato un’offerta separata. L’altra offerta congiunta e’ arrivata dalla francese Alstom SA, d’intesa con Schneider Electric. Avanza anche BlackRock dopo che gli analisti di Deutsche bank anno consigliato di comprare i titoli del money manager numero uno al mondo.

Ad infondere nuova fiducia nella ripresa dell’economia ha contribuito anche l’annuncio di Seagate Technology. Il produttore di hard disk ha annunciato infatti che il fatturato raggiungera’ la parte alta della forchetta dell’outlook. Ma non e’ la sola societa’ del comparto tecnologico ad avere espresso ottimismo sui risultati futuri. Xilinx ha rivisto al rialzo le previsioni sulle vendite nel trimestre di settembre. Intanto il produttore di palmari Palm ha stabilito il prezzo dell’offerta di titoli comuni a $16.25, che rappresenta uno sconto del 5% rispetto al prezzo di chiusura di martedi’. Le azioni accelerano dello 0.5%.

Sugli altri mercati, ancora debole il biglietto verde, in particolare contro la sterlina britannica, dopo che le minute della Banca d’Inghilterra non hanno fatto menzione di un taglio dei tassi da concedere alle banche commerciali per i soldi parcheggiati dall’istituto centrale, come invece si vociferava da un po’ di tempo.

Nel comparto energetico cede terreno il greggio. I futures con consegna ottobre arretrano di $0.35 a $71.41 al barile. Sul valutario, l’euro e’ sostanzialmente invariato nei confronti del dollaro a quota $1.4785. In ribasso l’oro, con i futures con scadenza dicembre che lasciano sul campo $1.20 a $1.014.30. In calo i prezzi dei Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 3.4900% dal 3.4560% di ieri.