MERCATI & TASSI: SI ALLENTA LA TENSIONE

14 Novembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato hanno registrato un lieve calo sul tratto a breve termine della curva. La sessione di ieri è stata caratterizzata da una certa volatilità sul mercato azionario che ha visto i listini passare diverse volte da positivo a negativo, per chiudere poi la sessione col segno più.

Sul monetario è continuato il calo dell’Euribor tre mesi, sceso ai minimi da luglio 2007, a segnalare una ripresa della fiducia negli scambi tra le banche. Sul fronte macro in mattinata è stato pubblicato il Pil preliminare del terzo trimestre della Francia che a sorpresa ha registrato un incremento dello 0,1% t/t dal -0,3%, portando il tendenziale in rialzo dello 0,6% dall’1,2%.

All’interno si è evidenziato un miglioramento dei consumi privati, mentre le esportazioni nette sono rimaste nulle. In linea con le attese invece il Pil spagnolo che ha registrato una contrazione dello 0,2% t/t. Intanto anche l’Ocse, come il Fmi, ha ridotto le stime di crescita per l’area Euro, stimando per il prossimo anno una contrazione dello 0,5% a fronte di una crescita dell’1,1% nel 2008.

Negli Usa l’indice S&P500 ha messo a segno un rialzo di quasi il 7% dopo aver tentato, fallendo, la rottura dei minimi di ottobre poco dopo la chiusura dei mercati europei. Tutti i principali settori hanno chiuso positivi, in particolare quelli legati all’energia, commodity e finanziari. I volumi sono stati notevoli, ed alla luce anche delle divergenze positive su alcuni indicatori tecnici, non si può escludere la possibilità di un breve periodo di rimbalzo della durata di alcuni giorni/settimane.

Fondamentale rimane la chiusura odierna sopra i recenti minimi. I tassi di mercato sono saliti in modo marcato come conseguenza del ritorno degli investitori sui listini azionari. Le vendite di obbligazioni si sono concentrate soprattutto sulla parte lunga della curva, comportando un aumento dello spread 2-10 anni da 248 a 261pb.

Ieri si è tenuta un’audizione con alcuni tra i principali gestori hedge (tra cui Soros) presso il Congresso. L’accoglienza non è stata glaciale come nei confronti di Fuld, il Ceo di Lehman. La maggior parte dei gestori concorda sul fatto che gli hedge fund dovrebbero essere soggetti ad una maggiore trasparenza, sebbene abbiano avvertito che bisogna evitare un’eccessiva regolamentazione. Hanno però negato che gli hedge fund siano stati il fulcro della crisi.

Sul fronte macro, è stato pubblicato il dato relativo alla bilancia commerciale di settembre che, sebbene abbia evidenziato una riduzione del deficit in termini nominali, in termini reali ha visto il deficit aumentare. Oggi sono attesi gli importanti dati relativi alle vendite al dettaglio di ottobre che dovrebbero evidenziare una marcata contrazione dei consumi. Attesa anche la fiducia dei consumatori calcolata dall’università del Michigan che dovrebbe confermarsi su livelli molto bassi. Per oggi sul decennale le resistenze si collocano al 3,92% e 3,98%. Segnaliamo infine che i leader del G20 stanno arrivando a Washington in vista del summit del week end.

Valute: il rimbalzo delle borse ha causato un deprezzamento del Dollaro vs Euro, con il cross giunto in prossimità dell’area di resistenza 1,2850. Il supporto più vicino si colloca a 1,2390. Su un’ottica superiore a quella giornaliera, il livello da monitorare è 1,30, al di sopra della quale si aprirebbe uno scenario d’inversione di breve periodo. Come al solito in un contesto di forti rialzi azionari tornano le vendite sullo Yen. Verso Euro la resistenza odierna si colloca a 126. La successiva passa da 128,43, mentre il supporto è piuttosto lontano a 117,70 circa.

Materie prime: in rialzo il greggio Wti in linea con il rimbalzo delle borse e grazie a dati sulle scorte Usa contrastati. Il rialzo potrebbe anche essere stato favorito dalla notizia secondo la quale l’Opec sta pensando di incontrarsi nuovamente il 29 novembre per discutere della possibilità di un nuovo taglio della produzione. Positivi i metalli industriali guidati dal nichel (+9,1%). Ancora deboli i metalli preziosi, in particolare l’argento (-7,2%). Positivi gli agricoli ad eccezione di zucchero (-1,6%) e caffè (-1,2%).

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