MERCATI USA: TUTTI I NUMERI DEL TRIMESTRE NERO

2 Aprile 2001, di Redazione Wall Street Italia

Peggio di cosi’ non poteva andare. Il primo trimestre del 2001 e’ stato uno dei periodi piu’ neri dalla nascita per Wall Street, addirittura il peggiore primo trimestre di tutti i tempi per il Nasdaq.

L’indice Nasdaq Composite ha terminato i primi tre mesi dell’anno con una flessione del 25,51% rispetto al dicembre scorso, chiudendo a quota 1.840,26 e ritornando cosi’ ai livelli del novembre 1998.

Una performance negativa che batte anche quella del primo trimestre del 1982, anno coinciso con una recessione per l’economia USA.

Al Nasdaq era andata comunque peggiore nel quarto trimestre del 2000, chiuso con un calo complessivo del 33%.

I primi tre mesi dell’anno non sono andati meglio per il Dow Jones, finito addirittura nel ‘mercato orso’, nella giornata del 22 marzo, per poi chiudere il trimestre vicino a quota 9.900 punti.

L’indice delle trenta blue chip ha perso tra gennaio e marzo l’8,2%. Per trovare un trimestre peggiore per il Dow bisogna tornare al 1978.

Tra le blue chip piu’ colpite, quelle del settore finanziario, con il titolo Citigroup (C – Nyse), che lascia sul campo quasi il 12% e il titolo American Express (AXP – Nyse), che perde nel trimestre quasi il 25%.

I ribassi non hanno risparmiato nemmeno i titoli del mercato allargato.

L’S&P 500, l’indice delle prime 500 societa’ per capitalizzazione quotate a Wall Street, ha chiuso il trimestre con un calo del 12,11%.

In calo anche il Russell 2000. L’indice che riunisce 2000 ‘small cap’ (societa’ a bassa capitalizzazione) quotato sulle borse USA ha terminato il primo trimestre in ribasso del 6,82%.

Il quadro negativo che emerge osservando le performance degli indici nasconde pero’ alcune buone prestazioni messe a segno in alcuni settori specifici e da alcuni singoli titoli.

Ad esempio, una blue chip dell’high tech come Microsoft (MSFT – Nasdaq), compresa sia nel Dow Jones che nel Nasdaq 100, ha guadagnato il 26% nei primi tre mesi del 2001.

In rialzo anche il colosso dei personal computer International Business Machines (IBM – Nyse), che termina il trimestre con un guadagno del 13,15%.

Tra i settori che hanno avuto una performance positiva tra gennaio e febbraio spicca quello dei giocattoli, i cui titoli sono cresciuti del 26,33%, quello dei prodotti per la casa, in rialzo del 16,31% e il comparto de titoli ferroviari, che termina i primi tre mesi dell’anno in rialzo del 15,29%.

Notizie confortanti emergono anche da un panoramica piu’ accurata di quanto sucesso sul tabellone elettronico nel primo trimestre.

Se si considera il Nasdaq nella sua interezza, emerge che, in media, i titoli high tech sono in calo solo dello 0,59%. Il problema per il tabellone eletronico e’ che sono in calo soprattutto blue chip del calibro di Yahoo, Cisco, Oracle, Sun: titoli che hanno un peso maggiore all’interno degli indici.

In particolare, Cisco Systems (CSCO – Nasdaq), uno dei titoli su cui si concentra la maggior parte dei volumi trattati sul Nasdaq, ha terminato il trimestre con un calo del 61,43%, fissando il nuovo minimo degli ultimi 12 mesi a quota $15.

Male anche Yahoo (YHOO – Nasdaq) che termina il trimestre in flessione del 47,6% , Oracle (ORCL – Nasdaq) in calo del 44,86%, JDS Uniphase (JDSU – Nasdaq) che perde il 55,78% e Sun Microsystems (SUNW – Nasdaq) che finisce il trimestre in calo del 44,86%.

Tra i settori che hanno registrato le peggiori performance spicca quello delle infrastrutture per le telecomunicazioni, i cui titoli hanno chiuso il trimestre con un calo del 47,19%. Male anche i titoli legati alle biotecnologie, che finiscono con una flessione del 28,69%.