MERCATI USA: STRATEGIST IN DISACCORDO

25 Aprile 2001, di Redazione Wall Street Italia

Gli esperti del mercato non riescono a trovare un’opinione concorde. Spesso persino all’interno della stessa banca d’affari si trovano posizioni contrastanti rispetto al futuro del mercato azionario.

E’ il caso, ad esempio di Morgan Stanley Dean Witter: il capo delle strategie d’investimento Byron Wien, martedi’, ha messo in guardia contro un ulteriore calo delle valutazioni, mentre in un altro rapporto, lo strategist globale Jay Pelosky ha puntato al rialzo del mercato.

Tra le due opposte visioni si collocano quelle di Barton Biggs, capo della strategia globale, e quelle di Peter Canelo, analista dell’investimento per gli Stati Uniti.

Wien, noto ‘orso’ insieme a Biggs, ritiene che il ribasso del mercato non sia durato abbastanza.

“Il mercato si e’ ripreso molto velocemente – ha commentato riferendosi al recente rally – quindi penso che avremo di nuovo cattive notizie”. Wien raccomanda di vendere durante il rally invece che di rimanervi intrappolati.

Pelosky suggerisce di aumentare le posizioni ad ogni ribasso, in particolare nei titoli finanziari, tecnologici e delle telecomunicazioni che “hanno gia’ tenuto conto di quasi tutte le cattive notizie del 2001”.

Canelo e’ ottimista, “il mercato ha iniziato una ripresa che potrebbe durare fino alla seconda meta’ dell’anno – grazie anche al rallentamento delle revisioni sugli utili aziendali – una precondizione al mantenimento del rally”.

Tra i titoli preferiti da Canelo, quelli della vecchia economia. Gli high-tech, sebbene destinati ad aumentare ulteriormente, potrebbero tornare a calare un po’. La tecnologia, pero’ dovrebbe essere investita da un nuovo rally all’inizio dell’anno prossimo.

Biggs crede invece che il Nasdaq possa aggiungere altri 500 punti, ma che non e’ escluso che in seguito il mercato cali. “Il Nasdaq e’ destinato a scendere perche’ i fondamentali dell’high-tech rimangono ‘orribili’ e le valutazioni sono ancora impazzite”, ha commentato Biggs.

Le opinioni discordanti sembrano pero’ essere un segno dei tempi.

“Tutti vogliono credere che le vendite siano terminate – ha commentato Terrance Odean, professore di finanza all’universita’ della California – e cercano segnali positivi che al momento sono limitati”.

L’unico punto d’incontro tra gli esperti del mercato sembra essere il fondo toccato il 24 marzo dal Nasdaq a quota 1638,80. I titoli azionari potrebbero tornare a scendere, ma non dovrebbero andare al di sotto di quel livello.