MERCATI USA: L’ORSO PUO’ DIMEZZARE LE VALUTAZIONI

14 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Il mercato sta attraversando un periodo particolarmente difficile, ma potrebbe ancora peggiorare.

Il Wall Street Jornal riporta che Fred Hickey – un analista indipendente che si e’ creato un ampio seguito pubblicando una ‘newsletter’ sugli high-tech – prevede tempi duri, con il Dow Jones Industrial Average a 5.000, il Nasdaq Composite sotto quota 1.000 e lo Standard & Poor’s 500 a 600, circa la meta’ delle quotazioni correnti.

Molti operatori di Wall Street credono che il mercato abbia quasi toccato il fondo, ma Hickey, basandosi sui livelli storici del multiplo prezzo/utili, la media ponderata dei P/E di tutti i titoli scambiati sul Nasdaq Composite, sottolinea che un Nasdaq a 1.000 punti significherebbe un multiplo P/E di circa 40.

Questo rappresenterebbe un livello in linea con il P/E di 50 registrato mediamente, che Birinyi Associates ha calcolato dal 1985. Attualmente – secondo Birinyi Associates – il P/E e’ di circa 150.

Il Dow a 5.000 verrebbe trattato a un multiplo di circa 10,5 volte gli utili, in linea con i livelli del passato e a quasi la meta’ di quelli attuali.

“Nessuno sa se vi sara’ un periodo di depressione – ha commentato Hickey – Ma sono certo che ci stiamo avviando verso una recessione”.

Secondo Hichey, non si tratterebbe nemmeno di una recessione a ‘V’, ossia con una rapida discesa e un’altrettanto veloce ripresa.

“E’ possibile una ripresa immediata con una correzione delle scorte, ma in questo caso abbiamo avuto un’ampia distruzione di ricchezza sul mercato e un declino economico a livello mondiale”, ha continuato l’analista.

I pronostici di Hickey si sono spesso rivelati fondati, soprattutto quelli riguardo la saturazione dell’industria dei computer.

Il suo consiglio agli investitori e’ quello di abbandonare il mercato, specialmente il Dow che ha ancora parecchio da perdere, ma di non cercare di vendere quando si raggiungera’ il fondo perche’ allora il mercato potrebbe essere nel panico.

E’ pero’ troppo presto per cercare di fare affari. Gli investitori dovrebbero mantenere piu’ liquidita’ – “meglio il +5% di un fondo che investe sul mercato monetario piuttosto che un fondo azionario che potrebbe perdere il 50%”, ha sottolineato Hickey.

“Personalmente non ho denaro sul mercato. E’ troppo sopravvalutato”.

Nel caso di Micron Technology (MU – Nyse), ad esempio, il prezzo corrente e’ pari a quattro volte le vendite previste per l’anno, mentre durante la crisi del settore tecnologico del 1995 e 1996 veniva scambiato a meno di una volta le vendite; Applied Materials (AMAT – Nasadq) che e’ venduto a circa 4,5 volte le vendite di quest’anno, dovrebbe pertanto perdere 2/3 del valore attuale.

Persino General Electric (GE – Nyse) viene scambiata a 6,5 volte le vendite dell’anno scorso contro il doppio delle vendite del 1995 e lo stesso livello delle vendite tra il 1990 e il 1991, quando l’economia ha avuto una battuta d’arresto.

In buona posizione, invece, si troverebbe Boeing (BA – Nyse) che viene scambiata a circa il livello delle vendite, molto prossima alla valutazione del 1995 e del 1990-91.

Hickey suggerisce di tornare ad acquistare solo quando le valutazioni torneranno a livelli normali, con il Dow a multipli di 12-13 volte e il Nasdaq al di sotto di quota 1.000.

Un ulteriore segnale che il peggio e’ passato sara’ poi la capitolazione dei piccoli investitori che portera’ a una vendita in massa.

Da evitare, invece, i rally del mercato che potrebbero essere solo l’anticipazione di ulteriori cali. Dopo il crollo del 1929, infatti, si sono verificati almeno 7-8 rally prima che il mercato raggiungesse il fondo.