MERCATI USA: IDENTIFICARE I SEGNALI PER LA RIPRESA

26 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Gli operatori del mercato sono certi che ci siano chiari segnali che indicano quando il mercato ha raggiunto il fondo. Il problema, secondo il Wall Street Journal, e’ che il calo di diversi mercati termina in modi diversi.

“I segnali non sono sempre coerenti – ha commentato Sam Burns della societa’ di ricerche Ned Davis Research – si deve scoprire quali segnali si riferiscono al mercato corrente”.

Nel 1987, ad esempio, il calo del mercato e’ terminato con il crollo del 22,6% del Dow Industrial, dopodiche’ la situazione e’ migliorata.

Nel 1974, 1982 e 1990, invece, non si e’ verificata la capitolazione di massa: gradualmente le vendite sono terminate e i titoli hanno ripreso a risalire.

Steve Leuthold della societa’ di gestione Leuthold Group suggerisce di dividere i mercati ‘orsi’ in due gruppi, quelli che sono causati da un rallentamento economico e quelli che occorrono in altri momenti.

“Si assiste a un crollo a ‘V’ – rapida discesa e altrettanto rapida ripresa – di solito quando il mercato orso non e’ legato alla recessione, come nel caso del 1987 e 1998”, ha commentato Leuthold, “ma se si entra in recessione – come temo nel nostro caso – allora ci vuole piu’ tempo per raggiungere il fondo e per riprendersi”.

Per essere certi che si sia in vicinanza del fondo in questi casi gli analisti suggeriscono di esaminare i livelli del rapporto prezzi/utili dei maggiori indici e il numero di mesi trascorsi dall’inizio del rallentamento economico e di tenere poi conto del fatto che i maggiori indici tendono a rimbalzare e a scendere nuovamente dopo aver toccato il fondo.

Secondo queste misure il processo dovrebbe essere iniziato e Leuthold anticipa che sebbene il mercato avesse gia’ raggiunto i minimi, ci vorranno settimane o mesi prima che i titoli inizino un vero e proprio rally.

Secondo gli analisti il fatto che le vendite si siano estese alle blue chip – il Dow Industrial ha perso la scorsa settimana il 3,2% del valore – indicherebbe una volta di piu’ che la fine delle vendite e’ vicina.

Un modo per calcolare se la scorsa settimana si sia raggiunto il fondo e’ la considerazione, secondo Leuthold, che i titoli azionari tendono a toccare i minimi nel mezzo del rallentamento economico.

Calcolando che l’economia ha iniziato a rallentare lo scorso dicembre e che dalla Seconda Guerra Mondiale le recessioni sono durate mediamente 11 mesi, il mercato azionario potrebbe iniziare a riprendersi a maggio o giugno.

Le valutazioni, poi, danno un altro strumento per analizzare lo stato del mercato. In periodi di grave situazione economica i maggiori indici sono scesi a livelli di 7-8 volte gli utili annui dei loro titoli, ma in periodi di rallentamento economico meno grave sono stati scambiati a 15 volte gli utili.

Lo Standard & Poor 500 e’ a circa 22 volte gli utili, ma un gruppo piu’ ampio di 3000 titoli seguiti da Leuthold sono scambiati a sole 14 volte gli utili. Il gestore pensa quindi che si sia vicino al fondo.

Thomas McManus di Banc of America Securities preferisce seguire la fiducia degli investitori; l’indicatore Market Vane – che misura i consigli finanziari dati dai professionisti – mostra che solo il 19% degli operatori e’ rialzista sui future dello S&P 500. A questo punto, quindi, i titoli possono iniziare a riprendersi in quanto le vendite dovrebbero essere gia’ concluse.

Un altro ottimista e’ Robert Morris del gruppo di gestione fondi Lord Abbett.
Ha infatti notato che in passato i titoli azionari hanno guadagnato il 25% nei 12 mesi seguenti il terzo taglio consecutivo dei tassi da parte della Fed.
Secondo i suoi studi lo S&P 500 e il Dow Industrial sono cosi’ sottovalutati ora che potrebbero salire del 25% entro il prossimo anno.