MERCATI USA: I GESTORI DEI FONDI SONO OTTIMISTI

21 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Il mercato e’ rimasto deluso dall’intervento monetario della Federal Reserve, ma i gestori di dei fondi comuni d’investimento pensano che il peggio sia passato.

Il miglioramento e’ previsto per la seconda parte dell’anno, ma alcuni temono che l’indebolimento dell’economia impedira’ la ripresa del mercato ancora per parecchi mesi.

Un elemento positivo, pero’, e’ il fatto che la Federal Reserve ha tagliato i tassi ben tre volte quest’anno, riducendoli dal 6,5% al 5%.

Di solito, quando la Banca centrale allenta il credito i mercati reagiscono con un rally. Michael Strauss, economista di Commonfund – un fondo da $26 miliardi – ha notato che dal 1920 la Fed e’ intervenuta con 3 tagli consecutivi 13 volte e in 12 casi entro un anno il mercato e’ salito mediamente di oltre il 20%.

L’unica eccezione si e’ verificata nel 1930 dopo il crollo del mercato dell’ottobre 1929.
“I problemi economici del Paese erano cosi’ profondi – ha commentato Strauss – che nemmeno l’intervento Fed ha funzionato”.

Il gestore ha sottolineato pero’ che il rapporto scorte-vendite a 1,37 e’ ancora a livelli troppo alti ed e’ in aumento, il che significa che le scorte continueranno ad accumularsi e a rallentare l’economia, secondo lui per altri sei mesi.

Poiche’, pero’ il mercato azionario anticipa cambiamenti economici tra quattro-sei mesi, si potra’ toccare il fondo prima del previsto.

Anche Fritz Meyer che gestisce i $129 milioni del fondo Invesco Growth & Income spera in una ripresa.

“Non c’e alcuna ragione per cui il mercato non risalga per la fine dell’anno – ha commentato – 1500 per lo S&P 500, pari a una crescita del 28% sulla chiusura di lunedi’, e’ un livello raggiungibile”.

Meyer, infatti, sottolinea come i dati su spesa la consumo – vendite di auto e case – reddito personale e occupazione siano rimasti forti e come l’economia abbia prodotto a febbraio 135000 nuovi posti di lavoro.

Maureen Allyn, capo economista di Zurich Scudder Investments, e’ meno ottimista e suggerisce che le valutazioni -soprattutto per i titoli high-tech – sebbene ora siano piu’ realistiche rispetto ai livelli massimi del mercato, dovranno scendere ulteriormente.

“Secondo noi la rivoluzione tecnologica e’ enorme e offrira’ opportunita’ per i prossimi decenni, ma cio’ non significa che le si debba pagare un occhio”, ha commentato Allyn.

L’economista sottolinea anche che gli investitori debbano guardare in modo piu’ realistico alla crescita a lungo temine degli utili aziendali; la media per la societa’ americane e’ del 7%, ma la maggior parte degli investitori sperava l’anno scorso nel 15%-16%.

“I tagli ai tassi operati martedi’ dalla Federal Reserve erano indispensabili – ha commentato Allyn – aiuteranno l’economia e in seguito anche il mercato azionario. Ma non si puo’ dire che i titoli siano a buon mercato o che abbiano toccato il fondo”.