Mercati, Ubs: “Allacciate le cinture”

12 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – L’azionario Usa è nei guai. Dopo aver avvertito a inizio settimana del rischio di un crash delle Borse della prima economia mondiale e aver consigliato di accumulare oro, Ubs si spinge ancora più oltre, indicando la possibilità di “balzi record” della volatilità.

Succederà se una serie di soglie tecnico-psicologiche verranno oltrepassati. Il bottom toccato dall’azionario a settembre è un livello di un’importanza fondamentale per molti mercati. In Europa il minimo di settembre rappresenta il limite al ribasso della fase rialzista iniziata nel 2009.

Nell’indice mondiale MSCI o nel paniere Russell-2000 americano si sta formando una neckline di una figura testa e spalle enorme che si protrae appunto dal 2009, inizio della fase rialzista anche per l’azionario globale e americano.

Quanto all’indice allargato, l’S&P 500 si trova “in un doppio bottom ovvio” da percepire, che rischia di essere bucato. In quel caso verrebbe violata al ribasso anche la media mobile a 32 mesi.

Dal punto di vista tecnico, tale media mobile ha storicamente fornito segnali importanti sulla direzione che il mercato Usa avrebbe preso e in particolare ha individuato la fine di un mercato toro.

Il crollo del 1987, ad esempio, è stato semplicemente un ritracciamento con coseguente inversione di rotta della media mobile. Le rotture del 2001 e del 2008 della media mobile a 32 mesi non hanno fatto che confermare l’avvio di una vera fase ribassista.

Ora bisognerà capire quando scatterà il segnale sull’S&P 500, in modo tale da poter anticipare il resto del mercato: una violazione dei minimi di fine settembre in area 1.867 punti sarebbe la conferma definitiva che il mercato americano è entrato in una vera fase orso e in questo caso la raccomandazione degli analisti della banca svizzera è quella di “allacciare le cinture di sicurezza”.

In questo contesto, “non saremmo sorpresi di vedere balzi record della volatilità nei prossimi 12-17 mesi”. Un modo per guadagnare soldi in Borsa con un simile fenomeno è quello di andare lunghi sulla volatilità nei prossimi 12-15 mesi.

In particolare se confrontata con la volatilità nel mercato dei bond ad alto rendimento, in piena crisi, quella relativa alle Borse scambia su valori troppo bassi. Come si vede bene nel grafico sotto riportato, nel periodo agosto-settembre 2015 e da gennaio 2016 la discrepanza tra il rischio creditizio nel mercato obbligazionario high yield e “l’indice della paura” del Vix (azionario) è stata tale da non essere giustificabile ed essere difficilmente inspiegabile.