Mercati superano prova stress test. Attenzione ora alle prossime sfide

27 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

I mercati hanno risposto, come pensavamo, in maniera molto buona dopo i risultati degli stress test condotti in Europa. Le borse europee ed americane hanno chiuso in territorio positivo e l’euro è stato comprato fino a raggiungere di nuovo la quota di 1.3000 (si veda la sezione di analisi tecnica per i punti tecnici).

Dopo i test condotti dapprima negli Stati Uniti e poi in Europa, adesso è l’ora della Cina. Pechino infatti andrà a mettere sotto esame le proprie società fiduciarie con lo scopo di verificare se esse sarebbero in grado di sopportare un eventuale scoppio di una bolla immobiliare.

C’è chi sostiene che tutti questi esami siano soltanto una farsa per dipingere un settore bancario più in salute e più rassicurante di quello che in realtà è, c’è chi invece crede che essi siano un po’ più veritieri… Fatto sta che, alla fine, è sempre il mercato ad avere ragione e, farsa o non farsa, un’iniezione di fiducia sembra sia stata data.

Un altro fatto a cui guardare con attenzione è la discesa dei rendimenti dei T-Bond a 2 e 10 anni. Per la prima volta in cinquant’anni abbiamo assistito, in una fase di ripresa economica, ad acquisti così ingenti di Treasury tali da far scendere i rendimenti del 2 anni ai minimi e quelli del 10 anni sotto il 3%.

Tutto questo, unito al gigantesco deficit americano, ci fa tirare un po’’ il fiato, anche se il livello di attenzione deve rimanere alto in quanto tali movimenti potrebbero essere il risultato di spostamenti di capitali dall’Europa agli Usa, in conseguenza ai timori per le sorti di alcuni Stati Europei.

Come abbiamo detto ieri, questa sarà una settimana molto importante per quanto riguarda i dati macroeconomici in uscita, dati sempre più guardati dagli analisti che cercano disperatamente di chiarirsi gli orizzonti temporali di medio periodo in quanto adesso brancolano ancora nel buio.

E’ comprensibile, troppa incertezza di fondo non aiuta di certo a diradare questa nebbia e tutto quello che ci rimane da fare è fare trading intragiornaliero, utilizzando i principi di analisi tecnica che hanno sempre funzionato su questo mercato e ci stanno dando, giorno dopo giorno, conferma di tale validità.

EurUsd – grafico 60 min

Spostiamo dunque la nostra attenzione all’eurodollaro, molto vicino al punto obiettivo delle ultime due settimane di trading. Il massimo di 1.3030 è distante infatti solamente una manciata di punti e data l’impostazione grafica del cambio sembra che possa essere superato a breve, portando il cambio così a raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi, per il momento corrispondenti a 1.3120 e 1.3508, rispettivamente il 31.8% e 50% di ritracciamento di Fibonacci del movimento di discesa compiuto dal cambio fra dicembre e maggio scorsi, fra 1.5140 e 1.1880.

Vediamo ora il cambio UsdJpy, in una situazione di lateralità molto evidente e racchiuso all’interno del canale delimitato dal supporto di 86.30 e dalla resistenza di 87.60.

I prezzi in questo momento si trovano equidistanti fra uno e l’altro livello per cui possiamo suggerire di sfruttare strategie di breakout alla rottura di uno dei due livelli, anche se, come sosteniamo da alcuni giorni, propendiamo per il superamento del supporto per il completamento del movimento ribassista sino a giungere all’oramai famoso 84.90.

Il cambio EurJpy si trova molto vicino, come d’altronde si trovava ieri mattina, al livello di resistenza più importante delle ultime settimane 113.30. Ieri il livello ha funzionato ancora da barriera portando ad un indebolimento dei prezzi di 100 punti in poche ore. L’idea di fondo è che questo non possa continuare a resistere all’infinito, per cui aspettiamo una rottura rialzista.

Alla fine è giunto a 1.55 il cable. La rottura non è ancora avvenuta ma da come è impostato graficamente nel breve appare solamente una questione di tempo. Eventuali obiettivi successivi si trovano a 1.5750, mentre il supporto dinamico, creato dalla linea di tendenza che delimita la risalita da maggio, nelle prossime ore gravita intorno a 1.5300.

La singolare situazione in cui si trova il cambio GbpJpy dura oltre ogni aspettativa. Ieri abbiamo avuto un nuovo tentativo di rottura della resistenza a 135.90 con i prezzi che però si sono fermati qualche punto prima. Una rottura del cable potrebbe portare ad una definitiva risalita anche di GbpJpy che, in questo caso, avrebbe obiettivi ancora più ambiziosi: si trovano infatti poco al di sotto di 140.

Concludiamo con il cambio EurChf, dove notiamo come la risalita degli ultimi tre giorni (300 punti) abbia riportato i prezzi molto vicini al precedente massimo di 1.3670 e quindi al livello che ipotizziamo come trampolino di una inversione di breve, 1.3740.

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