Mercati: si va verso la chiusura posizioni long sull’oro

23 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Ultimo giorno di trading prima di Natale, giornata durante la quale sarà possibile assistere ad aumenti di volatilità, dettati dalla liquidità ridotta presente sui mercati, in caso di rottura dei punti tecnici più importanti.

Il livello più curato dagli investitori risulta essere al momento il 100 sul petrolio WTI, fortissimo livello psicologico che potrebbe innescare un giro di posizioni long da oro a petrolio nel momento in cui le borse dovessero marciare in territorio positivo.

Ci troviamo infatti in prossimità di una forte zona di resistenza sul metallo giallo, che potrebbe indurre gli investitori, come accaduto l’ultima volta in occasione del raggiungimento di 103.25, a chiudere le posizioni long oro e girarle sul WTI, per catturare la possibile rottura, che va così ad autorealizzarsi.

Dal fronte macro ci arrivano davvero poche novità e nessun dato rilasciato ieri è stato in grado di provocare una reazione sui mercati. Dall’America ci arriva la comunicazione del GDP, che su base annua ha fatto registrare un +1.8%, inferiore rispetto alle aspettative degli operatori che si attestavano a +2.00%, delle richieste di sussidi di disoccupazione, sotto le 400 mila unità (364k la rilevazione) ma ancora lontane da livelli accettabili e l’indice di fiducia dell’Università del Michigan, che ha battuto lievemente le aspettative, segnando 69.9 punti contro i 68 attesi.

Questo pomeriggio continueremo a ricevere pubblicazioni macro che potrebbero portare un po’ di volatilità di breve termine. Parliamo soprattutto degli ordini di beni durevoli, in attesa a +2.00% dopo il -0.5% dell’ultima volta, ma anche delle spese per consumi personali, rilasciate anch’esse alle 14.30 ora italiana.

Intanto dall’Italia arriva la notizia che la manovra Monti ha ottenuto la fiducia anche in Senato e dunque diventerà definitiva, fatto che al momento non ha portato particolari reazioni sui mercati, che continuano a muoversi in base al sentiment.

L’indice italiano, che ieri ha consolidato sopra i 15.000 punti, in caso di rottura a ribasso potrebbe estendere fino a 14.750, trascinando con sé anche le valute a più alto rendimento, mentre in caso di tenuta occorre assistere alla rottura di 15.100 prima di vedere accelerazioni verso i 15.300.

EurUsd

Per quanto riguarda l’EurUsd, stiamo assistendo ad una lieve diminuzione di volatilità, che sta facendo mantenere i prezzi all’interno di neanche una figura. I punti da tenere sotto osservazione risultano essere 1.3025 a ribasso e 1.3120 a rialzo. E’ possibile notare anche una linea dinamica di supporto, individuabile su un grafico orario, che passa appena sopra il supporto statico indicato, dato da una serie di minimi di prezzo, che potrebbe fare da punto di attrazione per le quotazioni.

Il UsdJpy ha continuato a rimanere sotto le zone di resistenza, mantenendosi al contempo in una decina di punti e sopra i supporti di breve in area 78.10. Possibilità di estensioni fino a 77.90 in caso di rottura a ribasso, mentre le aree di resistenza portebbero funzionare ancora.

Per quanto concerne EurJpy, ci troviamo nei pressi delle resistenze di breve su un grafico orario. 102.20 risulta essere infatti un livello toccato più volte dal mercato, livello che potrebbe resistere e farci assistere ad una discesa verso i supporti intorno a 101.75 che se rotti potrebbero portare a vedere i minimi a 101.50, mentre tutta l’area compresa tra 102.50 e 103.00 risulta essere una resistenza molto forte.

Molto precisa da un punto di vista tecnico la situazione del cable. Troviamo infatti un supporto perfetto a 1.5650 ed una resistenza a 1.5710. Per valutare rotture a ribasso è consigliabile valutare la possibilità che siano presenti degli stop di chi si mette lungo tra la figura tonda ed i minimi segnati dal mercato nella giornata di martedì, mentre a rialzo, solo la rottura della resistenza indicata potrebbe farci accelerare fino a 1.5760.

Per quanto concerne il UsdChf, stiamo assistendo ad una fase di accumulo sopra 0.9340, livello di breve termine per valutare possibili discese verso la figura. In caso di loro tenuta, il possibile livello di obiettivo passa per 0.9400, punto molto sentito dal mercato ultimamente in quanto più volte si è cercato di romperlo, senza mai farcela.

Abbastanza apatico il movimento di EurChf, che però ci regala dei livelli precisi all’interno dei quali fare trading e da valutare, come spesso accade, per eventuali rotture. Parliamo dei cinquanta punti compresi tra 1.2200 ed 1.2250. In caso di rottura, l’aumento di volatilità potrebbe essere davvero interessante, considerando il fatto che la liquidità sul mercato è ridotta a causa della vicinanza alle festività di fine anno, e potrebbe portare a rivedere i minimi, in caso di ribassi, mentre a 1.2300 inizialmente in caso di rottura all’insù.

Per quanto riguarda l’AudUsd, questa mattina stiamo assistendo ad un movimento di discesa abbastanza inconsueta che sta puntando ad attaccare 1.0150. Se venisse rotto questo livello, come sembra possa accadere, una discesa di 50 punti sembra abbastanza probabile, così come la possibilità di raggiungere 1.0050. Attenzione che, viste le correlazioni tra le diverse valute che seguiamo negli ultimi due mesi, un movimento così potrebbe essere anticipatore di storni (meno volatili) anche su euro, sterlina e canadese (contro dollaro).

Terminiamo con il UsdCad, che si mantiene sopra il supporto più importante di 1.0200. Se si rompe, un’accelerazione verso 1.0070 sembra scontata a causa dei grandi stop posizionati sotto questo livello, ma potrebbe rivelarsi una falsa rottura (da considerare attendibile se rompiamo anche i minimi del 9 dicembre). In caso di tenuta, possibile un recupero fino a 1.0275.

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