Mercati si riprendono dalla delusione post-Bce

2 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

A meta’ seduta il mercato azionario americano si conferma ben al di sopra della linea di parita’, con l’attenzione che e’ tutta concentrata sui nuovi sviluppi in Europa. Le borse del Vecchio Continente avanzano a passo spedito dopo lo sbandamento subito durante la conferenza stampa del presidente della Bce. Piazza Affari accelera di oltre due punti percentuali sul finale, trascinato da UniCredit, che guadagna circa il 3%.

Il Dow Jones avanza di 100 punti, guidato al rialzo da Bank of America, Home Depot (+3.2%) e Alcoa (+2.7%). L’indice allargato e il Nasdaq avanzano a loro volta. L’indice di volatilita’ Vix, considerata misura attendibile della paura che aleggia sui mercati, e’ sceso sotto quota 20.

Tra i settori principali, guadagnano terreno finanziari, industriali, energetici, mentre perdono quota le grandi catene di magazzino. Dopo aver preso un vantaggio sulle sei principali concorrenti, la valuta americana scivola dello 0.65%, mentre si riscontra una bella reazione dell’euro, ritornato sopra $1.32.

Il numero uno della banca centrale dell’eurozona, Jean-Claude Trichet, non ha dato un parere esplicito, ma nemmeno tanto tacito, sui piani di estensione del programma di acquisto di bond, definito temporaneo e diverso dalle misure di quantitative easing, in atto ad esempio in Usa per rilanciare la ripresa. La bance centrale e’ combattuta: non puo’ varare misure esagerate, rischiando che l’inflazione scoppi e mostrando di essere nel panico, e allo stesso tempo non puo’ permettersi di restare con le mani in mano.

Mantenuto lo status quo dell’1% sui tassi di interesse, come previsto. Da quel momento l’euro ha ritracciato, cosi’ come gli indici dei mercati, sulla scia di un “sell the news” dopo le speculazioni sulle eventuali nuove misure per contenere la crisi del debito. Ma poi i mercati si sono ripresi gradualmente.

A pesare era stata nel contesto la delusione per il mancato annuncio della Bce di nuove misure di quantitative easing. L’acquisto di bond e’ stato confermato, ma non e’ stato varato nessun piano di emergenza per contenere la crisi del debito sovrano. Il presidente della Bce ha confermato che prolunghera’ le misure di acquisto di asset fino ad aprile. L’andamento in Usa torna a coincidere con quello dell’euro, che e’ risalito sopra la linea di parita’ nei confronti del dollaro una volta digerite le parole di Trichet in conferenza stampa.

Trichet, numero uno della Banca Centrale Europea, ha affermato che i funzionari di politica monetaria dell’area continueranno a condurre operazioni di rifinanziamento finche’ sara’ necessario; almeno fino all’11 aprile 2001. L’inflazione rimarra’ sotto controllo, ma l’incertezza e’ molto elevata.

A New York il mercato tentera’ di estendere i guadagni visti ieri, seduta che si e’ chiusa con un bel rimbalzo dopo tre giornate no. Il pericolo di un contagio della crisi del debito sovrano non e’ dimenticato, ma messo temporaneamente da parte. Le menti degli investitori sono concentrate sui nuovi dati macro in arrivo in Usa, cosi’ come sull’esito dell’asta di bond spagnoli e sulla riunione di politica monetaria della Bce.

In un giorno di grandi speculazioni, in cui i trader sono tornati a prendere qualche rischio, il Dow Jones ha guadagnato il 2.3% ieri, registrando la sua prova giornaliera migliore dal primo settembre. Ad aiutare le blue chip sono stati i dati provenuti dalla Cina, dall’Europa e dagli Stati Uniti.

Anche oggi le cifre macro Usa sono nel complesso positive, con i due mercati messi peggio della catena economica del paese che hanno dato segnali di stabilizzazione. Bene le vendite di case con contratti in corso. Le richieste di sussidio di disoccupazione sono risultate piu’ alte del previsto nell’ultima settimana, penalizzaando in un primo momento l’andamento degli scambi sull’azionario. Ma la media mobile a quattro settimane – misura considerata la piu’ affidabile, soprattutte viste le tante revisioni al ribasso viste sinora nel 2010 – e’ scesa ai minimi da agosto 2008.

Intanto ieri la Camera Usa non ha approvato il prolungamento dei sussidi di disoccupazione, il che vorra’ dire che 2 milioni di americani rimarranno senza indennita’ a fine dicembre, mentre 800 mila si troveranno senza a Natale. Sempre sul fronte macro Usa ora il mercato aspetta i dati sulle vendite di case con contratti in corso di ottobre, alle 16 italiane, con l’indice che stando alle previsioni dovrebbe essere calato dell’1%.

All’interno della sfera societaria, le societa’ di vendite al dettaglio hanno riportato i ricavi messi a segno in novembre dai negozi aperti da almeno un anno. Le cifre pubblicate finora sono state positive, alimentate da un Black Friday che ha visto un numero di acquisti piu’ alto del previsto. Un esempio lo offrono i dati pubblicati da Costco Wholesale, che hanno battuto le attese: registrato un oprogresso del 9%, anziche’ del 6%.

Target ha annunciato un incremento del 5.5% del fatturato nei negozi aperti da almeno un anno, sopra le stime del 3.7%. Limited Brands, che gestisce Victoria’s Secret e Bath & Body Works, ha riportato un aumento del 10% (le stime erano per un +4%). Per Macy’s rialzo del 6.1% contro il 5% previsto. La catena di abbigliamento per adolescenti Abercrombie & Fitch, ha visto un progresso del 22% delle vendite di molto sopra il +6.8% stimato.

Il costruttore di case Toll Brothers ha registrato un profitto nell’ultimo trimestre, dopo la perdita di $111.4 milioni dell’analogo periodo 2009. Gli utili sono cresciuti a $50.5 milioni. In ambito di affari M&A, con un’operazione da $3.8 miliardi Pepsi ha comprato una quota del 66% nell’impresa russa di bibite Wimm-Bill-Dann.

In Europa, l’asta dei titoli di Sato spagnoli ha avuto un esito positivo, anche se i rendimenti si sono spinti in rialzo rispetto all’emissione precedente. L’euro ne ha tratto giovamento, per poi ritracciare in seguito alle parole di Trichet.

I risultati dell’asta spagnola hanno avuto effetti positivi sull’euro in un primo momento, che aveva puntato verso quota 1,32, fino a 1,3190. Nel dettaglio la Spagna ha collocato 2,468 miliardi di euro di titoli di stato con scadenza triennale, con rendimenti in rialzo e riscontrando una buona domanda da parte del mercato. Il rendimento medio è salito al 3,717%, contro il 2,527% dello scorso 7 ottobre, e la domanda è stata di 5,599 miliardi di euro, pari a 2,27 volte l’offerta.

Tutti i mercati hanno tirato così un sospiro di sollievo. La tensione ha continuato ad allentarsi anche sul mercato dei titoli di stato italiani, visto che il divario di rendimento tra i Btp italiani a 10 anni e i bund equivalenti della Germania è sceso oggi fino a 165 punti base: ciò significa che che per trovare acquirenti sul mercato i Btp devono offrite 1,65 punti percentuali di rendimento in più rispetto ai tedeschi. Si tratta di un differenziale decisamente più contenuto di quei 210 punti base toccati martedì scorso, un nuovo record dall’introduzione dell’euro.

L’indice EuroStoxx50 termina gli scambi in progresso di oltre il 2%, in linea con l’andamento positivo del resto d’Europa e con Wall Street che al momento vede gli indici guadagnare circa l’1%. Tra i settori, corre l’auto, bene anche il bancario e le risorse di base. A livello di singoli titoli, l’irlandese Crh
balza del 7%, denaro su Santander, BBVA e SocGen. In calo Bayer e Deutsche Tlk.

Tutte queste notizie hanno rinfrancato i mercati azionari europei, anche se la situazione rimane preoccupante, come ha detto quest’oggi lo stesso numero uno dell’Fmi, riferendosi alla crisi dei debiti in Europa, che a suo avviso rimane forte, e come risulta anche dall’ultimo articolo del Wall Street Journal, secondo cui alcuni Italia, Spagna e Portogallo “hanno fatto pressioni, in privato, per un intervento forte e deciso da parte della banca centrale”.

A proposito dell’Italia, , l’agenzia di rating S&P ha affermato anche che se l’instabilità politica del paese dovesse impedire il rientro del deficit entro i tempi stabiliti, potrebbero essere messi sotto pressione i rating a lungo e breve termine.

Tornando a Piazza Affari, protagoniste comunque ancora le banche e in particolare Unicredit, dopo che oggi l’Ad del gruppo, Federico Ghizzoni, ha ribadito l’intenzione di crescere ancora in quest’area con l’apertura di 900 filiali. Gli acquisti sui finanziari si erano sgonfiati a meta’ seduta.

L’indice FtseMib archivia le contrattazioni in buon progresso, proseguendo nel trend rialzista iniziato ieri. Luxottica e Saipem fanno registrare i maggiori rialzi (sopra il 4%), con la seconda che ha sfruttato la decisione di Goldman Sachs di alzarne il target price a 43,6 euro con rating Buy. In rialzo Fiat
nonostante i risultati delle immatricolazioni in Italia diffusi ieri. Prosegue il buon momento per Telecom, mentre Geox ritraccia.

I volumi in Usa sono per ora in media (NYSE 445 milioni, Nasdaq 920 milioni di titoli passati di mano), con i titoli in rialzo che sono in numero maggiore rispetto a quelli in ribasso (2008/907 sul NYSE, 1473/1074 sul Nasdaq) e con i nuovi massimi che si confrontano con i nuovi minimi in rapporto di 248 a 6 sul NYSE e 174 a 20 sul Nasdaq.

Tra i settori, si distinguono in rialzo: Home Construction-ITB +4.1%, Palladium-PALL +3.9%, South Africa-EZA +3.6%, Cotton-BAL +3.5%, Banks-KBE +3.4%, Copper Holders-COPX +3.0%, Home Builders-XHB +3.0%, Australia-EWA +2.7%, Italy-EWI +2.5%, Austria-EWO, Spain-EWP, Indonesia-IDX, India-INP +2.4%. In ribasso: Volatility-VXX -6.5%, USD-UUP -0.6%, Sugar-SGG -0.3%, Utilities-XLU -0.1%, Pound-FXB -0.1%.