Mercati: si allenta la tensione, in calo i CDS Italia e gli spread col bund

1 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Netta riduzione degli spread dei titoli di stato dei Paesi ‘periferici’ dell’eurozona, dopo i massimi di ieri: per l’Italia, il premio di rendimento dei titoli decennali rispetto al bund tedesco e’ tornato sotto i 180 punti (a 179) dal record di 210 punti. Per la Spagna, il differenziale di rendimento dei bond decennali con il bund si e’ ridotto a 254 punti dal picco di 310 e quello del Portogallo a 390 punti dal record toccato, sempre ieri, a quota 458.

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PORTOGALLO, BENE DOMANDA BOND MA TASSO SALE 5,28% – Il Portogallo ha collocato sul mercato titoli di stato a un anno per 500 milioni di euro. La domanda ha superato di 2,5 volte l’offerta, ma Lisbona ha dovuto offrire rendimenti più elevati: il tasso medio è salito al 5,281%, in deciso rialzo rispetto al 4,813% offerto nella precedente asta del 17 novembre scorso, quando la domanda fu superiore di 1,8 volte l’offerta. Il risultato era molto atteso dal mercato dopo che l’agenzia Standard & Poor’s – nella tarda serata di ieri – ha messo sotto osservazione il rating del Portogallo (attualmente ad ‘A-‘) con “implicazioni negative”.

BCE, STABILITÀ EUROZONA NON È A RISCHIO – L’allarme contagio in Europa resta alto. L’agenzia Standard & Poor’s mette sotto osservazione il rating del Portogallo con “implicazioni negative” sulla scia dei timori che il piano d’austerity annunciato non sia in qualche modo sufficiente: “le politiche perseguite dal governo hanno fatto poco per aumentare la flessibilità del lavoro e la produttività”. Il primo ministro portoghese José Socrates ribadisce ancora una volta che Lisbona non ha bisogno di aiuto mentre la Bce fa pressing sul Portogallo per accettare un salvataggio. Gli spread sui titoli di stato di Portogallo, Spagna, Italia schizzano a nuovi record, così come quelli di Belgio e Germania. Jean Claude-Trichet, presidente dell’Eurotower, cerca di rassicurare: “Non c’é alcun rischio per la stabilità finanziaria dell’eurozona”.

Ma l’euro prosegue sulla via della discesa e i mercati restano sotto pressione: i listini europei e Wall Street chiudono nuovamente in calo, con il Dow Jones che archivia novembre in rosso. E’ la prima volta da agosto che l’indice chiude un mese con un bilancio negativo. A confermare i timori sullo stato di salute e sulle prospettive di Eurolandia è l’aumento dei costi di finanziamento per le aziende europee: per Lottomatica – riporta il Financial Times – sono balzati al 5,61% dal 5,49% registrato all’emissione giovedì scorso. “Che dai mercati possa arrivare un affondo sull’euro cercando di coinvolgere nel contagio Irlanda paesi più solidi, come Spagna e Portogallo e forse anche l’Italia, è una preoccupazione forte”, osserva il sottosegretario al presidenza del Consiglio Gianni Letta. Gli spread sui titoli italiani è volato a 210 punti base.

Il Financial Times ritiene che “le speculazioni dei mercati e le incertezze politiche sul futuro della coalizione al governo di Silvio Berlusconi stanno alimentando i timori di contagio”. Ma gli analisti minimizzano: i premi di rendimento record non riflettono che in minima parte i timori per la tenuta della coalizione di governo. “I rischi di contagio restano elevati e gli investitori non vogliono esporsi” spiegano gli analisti. Un’avversione al rischio – aggiungono – legata anche il fatto che “la crisi dell’euro-area inizia ora a colpire i costi di finanziamento di aziende e banche”.

La strigliata e le rassicurazioni di Trichet non spazzano via i timori per un possibile effetto domino, anche a causa di una speculazione che monta nei confronti delle economie periferiche. La stabilita della zona euro non è a rischio: “In questo momento c’é un problema, ma non è grave” spiega mettendo in evidenza come i due Paesi finora più colpiti dalle turbolenze finanziarie – la Grecia e l’Irlanda – siano “solventi”, dunque assolutamente non a rischio default. Questo anche grazie al sostegno ricevuto: “ora si tratta di portare a termine senza indugi i programmi convenuti”. Per Trichet il nervosismo persistente sui mercati si spiega solo col fatto che questi “stanno sottovalutando la determinazione dei governi nello stabilizzare i propri bilanci”. Il numero due del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), John Lipsky, rincara la dose: pensare che l’euro sia in pericolo “é del tutto esagerato”.

BERNANKE, DISOCCUPAZIONE ALTA PREOCCUPA, PESA SU RIPRESA – Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è elevato ed è “molto preoccupante” il fatto che il 40% dei disoccupati sia senza lavoro da sei mesi o più. Lo afferma il presidente della Fed Ben Bernanke, sottolineando come un tasso di disoccupazione così elevato pesa sulla fiducia dei consumatori e sulla ripresa dell’economia.

L’economia “non cresce abbastanza velocemente da poter materialmente ridurre il tasso di disoccupazione”, ha aggiunto il presidente della Fed.

NUOVI RECORD SPREAD BTP, 210 PUNTI – Continua a toccare nuovi record il premio di rendimento che i Btp decennali italiani pagano rispetto ai titoli di Stato tedeschi. Lo spread tra i Buoni e il Bund oggi è volato a 210 punti base, segnando un altro massimo storico dall’introduzione dell’euro. “Noi siamo a 210 punti, in Spagna arrivano invece a 400 e passa”, ha detto il premier Silvio Berlusconi, cercando di gettare acqua sul fuoco, secondo quanto riferito dal ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani. Di tutt’altro avviso il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che ha invece espresso “forte preoccupazione” per la tempesta finanziaria che da mesi imperversa senza tregua su Eurolandia. Intervenendo alla presentazione della giornata mondiale contro l’Aids, Letta ha detto: “Questa è una giornata impegnativa per le turbolenze sui mercati”, turbolenze “più forte dell’Aids e che meriterebbero un vaccino anche loro. Che dai mercati possa arrivare un affondo sull’euro cercando di coinvolgere nel contagio Irlanda paesi più solidi come Spagna e Portogallo e forse anche l’Italia è una preoccupazione forte”.

Lo spread dei titoli decennali spagnoli e portoghesi col bund tedesco oggi è salito rispettivamente a 311 e 458 punti, toccando un ennesimo record. Sulle oscillazioni dei Titoli di stato è intervenuto anche il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, attribuendo “alla speculazione”, di tipo “violento” i movimenti dello spread fra i bpt ed il bund tedesco di questi giorni ma ribadendo come “i fondamentali del debito italiano e delle nostre banche siano solidi”. Il Financial Times parla di “timori di contagio alimentati dai problemi della coalizione di governo” ma secondo alcuni analisti i premi di rendimento record non riflettono che in minima parte i timori per la tenuta della coalizione di governo. “C’é un prosieguo del movimento di ieri. Non stanno salendo solo i rendimenti dei titoli di Stato ma anche quelli dei bond corporate e i mercati azionari, in un clima di avversione al rischio” e in un mercato che sembra “prezzare una crisi sistemica”, ha spiegato Chiara Manenti, analista di Intesa Sanpaolo. Quanto ai problemi italiani, con l’approssimarsi del voto di fiducia sul governo del 14 dicembre, non sembrano essere al centro del radar dei mercati.

“L’Italia ha fondamentali ancora molto buoni sia sul fronte della crescita che della finanza pubblica rispetto ad altri Paesi”, ha aggiunto Manenti. Parla di un nervosismo generalizzato “sull’intera area euro” Luca Cazzulani, numero due della strategia del reddito fisso di Unicredit: “La stabilità politica italiana influisce in minima parte, c’é un problema di portata molto più ampia fuori dai confini nazionali”, ha sottolineato l’analista.