MERCATI: SELL A PIOGGIA SUI BOND AMERICANI

13 Giugno 2008, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
reg. n.16190 della Consob. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale
di WSI.

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro la pendenza di curva è tornata in positivo a 4 pb. sul segmento 2-10 anni. La sessione si è infatti conclusa con un calo dei tassi nella parte a breve ed un rialzo nella parte a medio e lungo termine sulla scia dei buoni dati Usa e del buon andamento del mercato azionario.

Positivi sono stati anche i dati sulla produzione industriale europea, che hanno visto un miglioramento di tutte le sottocomponenti, grazie soprattutto al buon andamento della produzione italiana, francese e spagnola che hanno più che bilanciato le perdite di quella tedesca. Oggi l’attenzione sarà ancora rivolta al tema inflazione con la pubblicazione dei dati finali italiani e tedeschi di maggio oltre ai dati statunitensi. Sul decennale la resistenza si colloca a 4,60%.

Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Soltanto questa settimana, e’ a META’ PREZZO! Approfitta di questa offerta speciale, clicca sul
link INSIDER

Negli Usa tassi di mercato in netto rialzo segnando i nuovi livelli massimi del 2008 sia sul comparto biennale (che ha superato la soglia del 3%) sia su quello decennale. Le diffuse vendite sui titoli obbligazionari Usa sono conseguenza da un lato dei maggiori timori di spinte inflattive e dall’altro sono state questa notte amplificate dalle dichiarazioni del vice presidente del congresso cinese, secondo cui la Cina dovrebbe procedere ad un investimento più profittevole delle proprie riserve, di cui circa 600Mld$ al momento sarebbero già investite in titoli governativi Usa.

Le vendite sul comparto obbligazionario hanno fatto seguito anche ai dati sulle vendite al dettaglio di maggio risultate sensibilmente migliori delle attese, confermando come al momento i rimborsi fiscali stiano supportando la spesa per consumi. Allo stesso tempo il forte incremento ad aprile dei prezzi importati Usa dalla Cina (+4,1% a/a), evidenzia come la Cina non rappresenti più per gli Usa in bacino da cui attingere in chiave di calmierazione dei prezzi domestici. Nel breve la principale resistenza sul decennale si colloca al 4,27%.

Valute: Dollaro in apprezzamento verso Euro sulla scia dei buoni dati macro Usa ed alla vigilia dell’inizio oggi del G-8 in Giappone, da cui gli operatori attendono dichiarazioni contrarie alla prosecuzione della fase di deprezzamento del Dollaro. I dati sui prezzi al consumo di maggio attesi oggi, potrebbero ulteriormente rafforzare l’attesa di rialzi dei tassi della Fed entro fine anno.

Il livello di supporto nel breve si colloca ancora in prossimità di 1,5370 e successivamente 1,5280. La fase di tendenziale apprezzamento del Dollaro sta interessando anche lo Yen che si mantiene intorno a quota 108. Verso Euro la prima resistenza si colloca a 166,50/167. Intanto si segnala la continuazione del calo del mercato azionario cinese con l’indice Csi 300 sceso sotto la soglia dei 3000 punti, presentando ora un rapporto prezzo/utili storici analogo a quello dell’indice S&P500.

Materie Prime: ieri il petrolio (+0,26%) ha chiuso sopra i 136$/bar in seguito all’aumentare delle preoccupazioni circa un possibile sciopero negli impianti della Chevron in Nigeria, che taglierebbe l’offerta di circa 350.000 barili al giorno. Il presidente Opec ieri ha escluso la possibilità che il cartello possa procedere ad un aumento della produzione dopo l’incontro previsto per il 22 giugno ed organizzato dall’Arabia Saudita. Ancora record per il mais (+0,8%) dopo che il National Weather Service ha dichiarato che i danni delle ultime forti piogge statunitensi, le peggiori dal 1993, ammonterebbero a centinaia di milioni di dollari. Positiva anche la soia (+1,3%).

Tra gli agricoli cede invece il grano (-2%) dopo il rapporto dell’Usda sull’andamento dei raccolti migliori delle attese. Male i preziosi che seguono il deprezzamento dell’Euro, con l’oro (-1,2%) che chiude in negativo per la terza volta questa settimana. Anche gli industriali seguono il trend dell’Euro con il rame ai minimi da due mesi, ad eccezione del nickel (+5,44%) che raggiunge i massimi da tre settimane, dopo che la BHP (terzo produttore mondiale) ha annunciato la chiusura di una grossa fonderia in Australia.

Copyright © MPS Capital Services. Riproduzione vietata. All rights reserved

parla di questo articolo nel Forum di WSI