Mercati: pausa di consolidamento o inizio correzione?

4 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Situazione molto delicata quella che stiamo vivendo in questi giorni sui mercati. Il primo giorno di contrattazioni del mese di agosto, dopo il meraviglioso mese di luglio vissuto sui mercati stock, ha lasciato intendere una buona forza relativa dei mercati, tale da far aumentare le probabilità di poter vedere una continuazione del rally di luglio anche per il mese a venire.

Ieri abbiamo assistito ad uno stop cominciato in Europa (con mercati che hanno mostrato chiusure miste), proseguito in America (mercati chiusi leggermente negativi) e che sta proseguendo in Asia proprio nel momento in cui scriviamo, con un Nikkei attualmente negativo di più del 2%.

Pausa di consolidamento o inizio di una correzione? Saranno i dati macro in pubblicazione oggi e nei prossimi giorni e le trimestrali in pubblicazione proprio in questi giorni a chiarirci le idee, unitamente alla riunione della Fed prevista per il prossimo 10 agosto, sempre più attesa dagli analisti e non solo, ormai si parla anche al bar della Fed.

I dati rilasciati ieri hanno mostrato una situazione di stallo per quanto riguarda il reddito personale e le spese personali americane, mentre hanno sottolineato gli attuali problemi relativi al settore immobiliare che sembrano lontani dal risolversi.

Oggi saranno molto importanti i report ADP (di solito buoni anticipatori dei non farm payrolls in attesa venerdì), che vede attese pari a +33.000 per il mese di luglio rispetto al precedente +13.000. Uno sguardo lo merita anche l’ISM non manifatturiero che però non dovrebbe muovere particolarmente il mercato.

Per quanto riguarda invece la Federal Reserve, cresce l’attesa per capire se Bernanke attuerà dei nuovi programmi di stimolo per l’economia, visto che, anche a detta sua, la ripresa tarda ad arrivare e sappiamo che l’istituto centrale americano è sempre intervenuto per sostenere l’economia in maniera attiva.

Tutto questo sul mercato valutario si traduce in quattro concetti. Euro forte, sterlina forte, dollaro debole e yen che si muove in perfetta correlazione con l’avversione al rischio. L’idea è che tali macrotemi possano farla da padrone per il resto della settimana e che, solo dopo il 10 potremmo assistere a cambiamenti significativi di quanto appena descritto.

Come vedremo dalla sezione di analisi tecnica, ci troviamo anche in corrispondenza di livelli importanti che potrebbero aprire la strada a movimenti importanti. Occhio dunque alle possibilità che il mercato ci sta offrendo, ma mai come ora è importante lavorare con livelli di stop in testa senza aver paure di uscire da posizioni in temporanea sofferenza che potrebbero portare a perdite ulteriori invece di realizzare guadagni cavalcando i movimenti che potrebbero verificarsi.

Continua a dare soddisfazione l’idea rialzista dell’euro. La situazione tecnica volge ancora a favore della moneta unica fornendo, ogni giorno che passa, un livello di supporto sempre molto preciso: in questo momento questo livello si trova a più di una figura di distanza, 1.31 figura. Sembreremo insistenti ma a, parte qualche livello di inversione infragiornaliero, vediamo il più grande livello di resistenza ancora una volta a 1.35 figura.

Anche il dollaro australiano continua a mantenere, al pari dell’euro, una ben definita tendenza rialzista nei confronti del biglietto verde. In questo caso il supporto su cui si regge il movimento è dato da 0.9050 (per le prossime ore) mentre rotta l’area di congestione e resistenza di giornata a 0.9150, torniamo ad essere fiduciosi per il raggiungimento dell’obiettivo finale a 0.94 figura.

La medesima configurazione, con una volatilità maggiore, è ritrovabile sul cable. In questo caso è stata archiviata la resistenza di 1.5875 ed i prezzi, teoricamente, hanno spazio di ripresa totale del movimento di discesa analizzato anche ieri, quindi sopra 1.68.

Un’idea più di breve consiste nel monitorare la tenuta dei due supporti a 1.5875 e 1.58 figura e attendersi un arresto della salita nelle prossime ore al di sopra di 1.60, dove troviamo un picco di massimo mostrato il 3 febbraio scorso.

Alla fine è iniziato quello che consideriamo l’ultimo strappo ribassista del cambio UsdJpy. Rotto il minimo precedente di 86 figura abbiamo assistito al test di 85.30, distante solamente 40 punti dall’obiettivo e dall’ipotesi di doppio minimo storico a 84.90.

L’euro nei confronti della moneta elvetica sta ritornando vicino all’area di congestione considerata importante e compresa fra 1.5750 e 1.58 figura. Un superamento potrebbe far considerare come raggiungibile a breve l’importante livello di 1.40 figura.

Ancora una volta il cambio GbpJpy non è riuscito ad oltrepassare stabilmente la zona di 137.50. Questo rende più facile ora, dopo due conferme a distanza di quattro giorni, l’individuazione del livello importante al fine di aspettarsi una salita del cambio. Al di sotto, rotto il supporto di 135.90-136, lo spazio di discesa è abbondante, con un primo obiettivo a 134.10 e con un secondo e più ambizioso 131.20.

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