Mercati nell’incertezza, continuano a mancare correlazioni chiare

20 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Dal punto di vista macroeconomico non c’è veramente nulla da aggiungere a quello che abbiamo riportato fino ad oggi, se non il fatto che l’agenzia di rating Fitch ha mantenuto il giudizio sull’Italia ad A, senza procedere ad alcun taglio come successo con Moody’s.

Le motivazioni alla base di questa decisione si ritrovano nell’impegno del governo italiano ad approvare continue riforme di austerità che dovrebbero, in ultimo, permettere di sistemare i conti in modo tale da non essere un problema per l’Europa.

Si, un problema per l’Europa, questa è l’unica cosa che si vuole andare a sistemare perché, senza l’altro piatto della bilancia, ovvero quello dedicato alla crescita economica, rischiamo che il divario di disuguaglianza sociale aumenti sempre di più, con effetti nefasti su che ha redditi inferiori a una certa soglia, anche loa vecchia borghesia è messa a rischio.

Anche il fatto che siano stati decisi aiuti per la Spagna per un importo pari a 100 miliardi dovrebbe essere qualcosa che va a preoccupare i mercati piuttosto che dargli sollievo, i fondi che rimangono nell’Efsf sono di circa 150 miliardi e non saranno sufficienti in caso di ulteriori problemi dei Paesi Periferici.

Se vogliamo salvare l’euro (cosa che stanno facendo in maniera nemmeno troppo velata) è un conto, se vogliamo salvare l’Unione Europea e tutti i suoi cittadini dal diventare l’Unione Sovietica d’Europa è un altro.

Non vogliamo però dilungarci su questi temi, ci sarebbe da parlare per ore e dal punto di vista operativo, non sarebbe nemmeno tempo ben impiegato.

Preferiamo passare all’analisi dei livelli tecnici di maggiore attenzione, a partire dalle commodities fino ad arrivare, come sempre, ai cambi valutari, con una premessa: i mercati continuano a non essere correlati, per cui analizzare strumento per strumento sembra l’approccio più corretto per tradare mercati così incerti.

L’oro sta mostrando diminuzioni di volatilità che hanno spinto i prezzi all’interno di 10 punti di escursione, tra 1,580.00 e 1,590.00, livelli da sfruttare per eventuali rotture che porterebbero a movimenti nell’ordine dell’ampiezza della congestione attuale.

Gran performance del petrolio che su un grafico orario continua a mantenersi sopra la media mobile a 21 periodi dopo aver raggiunto il livello precedente statico di resistenza intorno a 93.30. Sotto 91.70 si aprono strade ribassiste per assistere a correzioni che dovrebbero comunque mantenersi sopra area 90 figura, mentre una rottura a rialzo del massimo di ieri (attenzione ai 15 punti successivi per avere conferma di una rottura definitiva) aprirebbe le porte verso 94.40.

Una veloce nota sulle borse, dato che siamo a venerdì e che settimana scorsa sono partite le prese di profitto nel pomeriggio. Il Nikkei ha perso parecchio terreno oggi e le borse europee potrebbero seguire questa sorta di movimento. Il Ger30, che ha mostrato buoni segnali di forza nel breve potrebbe approfondire sotto i supporti di 6,730, senza tuttavia estendere per più di un centinaio di punti in caso di rottura confermata, mentre l’Ita40 si trova all’interno di un canale discendente individuabile su un grafico orario che fornisce 13,715 come resistenza principale (medie mobili e livello dinamico del canale). Sotto 13,500 possibilità di assistere a nuovi minimi.

EurUsd
Dispiace doversi ripetere per l’ennesima volta, ma la condizione di lateralità dell’eurodollaro fa si che i livelli siano ancora quelli indicati da qualche giorno. La forte area di resistenza posizionata a 1.2330 continua a risultare valida così come sta assumendo sempre più valore la trendline positiva che da una settimana esatta accompagna il cambio: il livello da questa indicata passa nelle prossime ore a 1.2240. Siamo sempre in attesa di una rottura di questi due estremi.

UsdJpy
Nella notte abbiamo avuto prova della importanza del livello di 78.75 come resistenza. La tendenza di fondo sembra ancora impostata verso il basso con il primo obiettivo posizionato a 78 figura ed il finale a 77.70.

EurJpy
Manca davvero poco, al cambio EurJpy, per raggiungere il minimo di riferimento precedente posto a 95.65. Sarà sufficiente che l’area di supporto statica individuata nel breve a 96.15 venga superata per arrivarci. Per un’inversione di questa tendenza ci affidiamo ancora a 98.20-30.

GbpUsd
Rotto 1.5660 e raggiunto 1.57 abbiamo notato una certa resistenza del cambio. Sembra che l’area di congestione e di massimo di inizio luglio sia più difficile da superare del previsto. La trendline positiva che segue la ripresa della sterlina sino da settimana scorsa indica un livello di supporto dinamico coincidente con la rottura avvenuta ieri di 1.5660: sino a che questo rimarrà inviolato la tendenza potrà continuare oltre.

UsdChf
La configurazione a triangolo osservata ieri sul cambio UsdChf ha cambiato un po’ forma ma quello che rimane assolutamente valido è il valore utile per anticipare una continuazione. È stata infatti confermata, di nuovo, la validità della trendline ribassista oltre la quale aspettarsi un deciso breakout. Stiamo parlando di un livello che oggi transita a 0.9820. Si è appiattito invece l’altro lato, ora con un supporto che diventa statico a 0.9750, trasformando così la figura in un triangolo rettangolo.

AudUsd
Continua con buona costanza il movimento positivo cominciato la settimana passata. L’obiettivo di 1.0480 si fa sempre più vicino e appare come il livello di riferimento più sensato dato che si tratta del massimo raggiunto più volte dal cambio sino da aprile scorso.

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