Mercati intimoriti. Asia in rosso. L’oro prosegue la scalata.

19 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Azionario asiatico in calo, con l’indice Kospi di Seul che cede oltre il 5%. Crescono i timori che gli Stati Uniti, l’economia più grande al mondo, possa entrare in una nuova fase di recessione. Pesa sul mercato anche il protrarsi della crisi del debito in Europa, che pone dei rischi anche sulla solidità delle banche e dunque su una crisi sistemica nel continente. Eurodollaro a $1,4294.

Il petrolio estende i cali, visto l’outlook più debole sull’economia globale, mentre l’oro avanza ben oltre $1.840, con gli investitori che continuano a rifugiarsi in asset più sicuri. Il metallo giallo sembra dunque indirizzato a chiudere la settimana con un rialzo del 5,6% circa. In rialzo i rendimenti delle obbligazioni junk (spazzatura) europee, che dopo un anno ritornano oltre il 10%.

Dopo la nota di Morgan Stanley, anche Citigroup taglia le sue stime sulla crescita degli Stati Uniti. In aggiunta, le autorità americane, sudcoreane e svedesi, hanno tutte parlato dei maggiori rischi che i mercati globali stanno incontrando. Lars Frisell, economista capo dell’autorità di vigilanza della Svezia, ha detto che ci stiamo dirigendo verso un punto in cui i prestiti interbancari potrebbero congelarsi.

La forza dello yen continua ad impattare i grandi produttori d’auto. La nota di Credit Suisse dice che il settore potrebbe subire una profonda ristrutturazione, possibilmente anche eliminando i costi denominati in yen, qualora la valuta dovesse rimanere eccessivamente apprezzata ancora a lungo. Il deterioramento della ripresa economica globale dovrebbe pesare ulteriormente nel processo di ricostruzione del paese, dopo il disastro di marzo. Anche in giornata, il ministro delle Finanze nipponico Yoshihiko Noda, ha minacciato su un possibile intervento nel mercato valutario.

Asia: L’indice Dow Jones Asian Titans della regione perde il 2,66%. Nikkei (-2,51% in chiusura), Seul (-5,72%), Sydney (-3,33%), Hong Kong (-2,67%), Shanghai (-1,76%), Singapore (-2,79%).

Commodities: gli investitori cercano ancora rifugio sui preziosi, male gli energetici. Wti ($80,79, -1,93%), Brent ($105,95, -0,97%), oro ($1.847,9, +1,42%), argento ($40,99, +0,74%) e rame ($3,9595, -0,16%).

Valutario: Eurodollaro in calo a $1,4294 (-0,22%). Lo yen giapponese scambia sull’euro a ¥109,37 (-0,25%) e sul dollaro a ¥76,51 (+0,03%). Franco svizzero sull’euro a CHF1,1354 (-0,18%) e sul dollaro a CHF0,7939 (+0,01%).

Futures sull’indice S&P in calo di 9,75 punti (-0,85%) a 1.133,75 punti. Rendimenti dei Treasuries a 10 anni in calo al 2,028%.

“(Gli Stati Uniti) hanno una combinazione negativa di fattori economici, crescita bassa e inflazione alta; questo impatta negativamente nel sentiment degli investitori asiatici”, ha detto a Reuters Frances Cheung, strategista per Credit Agricole. “In aggiunta, abbiamo minori fondi dall’Europa nei vari mercati dell’Asia”.

“I timori sull’outlook degli Stati Uniti e sulla crescita economica globale sono stati rinforzati ancora una volta”, ha detto al Wall Street Journal Tsuyoshi Segawa, strategista azionario per Mizuho Securities.

“C’è una totale mancanza di fiducia nelle autorità dei vari paesi, circa la loro capacità di scongiurare eventi negativi”, ha detto a Bloomberg Nader Naeimi, strategista per AMP Capital Investors Ltd. a Sydney. “La paura sta alimentando altra paura al momento”.